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giovedì 22 novembre 2018

Violenza donne: Cgil, Cisl e Uil, lavoro sia luogo sicuro e rispettoso della dignità di lavoratrici e lavoratori

In Italia le donne continuano ad essere uccise al ritmo di una ogni tre giorni. La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, eppure in molti casi viene ancora sottovalutata quando non banalizzata. Secondo una ricerca del 2017 fatta dalla Commissione parlamentare sul femminicidio, almeno il 50% delle denunce di reato viene archiviato”. E’ quanto dichiarato dalle responsabili delle politiche di genere di Cgil Cisl e Uil Loredana Taddei, Liliana Ocmin e Laura Pulcini.
I numeri ci dicono che non c’è sufficiente impegno da parte della politica e delle istituzioni nel contrasto alla violenza maschile, con finanziamenti ai centri antiviolenza e alle case rifugio esigui ed esigibili in tempi lunghi. Nel nostro Paese – proseguono le dirigenti sindacali – si affronta quasi esclusivamente la violenza domestica, ma la violenza sulle donne ha forme diverse, dalle mura di casa a quella nei luoghi di lavoro, di cui quasi mai si parla e che è in assoluto la meno denunciata. Anche se il fenomeno è molto esteso: i dati parlano di un milione e 173 mila donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro, durante la loro vita, pari all’8,5% delle lavoratrici. Solo lo 0,7% delle donne però – fanno sapere – ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e vergogna di essere giudicate dalla società e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali e in tante, troppe, preferiscono lasciare il lavoro o

martedì 30 ottobre 2018

Poste: chiarezza su accordi su politica occupazionale

Nelle ultime settimane si sono susseguiti comunicati e dichiarazioni di alcuni esponenti della politica e delle Istituzioni in merito alle azioni occupazionali che Poste Italiane, in accordo con il Sindacato, sta mettendo in atto su tutto il territorio nazionale.” Così una nota unitaria dei I Segretari Generali Slp- Cisl, Slc- Cgil, Uilposte-Uil, Failp-Cisal, Confsal Com, Fnc – Ugl Com.ni.
Riteniamo necessario precisare quanto segue.
Gli accordi sottoscritti a partire dal 30 novembre scorso tra l’Azienda e le Organizzazioni dei lavoratori stanno offrendo una risposta equilibrata alle molteplici esigenze, talvolta contrapposte, rappresentate dalle Parti:

  • offrire una opportunità di passaggio a tempo pieno, in tempi certi, ai moltissimi lavoratori part time involontari, presenti soprattutto nelle regioni del sud;
  • dare una equilibrata ma concreta risposta ai lavoratori del nord in attesa, da molti anni, di un trasferimento verso le stesse regioni del sud;
  • offrire un’opportunità di lavoro stabile alle migliaia di ex lavoratori che hanno prestato servizio in Poste con contratto a tempo determinato, nel rispetto delle leggi e delle anzianità maturate;
  • contribuire a garantire l’opportunità di sviluppo (attraverso le necessarie riorganizzazioni) ed un positivo equilibrio economico ad un’Azienda, Poste Italiane, che da 20 anni è una SpA

venerdì 15 giugno 2018

Legalità: Cgil, norme vanno rispettate, non servono sconti ma rigore

“I fatti che emergono dall’inchiesta romana sulla costruzione dello stadio rendono evidente come la corruzione e il malaffare rappresentino il male endemico che, insieme alla mafia, soffoca il nostro Paese. Per curarlo occorre innanzitutto rispettare le norme esistenti, da quelle sugli appalti a quella contro il caporalato, e l’idea che sia necessaria una semplificazione per renderle più efficaci è da respingere: non servono sconti ma rigore”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
“Come ricordava lo stesso presidente dell’Anac nella relazione annuale – prosegue il dirigente sindacale – il primo passo per invertire la rotta è quello di applicare le norme esistenti, a partire da quelle sugli appalti, che se usate con severità e trasparenza possono dare un contributo fondamentale”. “Chi, evocando eccessi di burocrazia, oggi chiede di intervenire sulle leggi per semplificare – prosegue – nasconde la voglia di avere spazi di manovra e mani più libere per alimentare fenomeni che invece vanno combattuti senza se e senza ma”.
Per il segretario confederale della Cgil “lo stesso vale per la legge 199/2016 in materia di contrasto al caporalato”, e respinge le proposte di modifica avanzate in questi giorni dai ministri Salvini e Centinaio: “è una norma di civiltà da applicare in tutte le sue parti”.
“Noi, convinti che illegalità e sfruttamento si possano sconfiggere solo con un fronte largo di Istituzioni e società civile – conclude Massafra – continueremo la nostra battaglia e, come abbiamo sempre fatto, vigileremo sul rispetto della normativa esistente, chiedendo ove necessario il suo rafforzamento”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 7 febbraio 2017

Rai: vertici e istituzioni rispettino lavoratori e coinvolgimento delle parti sociali

A febbraio inoltrato non si ha ancora chiarezza sui conti dell’anno 2016 nè sul testo di rinnovo della concessione di servizio pubblico radiotelevisivo. Due presupposti sui quali i sindacati avevano chiesto unitariamente un confronto sia con la Commissione Parlamentare di vigilanza e indirizzo per i servizi radiotelevisivi, sia col Ministero dello Sviluppo Economico che, proprio in queste settimane, dovrebbe trasmettere il testo di concessione e convenzione alla Commissione Parlamentare per poi procedere alla sua promulgazione.
Questa sottovalutazione del valore del servizio pubblico, delle parti sociali e del lavoro, da ultimo, si riproduce nelle affermazioni del Direttore Generale, il quale recentemente, non ha ribattuto alle affermazioni del critico Aldo Grasso, che nell’ambito di un convegno ha affermato che “La Rai non è all’altezza di fare un sacco di cose. E non per un problema editoriale, ma per un problema industriale. C’è la retorica sulle grandi professionalità interne alla Rai che vengono poco sfruttate […..] Ma quando vedi un programma Rai girato bene, montato bene, con i giusti tempi, una bella scenografia, ottime luci, un racconto che scorre: ecco, quello di solito è un programma realizzato all’esterno […..] Quando sento parlare delle sedi regionali [….]mi chiedo se le risorse vanno per mantenere questo

lunedì 4 aprile 2016

Pensioni: Camusso, norma va cambiata, costruire sistema solidale

Cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani’. E’ questo lo slogan che ha accompagnato la giornata di mobilitazione nazionale promossa da Cgil, Cisl e Uil per sabato 2 aprile.
Iniziative e manifestazioni unitarie a livello territoriale in tutto il Paese. I segretari generali delle tre confederazioni sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno partecipato rispettivamente alle mobilitazioni di Venezia, in Campo Santa Margherita, a Roma, in Piazza SS. Apostoli, e a Napoli, in Piazza Giacomo Matteotti. I comizi finali sono stati preceduti da cortei che hanno attraversato le città.
A Venezia, il corteo (partito alle ore 9.00 dalla stazione ferroviaria Santa Lucia) ha attraversato le vie della città per concludersi in Campo Santa Margherita alle ore 10.00. A seguire gli interventi dal palco. A prendere la parola per il comizio conclusivo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “le pensioni devono cambiare radicalmente, deve cambiare la norma per quel che riguarda la costruzione di una previdenza per i giovani, la possibilità non di immaginarsi un futuro da poveri, ma di persone che nella loro vita lavorativa metteranno insieme una condizione civile di pensione”. “Deve cambiare – ha aggiunto – il rapporto con i singoli lavori perché non si può usare una media indefinita per la quale sarebbe lo stesso lavorare su un’impalcatura o in un ufficio. Ci vuole una relazione con la fatica del lavoro”. Per Camusso, infine, “va costruito un sistema solidale: chi ha avuto anche troppo dal sistema deve essere disponibile a dedicarlo ad una solidarietà interna, per fare della pensione ciò che è sempre stato: la condizione di una vecchiaia delle persone dopo una vita di lavoro”.

lunedì 22 febbraio 2016

Problematica inidonei

Poste Italiane S.p.A.
Direzione Regionale Lombardia
Risorse Umane - Dott. Pietro Largo
Relazioni Industriali - dott. Del Medico Giovanni
ALT Lombardia
Dott. Fabio Toniolo

Segreteria Generale SLC CGlL
c.a. Cincia Maiolini
Roma
Oggetto: Problematica inidonei.

La scrivente organizzazione sta assistendo da un po' di tempo ad una diversità di gestione da parte dell'Azienda tra i lavoratori cosiddetti inidonei alla mansioni, producendo una serie di applicazioni sul territorio spesso non tenendo conto degli accordi a suo tempo sottoscritti tra le parti.
A tal proposito è utile ricordare che in materia di “inidoneità” è stato redatto un accordo in ambito regionale il 10 giugno 2009 che, seppur datato, è l'unico in materia e che detta regole e principi che se non modificati restano attualissimi.
Al contrario registriamo una disparità di trattamento tra i lavoratori, non chiara, per effetto della quale solo per alcuni sussisterebbero le condizioni di applicazione presso un altro centro di lavoro dal proprio a causa di un'intervenuta inidoneità temporanea/definitiva alle mansioni.
Rispetto ai dati fornitici dalla stessa Società in occasione della riorganizzazione del settore del recapito, unico riferimento agli organici che possa avere valenza e spesso richiamato anche nei recenti accordi, risulterebbero diverse scoperture nelle lavorazioni interne che in molti casi non giustificano l'allontanamento, sic simpliciter, del lavoratore.
Con l'aggravante che la regola non vale per tutti e ci risultano poco leggibili i criteri che ne discriminano le scelte tranne che non siano riconducibili alla solita vecchia logica dell'appartenenza.
Pertanto, nel richiamare il rispetto integrale l'accordo del 10 giugno 2009, vi anticipiamo che ci faremo carico, anche in sede giudiziale, dei diritti dei lavoratori anche in termini collettivi, qualora l'Azienda non si faccia carico di un urgente approfondimento sulla materia in parola.
Per queste ragioni restiamo in attesa di un Vs. urgentissimo riscontro
Cordiali saluti
Pierluigi Daccò SLC Cgil
Milano, li 22 febbraio 2016

martedì 28 luglio 2015

Drammatico bilancio di morti per infortunio sul lavoro

CGIL CISL e UIL di Brescia esprimono   la più profonda partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime dell'infortunio nell'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio a Modugno in provincia di Bari e si stringono ai colleghi e a tutti i lavoratori e lavoratrici colpiti dall'ennesima tragedia sul lavoro. A soli pochi giorni dalla morte di un operaio colpito dal getto di una pompa idraulica mentre era impegnato nella pulizia delle cisterne al Petrolchimico di Porto Marghera, altri 8 operai con il titolare dell'impresa perdono la vita in modo atroce. 
CGIL CISL e UIL confidano nell'inchiesta della magistratura perché si possa presto fare chiarezza sulle cause dell’incidente e sul rispetto delle misure di sicurezza. Denunciano l'ampia area di violazione delle norme vigenti in materia di prevenzione e tutela della salute e dell'integrità psico-fisica dei lavoratori e delle lavoratrici nei diversi settori produttivi, aumentata anche per effetto della crisi economico-finanziaria.
Il   peggioramento   delle   condizioni   di   lavoro   trova   conferma   nella Relazione   2015 pubblicata dall'INAIL all'inizio di questo mese dove i numeri degli infortuni e delle Malattie risultano in aumento, tanto più negli ambiti la cui pericolosità è nota per rischi di esplosione, di caduta dall'alto e, più in generale, laddove i lavori assegnati rientrano nella filiera degli appalti basati sul massimo ribasso. 
La sicurezza e la prevenzione anziché essere considerate come un investimento che oltre a salvare le vite è strategico per qualificare il lavoro e rilanciare l'economia, per scarsa considerazione e lungimiranza  da  parte    di un numero ancora elevato  di imprese, enti e istituzioni, continua ad essere considerato un costo da comprimere. 
Contro questa deriva CGIL CISL  UIL di Brescia rivendicano il rispetto delle norme in materia di Salute e Sicurezza, la messa a bilancio di investimenti da parte delle imprese e lo sviluppo delle attività di Prevenzione e Sorveglianza con adeguato aumento degli organici negli enti preposti.

LAVORATORI E LAVORATRICI  CI UNIAMO AL DOLORE  DEI  FAMILIARI  E DELLA COMUNITA'  PUGLIESE  DENUNCIANDO  L'INDIFFERENZA  SUI  RISCHI SUL LAVORO E RIVENDICANDO   PIU'  PREVENZIONE E SICUREZZA.

CGIL                    CISL                   UIL
BRESCIA

martedì 18 novembre 2014

Cgil: Sindacato a Garante, stia sereno, su sciopero rispetteremo legge

Il garante stia sereno, come sempre la Cgil rispetterà la legge sulla regolamentazione dello sciopero nei servizi essenziali”. Così il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, replica al presidente della Commissione di garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse, e a quanto sostenuto ieri dall'Autorità di garanzia sullo sciopero proclamato dal sindacato di corso d'Italia per il prossimo 5 dicembre.
Nella fattispecie - prosegue il dirigente sindacale - quello che non appare consono al rilievo del ruolo ricoperto è il vezzo, prima ancora di trasmettere formalmente eventuali rilievi al sindacato che ha proclamato lo sciopero come prescrive la legge, di far trapelare giudizi generici la cui fondatezza è tutta da dimostrare. Restiamo in attesa che il Garante faccia quanto gli impone la legge”.
Inoltre, aggiunge Solari, “per quanto a nostra conoscenza, sulla base dei dati forniti dalla stessa Commissione di garanzia, e al netto di situazioni locali che come sempre determineranno esenzioni puntuali, esiste una proclamazione di sciopero nazionale nel settore del trasporto ferroviario da parte di una sigla sindacale pressoché sconosciuta, certamente non stipulante del contratto nazionale e per la quale non risulterebbero trasmesse deleghe che attestino l’iscrizione di lavoratori”.
Per il segretario confederale della Cgil, infine, “se fossero confermate queste notizie è lecito chiedersi se la Commissione di garanzia stia debordando dal compito di contemperare il diritto di sciopero coi diritti dei cittadini alla mobilità, assumendo invece il ruolo di censore del solo diritto di sciopero. Certo non era questo lo spirito dell’autoregolamentazione che, per primi, abbiamo adottato e dalla quale è poi scaturita la attuale regolamentazione legislativa”, conclude Solari.

venerdì 3 ottobre 2014

Editoria: sindacati, per cartiere Burgo necessario piano industriale. Grave assenza dell’AD a incontro Mise

Le Segreterie Nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil reputano molto grave l’assenza al tavolo preso il Mise dell’Amministratore Delegato di Burgo, Paolo Mattei.” 
Lo annuncia una nota unitaria.
La vertenza è in una fase cruciale e riteniamo del tutto insufficienti le risposte date fino ad ora, considerandole più come un voler prendere tempo che una reale volontà di riconversione del sito per la produzione di carta per cartone o cartoncino bianco.  
E’ necessario riavviare la macchina continua per la produzione in via sperimentale delle sopracitate carte: azione che permetterebbe da un lato di mantenere in efficienza produttiva la macchina continua e dall’altro creerebbe le condizioni reali per una possibile intesa di Burgo per la produzione in partnership con altri soggetti industriali o per la vendita del sito a produttori del comparto.”
Riteniamo altresì che il gruppo Burgo debba presentare chiaramente il proprio piano industriale per i prossimi quattro anni, per il dovuto rispetto dei lavoratori delle varie sedi del gruppo: giudichiamo inappropriato apprendere dai media le dichiarazioni dell’A.D. – conclude la nota. Si è pertanto concordato con il Mise di organizzare un nuovo incontro cui dovranno partecipare oltre che l’ A.D. Paolo Mattei anche la famiglia Marchi.”