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venerdì 6 agosto 2021

Scuola: Cgil, riaffermare obiettivi del Patto. Nessun arretramento sulla sicurezza

A settantasette giorni dalla firma del Patto per la scuola, con il quale l’intero Governo si è impegnato a istituire tavoli con i sindacati per individuare soluzioni condivise, dal reclutamento del personale ai Protocolli sulla sicurezza, e a meno di venticinque giorni dall’inizio dell’anno scolastico, non abbiamo ancora ricevuto risposte adeguate”. Ad affermarlo la vice segretaria generale della Cgil Gianna Fracassi, e il segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli nel corso dell’incontro di questa mattina con il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.
Con la sottoscrizione del Patto – ricordano Fracassi e Sinopoli – sono stati assunti alcuni impegni fondamentali, che oggi vanno assolutamente riaffermati, aprendo un serio confronto: il superamento del precariato del personale scolastico così da garantire anche la continuità e la qualità della didattica ai ragazzi; il rinnovo del contratto collettivo nazionale.
Vanno individuate, così come definito nel Patto, efficaci politiche salariali per valorizzare i lavoratori, la legge di Bilancio rappresenterà un terreno importante; la riduzione del numero degli alunni per classe, un obiettivo contenuto nel Pnrr, e fondamentale per garantire la sicurezza”. In merito al Piano nazionale di ripresa e resilienza i due dirigenti sindacali aggiungono: “auspichiamo che si possa procedere diversamente su quelle che sono le sfide per il Paese, coinvolgendo le rappresentanze dei lavoratori della scuola”.
Inoltre, sul tema green pass nelle scuole sottolineano: “Troviamo sbagliato far passare il personale scolastico come irresponsabile, quando il 90% è già vaccinato e ha scelto quindi di mettere in sicurezza non solo se stesso, ma le scuole. Va preso atto dell’altissimo senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola”.
Per garantire la sicurezza a settembre – proseguono – vanno confermate tutte le misure, dal distanziamento, ai dispositivi individuali, allo screening periodico, alla sicurezza sui trasporti, all’organico aggiuntivo. Non accetteremo arretramenti su questi punti. Non si può scaricare sui docenti, dirigenti e ATA la mancanza di misure adeguate per garantire la sicurezza e la ripresa della scuola in presenza, che rappresenta – concludono Fracassi e Sinopoli – una priorità per tutti”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 28 settembre 2020

Migranti: Cgil, Cisl, Uil, nuovo Patto UE conferma approccio securitario, urgente modifica decreti sicurezza

“Il patto europeo per la gestione dei migranti e dei richiedenti asilo presentato il 23 settembre scorso dalla Commissione a nostro avviso non risponde alle aspettative create dall’annuncio della Presidente, Ursula Von der Leyen, confermando l’approccio prevalentemente securitario”. È quanto dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Giuseppe MassafraAndrea Cuccello e Ivana Veronese.

I pilastri del nuovo Patto, limitazione degli ingressi ai richiedenti asilo e aumento dei rimpatri, confermano la visione di un’Europa chiusa in se stessa, priva del coraggio di affrontare con strumenti nuovi la questione migratoria, individuandola come una risorsa necessaria al futuro stesso dell’Europa, in termini demografici, di partenariato globale con i paesi di partenza e di transito, di protagonista politico per promuovere la pace, prevenire le guerre, sconfiggere le povertà”.
Riguardo le migrazioni economiche – proseguono i dirigenti sindacali – si fa riferimento genericamente a politiche di attrazione dei talenti, ma non è chiara, e secondo noi tutta da sviluppare, la strategia secondo cui promuovere ‘vie legali’ d’ingresso’”.

Per Massafra, Cuccello e Veronese “l’annunciato superamento del regolamento di Dublino, in realtà, si

venerdì 6 dicembre 2019

Salute: Cgil, Cisl, Uil, avviare confronto per attuazione Patto

“Il Patto per la Salute deve essere uno strumento finalizzato a ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, su tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Costituzione”. Così in una nota Cgil, Cisl e Uil a seguito dell’incontro con il Ministro della Salute Roberto Speranza.
Per le tre Confederazione “è importante il finanziamento pluriennale, così come previsto nella legge di Bilancio”, anche se “resta, tuttavia, sottodimensionato il Fabbisogno Sanitario Nazionale, va quindi progressivamente adeguato”. “Un segnale positivo è rappresentato – proseguono Cgil, Cisl e Uil – dal finanziamento aggiuntivo dedicato finalmente all’abolizione del superticket”.
Per il cosiddetto ‘Cantiere di attuazione del Patto’, Cgil, Cisl e Uil propongono alcuni temi che chiedono di “affrontare nel corso di specifici tavoli aperti anche alla partecipazione dei sindacati”. Tra le questioni poste dalle organizzazioni sindacali: i LEA; le assunzioni; lo sviluppo delle reti socio-sanitarie integrate territoriali; la non autosufficienza; la prevenzione e promozione della salute. Ulteriori argomenti di confronto dovranno essere: il piano di investimenti per l’edilizia, l’ammodernamento tecnologico e l’HTA; la ricerca; la partecipazione dei cittadini.
“Oltre alla stipula del Patto per la Salute dovrà essere assicurato quindi un confronto sulle assunzioni e sul rafforzamento delle relazioni sindacali partecipative volte ad evitare improprie invasioni di campo sulla materia contrattuale. Vanno individuati sia a livello nazionale, con un preciso impegno del Ministro della Salute e, auspicabilmente, della Conferenza delle Regioni, sia a livello territoriale, appositi luoghi e modalità di confronto permanente e di partecipazione democratica, in cui – concludono Cgil, Cisl e Uil – si possa esercitare, accanto a quella doverosa delle Istituzioni, la responsabilità dei cittadini e delle forze sociali di rappresentanza”.
Leggi la nota unitaria: ‘Valutazione sul nuovo Patto per la Salute’, clicca qui
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 24 ottobre 2019

Patto per la ricerca: Cgil, Flc Cgil, fatto importante, necessari meno incentivi e più investimenti


Il Patto per la ricerca presentato ieri dal ministro Fioramonti è un fatto importante, significativo e condivisibile negli obiettivi che si propone”. È quanto sostengono in una nota congiunta Cgil e Flc Cgil.
“È importante – sottolinea la nota – poiché rappresenta una scommessa a favore di uno sviluppo di qualità, socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibile. Un nuovo modello di sviluppo che deve partire da un nuovo ruolo dello Stato e che presuppone una ripresa e un aumento degli investimenti privati, ma anche una maggiore responsabilità̀ sociale del sistema delle imprese per affrontare tutti quegli elementi di debolezza, che hanno determinato l’aumento della dipendenza tecnologica del nostro Paese”.
In questo nuovo modello – sostengono Confederazione e categoria – è però necessario rompere la logica della spesa a pioggia e incondizionata verso il sistema produttivo esistente, puntando a meno incentivi e più investimenti”.
“È decisivo aumentare le risorse per le università e investire molto di più sulla ricerca di base. Nel settore della ricerca pubblica l’Italia investe meno della media europea ed ha basso numero di ricercatori in rapporto alla popolazione. È indispensabile pensare a nuovi investimenti in questo settore, anche per affrontare il tema del precariato: fare ricerca non può essere un lavoro poco garantito, poco pagato, poco riconosciuto”, conclude la nota.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 9 agosto 2012

Camusso, una patrimoniale per gli investimenti e da Marchionne aspettiamo i fatti

«Bene, il governo ci è arrivato, ora però non si limiti alle denunce e faccia quello che ci si aspetta da lui: agisca. Fatti, non lamentele». Per Susanna Camusso, leader della CGIL, è buona cosa che il ministro del Lavoro Elsa Fornero abbia parlato di «autunno non facile», ma ora serve un’ammissione di responsabilità e un rapido «cambio di rotta».
Responsabilità: il ministro dice che la politica ne ha solo in parte e che le ragioni della crisi vanno cercate anche nelle scelte delle banche e delle imprese. È così?
«Sicuramente la mancanza di credito e di investimenti hanno avuto un peso importante. Ma conta anche il fatto che fino ad ora, questo esecutivo, ha proposto solo rigore, ha percepito la crisi esclusivamente in termini di bilanci e di finanza. Non si è accorto che la prima emergenza era il lavoro e con le sue scelte ha accelerato la corsa alla recessione. Siamo contenti che ora abbia realizzato quali siano le priorità, l’importante e che non si limiti alle lamentele. Da un governo ci si aspetta altro: deve agire».
Voi cosa proponete?
«Un patto per il lavoro finanziato da una patrimoniale e l’utilizzo dei fondi della Cassa depositi e prestiti non solo per comperare quote necessarie a ridurre il debito, ma anche per spingere agli investimenti industriali».
Il ministro, parlando della crisi, non ha però citato il sindacato: è un segnale di distensione nei vostri confronti o la dimostrazione che - con la riforma delle pensioni e quella del lavoro già approvate - vi ritiene ormai sotto controllo?
«Non ci ha citato perché non poteva farlo: avrebbe dovuto ammettere che noi queste cose le avevamo già capite quattro anni fa. E' da allora che sappiamo qual è la realtà, il governo sembra essersene accorto solo adesso. Fino ad ora sulla politica industriale questo esecutivo