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venerdì 31 gennaio 2020

#IOACCOLGO: mailbombing a Di Maio e Lamorgese per cancellare memorandum con Libia

Questa mattina il comitato promotore della campagna #IOACCOLGO, di cui la Cgil fa parte, ha dato il via ad un’iniziativa di mailbombing per chiedere ai ministri Di Maio e Lamorgese di cancellare il memorandum con la Libia firmato nel 2017, che il 2 febbraio, nonostante gli impegni assunti tre mesi fa, sarà automaticamente rinnovato senza modifiche. 
“Si continuerà dunque a finanziare la guardia costiera libica – per lo più formata da quegli stessi trafficanti che si dice di voler fermare – perché riporti i migranti in fuga nei lager dove sono sottoposti a ogni tipo di tortura e dove si può morire a causa dei bombardamenti”, si spiega nel comunicato stampa della campagna #IOACCOLGO  e nella mail che si chiede di inviare ai ministri. “L’unica scelta ‘umana’ da compiere subito – sostiene il comitato promotore – sarebbe quella di svuotare i lager e trasferire chi vi è trattenuto”.
La Cgil e gli altri promotori rinnovano le loro richieste: “Chiediamo l’evacuazione di tutti i migranti trattenuti nei centri libici, l’apertura di corridoi umanitari europei, il ripristino di un’operazione vera di soccorso in mare, un’Italia e un’Europa impegnate nell’accoglienza, il rispetto dei diritti umani fondamentali, a cominciare dal diritto alla vita”.
Invitiamo a partecipare in tante e in tanti all’iniziativa di mailbombing. Per farlo CLICCARE QUI
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 10 maggio 2019

Morti su lavoro : Cgil, Cisl, Uil, su sicurezza richiesto incontro a Di Maio, ma ancora nessuna convocazione

“Si continua a morire sui posti di lavoro, ancora in questi giorni assistiamo con sgomento ad una strage continua ed inesorabile. Abbiamo chiesto ripetutamente un incontro al Ministro Luigi Di Maio, ma ancora non siamo stati convocati. Non si può perdere altro tempo, è necessario intervenire con decisione per comprendere le criticità e trovare soluzioni efficaci in termini di investimenti sulla prevenzione e sulla formazione, rilanciando un tavolo congiunto di confronto tra il Governo e le Parti Sociali”. 
È quanto dichiarano in una nota unitaria i Segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini, Silvana Roseto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 26 febbraio 2019

Lavoro: Cgil, Cisl e Uil chiedono a Di Maio apertura tavolo tecnico su ammortizzatori sociali

Preoccupano le stime sulla crescita e l’incremento delle ore di cassa integrazione che segnalano una frenata degli ordini ed un calo delle commesse, in particolare nel settore industriale”, così in una nota la Segretaria Confederale della Cgil Tania Scacchetti, il Segretario Generale Aggiunto della Cisl Luigi Sbarra e la Segretaria Confederale della Uil Ivana Veronese.
Ed è in momenti come questi – proseguono – che grazie a robusti ammortizzatori sociali si garantisce al nostro sistema d’impresa una maggiore tenuta sia produttiva che sociale, assicurando il mantenimento dell’occupazione e la garanzia del salario”.
Per questo, spiegano i tre dirigenti sindacali “chiediamo al Ministro del Lavoro di aprire con le organizzazioni sindacali un tavolo di confronto sugli ammortizzatori sociali che, con le ultime riforme, hanno subito profonde modifiche, non sempre condivisibili e che nel tempo hanno mostrato tutti i propri limiti”.
Si tratta di misure volte a fornire un adeguato sostegno in favore delle tante imprese in situazioni di ristrutturazione non concluse, prossime all’uscita dalla crisi, ovvero – sottolineano i tre dirigenti sindacali – interessate da procedure concorsuali: tutte questioni in parte affrontate, ma che dovrebbero essere affinate, consolidate e soprattutto rese strutturali”.
Riteniamo sia necessario dopo più di tre anni dalla introduzione delle riforme del Jobs Act, fare le verifiche su quali misure hanno funzionato e quali invece hanno la necessità di essere corrette o

martedì 12 febbraio 2019

Pensioni: Cgil a Di Maio, alimenta campagna diffamatoria contro sindacati e nega confronto

È in corso una feroce campagna mediatica contro ‘le pensioni d’oro’ dei sindacalisti con l’unico scopo di screditare il sindacato. Una campagna diffamatoria basata sul nulla poiché non esistono regole di favore e ‘pensioni d’oro’ per i sindacalisti”. 
È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli che ricorda: “già dall’agosto scorso invitammo il ministro Di Maio ad un confronto su questo argomento e quell’invito è caduto puntualmente nel vuoto”.
Se il Ministro – prosegue il dirigente sindacale – decidesse di abbandonare la propaganda e fosse disponibile ad aprire questo confronto ne saremmo felici”. 
Da tempo e in ogni sede, anche in questa legislatura, abbiamo sollecitato e proposto modifiche procedurali e normative con l’obiettivo – spiega in conclusione Ghiselli – di garantire una corretta gestione della norma, prevenendo e colpendo con durezza quei, limitati, comportamenti fraudolenti che ci sono stati, ma che comunque non hanno mai coinvolto la nostra organizzazione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 21 novembre 2018

Tim: Di Maio annulla incontro. Domani conferenza stampa e presidio al Mise

Abbiamo ricevuto nel pomeriggio di oggi la comunicazione da parte del Mise circa l’annullamento dell’incontro previsto per domani con il ministro Di Maio sul settore delle Tlc. L’incontro era stato convocato dallo stesso ministro a seguito della richiesta e dei solleciti dei sindacati di categoria.” Così annunciano, in una nota congiunta, le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.
Al netto dei sopraggiunti impegni istituzionali che impediscono al ministro di effettuare l’incontro, evidenziamo comunque la sempre più grave situazione delle Tlc e la necessità, non più derogabile, di un tavolo di confronto col governo sul futuro e le prospettive industriali ed occupazionali di un settore cruciale per il futuro sviluppo del paese e la sua capacità competitiva.”
Per tali ragioni, i sindacati confermano il presidio di fronte al Mise in via Molise dalle 9 alle 12, così come già comunicato, convocando nella medesima sede una conferenza stampa alle ore 11 dei segretari generali, nel corso della quale saranno esposte le ragioni e le valutazioni dei rappresentanti dei lavoratori di Tim e dell’intero comparto delle Tlc – conclude la nota.

mercoledì 24 ottobre 2018

Camusso, se non c'è confronto pronti a mobilitazione

"Se il governo apre un confronto, siamo dentro una vertenza ordinaria. Ma se non apre il confronto, dobbiamo essere netti nel dare una risposta di mobilitazione e iniziative". A dirlo è il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, parlando oggi (mercoledì 24 ottobre) al congresso della Cgil di Bologna, secondo quanto riportano le agenzie di stampa. "Dobbiamo essere altrettanto netti tra di noi nel dire che non è scontato, però, dire 'mobilitazione', e che le masse ci seguano senza un lavoro preparatorio. Dobbiamo fare un lavoro serio", prosegue Camusso: "Al di là di come si sono spostati gli orientamenti elettorali, lavoratori e pensionati ci sono. Il governo è attento al contratto, ma anche a non avere contestazioni su certe questioni".
Sempre in tema dei rapporti con il governo, Camusso afferma di non essere molto ottimista sulla possibilità di un confronto. "Non diciamo di essere ottimisti, i segnali che riceviamo non vanno in quella direzione", spiega: "Non è che il governo non voglia discutere con le parti sociali, è che nega l'esistenza democratica della rappresentanza. Pensa che la rappresentanza non sia uno dei fattori fondamentali della democrazia di un paese. Hanno fatto un contratto e pensano che sia l'unico luogo di mediazione possibile, e che non ce ne sia nessun altro. Anche il rapporto con il Parlamento è segnato dall'idea che c'è un'unica rappresentanza incarnata dal contratto di governo e oltre non c'è

mercoledì 10 ottobre 2018

Libertà di stampa: rispettare la Costituzione

Quando esponenti di un Governo della Repubblica attaccano pubblicamente la stampa, accusandola di “alterare la realtà”, si produce una crepa pericolosa nella tenuta democratica del Paese.” Così una nota della Segreteria Nazionale SLC CGIL.
La libertà di stampa è principio costituzionale ed è una delle pietre miliari su cui si fonda la democrazia in genere, e la nostra nello specifico, dopo un ventennio di riforme in senso restrittivo e penalizzante della libertà in questione tristemente rappresentate dalle disposizioni del Codice Rocco.”
Ora, proprio nel rispetto del principio della libertà di espressione, consideriamo grave l’evocazione del vice premier Di Maio della morte dei giornali e del licenziamento dei lavoratori che, come ben sa la nostra federazione, hanno semmai origini assai diverse dalla presunta “alterazione della realtà” imputata ad alcune testate nazionali – prosegue la nota. In generale riteniamo che l’informazione libera abbia assoluto diritto di critica, di lettura degli avvenimenti, di proposizione al dibattito pubblico di chiavi interpretative possibili relative a questioni che attengono la vita del paese.”
Per questo, oltre ad esprimere solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori del Gruppo Gedi, ci sentiamo di manifestare il nostro sostegno a chiunque eserciti, nel rispetto del dettato costituzionale e delle leggi, la libertà di espressione, di stampa e di informazione.”
Le libertà conquistate e definite nelle norme costituzionali debbono essere preservate e ci aspettiamo che chi rappresenta i cittadini, pro tempore, rivestendo ruoli primari negli organi esecutivi o legislativi del paese, dopo aver giurato di “osservare lealmente la Costituzione” abbia, come e più di qualunque cittadino, l’obbligo di rispettarne principi e disposizioni – conclude Slc Cgil nazionale.

Amianto, sindacati: Di Maio ci incontri, sit-in il 6 novembre

Cgil, Cisl e Uil sostengono le mozioni che tutti i gruppi parlamentari hanno presentato a favore della riapertura dei termini per il riconoscimento ai fini previdenziali dell’esposizione dei lavoratori all’amianto. Lo rendono noto i segretari confederali delle tre organizzazioni sindacali Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto in occasione dell’audizione alla commissione Lavoro della Camera. 
La riapertura dei termini almeno fino al 2003, hanno detto, si rende necessario per alcune decine di migliaia di lavoratori che sono rimasti esclusi per i meccanismi controversi e a volta contraddittori che si sono accumulati nel tempo. Un altro elemento di giustizia è il risarcimento delle vittime dell’amianto attraverso il Fondo di sostegno economico ai malati. Attualmente bisogna recuperare i ritardi eccessivi dell’erogazione di questi sostegni economici e migliorare le prestazioni senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. 
La disponibilità nelle casse del Fondo per le vittime di oltre 100 milioni è in totale contrasto con le lentezze delle procedure che hanno visto negare le prestazioni a coloro che si sono recati agli sportelli dell’Inail. Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato per tre volte negli ultimi mesi richieste di incontro al ministro Luigi Di Maio su queste problematiche e su altri aspetti di sua competenza come il divario tra le richieste delle imprese all’Inail per la bonifica dell’amianto e le scarse risorse messe a disposizione dell’Inail a fronte della domanda delle imprese 5, 6 volte superiore alle disponibilità offerte dall’Inail. I sindacati hanno chiesto il supporto della commissione per avere l’incontro con Di Maio e hanno annunciato un presidio al ministero il 6 novembre.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 1 ottobre 2018

Lavoro: Cgil, positivo incontro su ammortizzatori. Ottenuto tavolo tecnico

Un incontro importante, durante il quale abbiamo ricevuto buone rassicurazioni sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, sul sostegno alle politiche attive e sulla possibilità di proseguire la discussione con un tavolo tecnico”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti al termine dell’incontro che si è tenuto quest’oggi tra il ministro del Lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio e le organizzazioni sindacali sugli ammortizzatori sociali.
È chiaro – sottolinea Scacchetti – che la promessa di rifinanziamento degli ammortizzatori senza un quadro di politiche di sviluppo non è sufficiente. Abbiamo quindi sollecitato un confronto sulla legge di Bilancio che, per quello che abbiamo finora letto, rischia di essere una legge che non contiene misure positive e sufficienti su lavoro, sviluppo, e nuove opportunità occupazionali. Inoltre – prosegue – abbiamo sollecitato il ministro a rimettere mano al Fis”.
Nell’incontro – ha concluso Scacchetti – non è stato affrontato nel merito il tema del reddito di cittadinanza, ma Di Maio ha annunciato che non sarà una misura in concorrenza con gli ammortizzatori sociali, e che troverà un nuovo finanziamento e nuove possibilità di intervento”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 18 settembre 2018

Cgil, Cisl, Uil sollecitano tavolo a Di Maio

Cgil Cisl e Uil rinnovano, con una lettera inviata oggi, al Ministro Di Maio la richiesta di apertura di un tavolo di confronto sugli interventi in materia di mercato del lavoro.
Pensiamo sia necessario, anche alla luce dei singoli provvedimenti che si stanno definendo in queste ore, avviare un confronto sistemico su quelle che, per parte nostra consideriamo urgenze che devono trovare risposte, a partire dagli interventi che saranno definiti nella prossima legge di stabilità.
In particolare la situazione di perdurante difficoltà di parte del sistema produttivo rende necessario da una parte  superare le rigidità di una normativa sugli ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro che ha ridotto le coperture per misura e per durata e, contestualmente, attivare adeguati investimenti sul sistema delle politiche attive del lavoro, dando garanzia di attuazione ai livelli essenziali delle prestazioni, rafforzando ruolo e operatività dei centri per l’impiego, e dando stabilità e certezza  al sistema delle agenzie e degli istituti che costituiscono il sistema delle politiche attive.
Su tali scelte riteniamo sia utile il confronto con le organizzazioni sindacali confederali , con l’obiettivo, pensiamo condiviso, di affrontare i problemi del Paese, ripartendo dalla centralità del ruolo del lavoro.”
Leggi il documento

martedì 5 giugno 2018

Tim: sindacati scrivono a Ministro Di Maio

I Segretari generali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno scritto al ministro Di Maio sulla vertenza Tim, aperta dopo la richiesta di cigs ed esuberi da parte dell’azienda. Di seguito e da scaricare, il testo della lettera.

Egregio Ministro,
come Lei saprà, le scriventi OO.SS. sono impegnate al tavolo del Ministero del Lavoro per discutere della procedura di legge relativa alla CIGS – per riorganizzazione – aperta dall’azienda in data 17 maggio 2018 per 29736 lavoratori, evidenziando inoltre, che alla fine della stessa continueranno a persistere 4500 esuberi.
Inoltre le OO.SS. hanno più volte espresso inquietudine circa gli esiti finali del Piano Industriale, soprattutto a causa di ampi margini di incertezza sulla stabilita della Governance aziendale. Su questi temi vale la nota già inviata a tutti i Gruppi Parlamentari che alleghiamo alla presente.
La procedura scade il giorno 11 giugno 2018 al termine dei 25 giorni previsti dalla legge e il prossimo incontro in sede ministeriale è calendarizzato per il giorno 8 Giugno p.v.
Alla luce delle dichiarazioni da Lei rilasciate e degli obiettivi del programma di Governo, che prevede tra l’altro la riforma della legge Fornero e di conseguenza l’anticipo, in questo caso, del pensionamento per qualche migliaio di lavoratori, le OO.SS. Le chiedono un incontro per informarla sulla situazione aziendale e per ascoltare le Sue valutazioni sugli eventuali strumenti che possono essere utili alla risoluzione positiva della vertenza.
Le OO.SS. già nel precedente incontro, in assenza del Governo, hanno dichiarato la contrarietà alla CIGS chiedendo in alternativa l’utilizzo dell’art. 24 del dlgs 148/2015 (CDS) e prepensionamenti con l’art.4 legge Fornero che prevede oneri a carico dell’azienda e l’assorbimento totale degli esuberi. E’ chiaro che, se come ci auguriamo, il Governo si appresta alla rivisitazione della legge Fornero possiamo immaginare che possano cambiare tutti gli scenari fino ad oggi discussi ed anche la tipologia degli strumenti utilizzabili previsti dall’attuale legislazione.
L’occasione dell’incontro sarebbe utile anche per esprimerLe le nostre considerazioni su Tim anche alla luce dell’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti all’interno dell’azionariato.

sabato 30 settembre 2017

Camusso a Di Maio: “non sa di che parla, linguaggio insopportabile”

Stiamo tornando all’analfabetismo della Costituzione, perché la libertà di associazione è un grande principio costituzionale. Quello di Di Maio è un linguaggio autoritario e insopportabile”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha commentato le parole con cui Luigi Di Maio ha attaccato i sindacati.
Camusso, dalla manifestazione di Roma contro la violenza sulle donne, ricorda che Di Maio “non è il primo” a dire di voler riformare i sindacati, “ce n’è stato un altro che poi ha fatto il jobs act”.
Il deputato Cinque stelle per il segretario generale della Cgil “dimostra tutta la sua ignoranza, e allo stesso tempo l’arroganza di chi crede che l’unico pensiero a contare sia quello di chi governa e non riconosce la rappresentanza”.
Inoltre “parla di cose che non conosce. Non sa come è fatto un sindacato, non sa che non è un’organizzazione statuale di cui decidi le modalità organizzative, è una libera associazione”. “Non sa – aggiunge Camusso – che il sindacato cambia in continuazione, perché a differenza di altri soggetti, è radicato nei luoghi di lavoro ed è composto da decine di migliaia di militanti”.
“Il segno – ha concluso Camusso – è quello di ridurre la partecipazione alla democrazia”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil