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venerdì 12 novembre 2021

Pnrr: CGIL, definire Protocollo nazionale e rafforzare tema legalità

È importante che si definisca quanto prima il Protocollo nazionale, previsto dalle legge 108, per la partecipazione delle parti sociali alle scelte sugli investimenti del Pnrr”. Lo ha affermato la vice segretaria generale della CGIL Gianna Fracassi nel corso dell’audizione alla commissione bilancio della Camera sull’attuazione del Piano di ripresa e resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose.
Sul tema della legalità, Fracassi ha aggiunto: “Molto positiva la norma relativa alla revisione del sistema delle interdittive, questa è stata una nostra richiesta. Una norma importante che però non esaurisce il tema del rispetto della legalità, su questo potremmo, infatti, presentare alcuni emendamenti”.
Inoltre, per quanto riguarda la questione Università - ha proseguito la dirigente sindacale - ci sono due aspetti che non condividiamo e sono gli articoli 14 e 30. Si stabilisce una sorta di flessibilizzazione senza vincoli degli ordinamenti e nelle procedure di mobilità del personale docente c’è un eccessivo potere discrezionale degli atenei, mentre ne restano esclusi i ricercatori a tempo indeterminato”.
 → Testo dell'audizione SCARICA PDF
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 1 giugno 2017

Terremoto: Cgil, un Progetto di sviluppo per ricostruzione economica e sociale

“Ricostruire e rafforzare le infrastrutture, i sistemi educativo, universitario e sanitario e il patrimonio artistico e paesaggistico”. Sono queste le direttrici del Progetto di Sviluppo Economico e Sociale‘ per le aree terremotate del centro Italia e per le aree interne del Paese, presentato quest’oggi dalla Cgil nel corso di una conferenza stampa alla quale ha preso la parola il segretario generale Susanna Camusso.La Confederazione, al fine di garantire nelle quattro Regioni colpite dal sisma il mantenimento delle comunità sociali e delle attività economiche, e l’attrazione di nuove realtà produttive e nuovi insediamenti civici, ha individuato dei campi primari di intervento.
Tra le azioni di medio termine, come si legge nel Pses: “la progettazione di nuove infrastrutture viarie e ferroviarie e nuove reti di telecomunicazione e il completamento connessioni tra le reti in essere”.
Sul piano dell’istruzione per la Cgil è necessario “consentire il mantenimento delle attuali istituzioni scolastiche primarie e le deroghe sugli organici”, mentre “per favorire l’iscrizione di giovani universitari nelle Facoltà esistenti sarebbe utile aprire corsi di laurea attinenti alle tematiche della riqualificazione dei territori e dell’innovazione”.
In merito al sistema sanitario e al welfare la Cgil propone di “ricostruire una rete di servizi di assistenza e prevenzione diffusa sul territorio, così da non gravare sulle strutture ospedaliere”.
Infine, sul versante dei patrimonio culturale e paesaggistico, nel Pses si indica la necessità di “promuovere, in collaborazione con l’Unesco, percorsi turistici in rete, e progettare l’estensione e la riunificazione dei Parchi Naturali appenninici in modo da costituire un unico sistema nazionale”.
La Cgil annuncia che “il Pses sarà una vertenza ‘multilivello’, poichè sarà materia di confronto con le Regioni e i Comuni, con le università, le imprese, il terzo settore, con Cisl e Uil e che a livello nazionale verrà sottoposto al Governo, al Commissario alla ricostruzione e al Dipartimento della Protezione Civile”.
– In allegato il documento integrale , i dati relativi alle aree del cratere, e le slides
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 24 novembre 2015

Università: Cgil, dati Ocse preoccupanti, intervenire su diritto allo studio in Stabilità

"I dati relativi al nostro sistema universitario sono preoccupanti: occorre intervenire sul diritto allo studio e prevedere risorse aggiuntive nella legge di stabilità". Così il segretario confederale della Cgil Gianna Fracassi commenta il rapporto Ocse 'Education at a glance 2015', che analizza i sistemi di istruzione dei trentaquattro paesi membri.
"Abbiamo la maglia nera per numero di laureati, ultimi rispetto alla media, e siamo penultimi per quanto riguarda la percentuale di Pil dedicata alla spesa per l'istruzione universitaria", evidenzia Fracassi. "Il nostro sistema - sottolinea la dirigente sindacale - ha poi una allarmante disomogeneità territoriale, con un calo notevole degli iscritti nelle università meridionali".
"Il nodo prioritario da affrontare per ridurre le disuguaglianze - conclude Fracassi - è quindi intervenire sul diritto allo studio, sia universitario che scolastico, attraverso una legge quadro nazionale e procedere ad un incremento di risorse, a partire dalla legge di stabilità".

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 28 settembre 2015

Casa: Cgil, Sunia, Udu, per 600 mila studenti fuori sede 80% budget in affitto

Circa 600.000 studenti universitari sono fuori sede, si stabiliscono in altre città della propria o di altre regioni affrontando spese che incidono pesantemente sui redditi delle famiglie. Essere fuori sede in questo momento di crisi economica è sempre più difficile: a fronte di un quasi inesistente supporto pubblico, costi insostenibili del mercato privato, prevalenza di forme di irregolarità, illegalità ed elusione fiscale, l'accesso allo studio è strettamente legato alla capacità di sostenere soprattutto i costi abitativi. Questo quanto emerge da uno studio dell'Ufficio Politiche abitative della Cgil nazionale che, in collaborazione con il Sunia e l'Unione degli universitari, ha elaborato il vademecum '"Abitare" per gli studenti universitari fuori sede'.
Dall'indagine effettuata a supporto del vademecum, si apprende che per gli studenti fuori sede il costo principale è quello legato all’affitto di un posto letto, di una stanza singola o di un monolocale, spesa che incide fino all'80% del proprio budget e che per il 30% degli intervistati comporta una difficoltà per le famiglie. A fronte di questa situazione il sistema di diritto allo studio universitario italiano appare inadeguato: offre infatti un posto letto in strutture organizzate solo al 2% degli studenti, contro il 10% di Francia e Germania e il 20% di Danimarca e Svezia.
Secondo quanto calcolato da Cgil, Sunia e Udu la voce di spesa che segue quella dell'affitto comprende Tasse e Contributi Universitari, quantificati in base al proprio indicatore ISEE, alle quali bisogna aggiungere la Tassa Regionale per il Diritto allo Studio. Oltre ai costi delle rette universitarie, lievitati del 5% solo nell'ultimo anno,