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sabato 30 settembre 2017

Camusso a Di Maio: “non sa di che parla, linguaggio insopportabile”

Stiamo tornando all’analfabetismo della Costituzione, perché la libertà di associazione è un grande principio costituzionale. Quello di Di Maio è un linguaggio autoritario e insopportabile”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha commentato le parole con cui Luigi Di Maio ha attaccato i sindacati.
Camusso, dalla manifestazione di Roma contro la violenza sulle donne, ricorda che Di Maio “non è il primo” a dire di voler riformare i sindacati, “ce n’è stato un altro che poi ha fatto il jobs act”.
Il deputato Cinque stelle per il segretario generale della Cgil “dimostra tutta la sua ignoranza, e allo stesso tempo l’arroganza di chi crede che l’unico pensiero a contare sia quello di chi governa e non riconosce la rappresentanza”.
Inoltre “parla di cose che non conosce. Non sa come è fatto un sindacato, non sa che non è un’organizzazione statuale di cui decidi le modalità organizzative, è una libera associazione”. “Non sa – aggiunge Camusso – che il sindacato cambia in continuazione, perché a differenza di altri soggetti, è radicato nei luoghi di lavoro ed è composto da decine di migliaia di militanti”.
“Il segno – ha concluso Camusso – è quello di ridurre la partecipazione alla democrazia”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 12 dicembre 2016

Noi Dissociati…. e deliranti??

Sicuramente i lavoratori iniziano ad annoiarsi e ad essere stanchi di ricevere questi continui e pressanti volantini, tuttavia non possiamo e non dobbiamo tacere di fronte a chi oggi a Brescia si è risvegliato, dopo un lungo letargo, proponendo quella che dovrebbe essere “l’informazione veritiera” rispetto, invece, a NOI che per la UIL di Brescia stiamo diventando la loro “controparte”, che ci “dissociamo sui mezzi di comunicazione”, che ”rilasciamo interviste deliranti” ecc...   Precisiamo:
  • la disorganizzazione del recapito bresciano e i pesanti tagli di personale sono scaturiti dalla delibera AGICOM nr. 395/15/CONS di cui la UIL Poste, lo scorso aprile ha invitato con una nota il predetto organo di controllo solo ed esclusivamente a vigilare sull’operato di Poste Italiane;
  • i sindacalisti definiti impropriamente “dissociati” non hanno addossato le inefficienze del recapito di Brescia esclusivamente alla commessa “Amazon”. Probabilmente i responsabili locali della Uil o chi ha predisposto la nota in nome e per conto loro, non hanno avuto modo di ascoltare attentamente il filmato…;
  • le lavorazioni Amazon sono sopraggiunte in una situazione già “compromessa”, per stessa ammissione della Uil Poste di Brescia e non solo dei due “dissociati...e deliranti” sindacalisti;
  • l’unica preoccupazione della Uil Poste di Brescia è che i lavoratori del CP di Brescia si vedano ridotti gli spazi e la privazione dei parcheggi per i dipendenti..;
  • visto che per la Uil Poste siamo diventati la loro controparte, sarebbe interessante rileggere

mercoledì 22 ottobre 2014

Legge Stabilità: Cgil, nessuna risposta ai bisogni sociali.

Vera Lamonica
Nessun vero investimento sul sociale, anzi un arretramento nelle politiche di finanziamento dei diversi capitoli d'intervento”. E’ quanto afferma la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, commentando quanto previsto dalla bozza della legge di stabilità della quale si ha notizia.“
“Sui principali capitoli che compongono gli interventi al sostegno del nostro sistema di welfare per le politiche sociali e dell'assistenza - precisa la dirigente sindacale - non si intravede alcuna svolta e si continua a perseguire la strada di un sotto-finanziamento, evitando di ristabilire un adeguamento dei fondi che poi saranno ripartiti alle regioni”.
Il fondo per le politiche sociali - prosegue Lamonica - sarà finanziato con una dotazione di 300 milioni di euro, inferiore allo stanziamento per il 2014. Il fondo per le non-sufficienze avrà una dotazione di 250 milioni di euro, comprensivo per gli interventi di sostegno per le persone affette da sclerosi laterale amiotrofica: ben 90 milioni in meno rispetto al 2014 quando la dotazione era stata di 340 milioni di euro. Sugli interventi di contrasto alla povertà ci si limita al rifinanziamento della cosiddetta social card - per 250 milioni di euro - e