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giovedì 27 settembre 2018

Sgomberi: Cgil, non è convocando i Prefetti che si risolvono i problemi

Il Governo faccia chiarezza su quali politiche vuole mettere in campo per superare l’emergenza abitativa, manca qualsiasi indicazione sugli interventi da programmare. Riteniamo che le difficoltà legate alle occupazioni abusive non possano essere risolte convocando i Prefetti, e chiediamo, quindi, che l’Esecutivo si confronti ampiamente con le parti sociali e torni a ragionare di politiche per la casa”. È quanto dichiara in una nota la Cgil Nazionale.
I dati che vengono periodicamente diffusi – sottolinea la Confederazione – sono sempre più preoccupanti: 1,7 milioni di famiglie vivono in disagio economico da locazione, oltre un quarto della popolazione vive in sovraffollamento, tre milioni di famiglie si trovano in condizioni di ‘povertà energetica’ e cresce la quota di popolazione che non riesce a pagare l’affitto o a scaldare la propria abitazione”.
Un quadro che rende evidente come “non basti affrontare il tema delle occupazioni abusive. Il Governo deve individuare contestualmente ‘soluzioni alloggiative alternative’, come indicato dalla circolare, e intervenire su un problema che sta assumendo proporzioni enormi”. “Problema ulteriormente aggravato – prosegue la Cgil – dal recente blocco dei novantasei progetti del piano Periferie, molti dei quali riconducibili proprio ad interventi di edilizia sociale”.
Su questi temi – ricorda infine il sindacato di corso d’Italia – abbiamo più volte avanzato le nostre proposte per dare risposte concrete, con credibilità e prospettiva. Chiediamo, quindi, al Governo – conclude – di non sottrarsi alle proprie responsabilità e di non far ricadere il problema solo sulle amministrazioni locali, che si troveranno in estrema difficoltà nel gestire, senza mezzi né strumenti, la condizione di decine di famiglie in strada o in strutture private di accoglienza. Sollecitiamo un tavolo di confronto”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 6 aprile 2016

Call center: Slc Cgil, Governo e istituzioni “complici” di licenziamenti e pratiche scorrette?

Altra giornata calda per i call center. Oggi è partito un agguerrito tweetbombing da parte dei lavoratori di Almaviva verso il Governo, il Premier Renzi e il sottosegretario Bellanova in particolar modo, per ricordare la scadenza di legge della richiesta di 3000 licenziamenti da parte del gruppo Almaviva (“-58 il tempo stringe 2988licenziati #RenziSveglia @TeresaBellanova Sanzionali Soluzioni Reali Non Pezze #iosonoAlmaviva #siamoTuttiAlmaviva”) – così annuncia una nota di Slc Cgil nazionale. “Il Premier inoltre non ha incontrato il folto presidio di lavoratori di Almaviva, Gepin ed appalti postali che si è svolto oggi a Napoli nel corso della visita ufficiale di Renzi.”
Una vertenza aperta cui si aggiunge quella di Gepin Contact: il 12 e 13 aprile sono in programma due distinti tavoli al Mise, ed in contemporanea lo sciopero dei lavoratori di entrambe le aziende, in cui il Governo deve dare risposte chiare e soluzioni certe per evitare un effetto domino in tutto il comparto dei call center, particolarmente in subbuglio per le ricadute della mancata applicazione delle legge sulle clausole sociali e per un mancato riassetto

venerdì 7 agosto 2015

E QUESTA L’AZIENDA CHE GUARDA AL FUTURO ?

COMUNICATO AI LAVORATORI del CPD DALMAZIA
(Lettera inviata alla Dirigenza di Poste Spa Regionale e Ram 4)

Brescia 6 agosto 2015
Da tempo abbiamo chiesto alla Direzione Ram 4 di fornire alla sezione Posta registrata dei Cpd Dalmazia di Brescia i necessari strumenti per l'identificazione delle banconote false come quelle in dotazione negli uffici postali.
Tale richiesta è stata fatta per risolvere i problemi inerenti ai soldi falsi che stanno provocando numerosi contenziosi con i portalettere e con l'ufficio postale di Brescia Centro al quale sono destinati i versamenti dei contrassegni.
A fronte di queste nostre elementari richieste per altro con costi decisamente irrisori , la Direzione del Cpd Dalmazia ha provveduto ad emanare una ennesima circolare non negoziabile .
Questa disposizione stabilisce che "nell'effettuare i versamenti dei contrassegni e/o di ogni servizio riscosso in contanti, è necessario accompagnare il denaro versato da un'apposita distinta di versamento nella quale, oltre che ad indicare il numero delle banconote per ogni singolo taglio, dovrà essere annotato anche il numero seriale. “
Tutto ciò sta creando disagio e rallentamento del lavoro
Per superare questa situazione SLC / CGIL di Brescia chiede di trovare soluzioni più adeguate e in tempi rapidi.
In caso contrario prenderemo tutte le necessarie iniziative sindacali.
Distinti saluti
La Segretaria SLC / CGIL RSU
Storti Laura / Fostinesi Alberto

( Originale firmato )

giovedì 2 maggio 2013

“CHI NON SI ASPETTA L'INASPETTATO NON SCOPRIRA' NULLA” Eraclito

Cari compagne e compagni
vi invio queste mie poche righe per una necessità che credo la situazione pone in campo.
Lo stato di crisi in cui siamo immersi non lascia molti spazi alla immaginazione, cosa quest'ultima che male si accorda con la stringente necessità. I conti che alla fine del mese devono tornare non sono un ditirambo greco.
Ma, per fortuna, possiamo ancora cercare di trovare soluzioni o proporne di già in atto per, almeno, diminuire la pressione che lo stato delle cose propone.
Chiedo quindi, o meglio, propongo, che si apra una riflessione libera, laica, e franca sull'argomento.
Un brainstorming sul tema di quale soluzione/i si possa/no mettere in atto per fronteggiare il presente; quale futuro e come costruirlo, quale lavoro e di che tipo, quale economia e di che modello. E' sostenibile l'idea di un lavoro ridotto in orario e in emolumento in cambio di una garanzia al posto di lavoro. E' lecito, possibile, creare debito per sopravanzare la crisi?
In somma un ragionamento con idee nostre, vostre, sul tema del lavoro.
Chiedo poi che questi spunti vengano posti in comunione tra noi e che, di volta in volta, ognuno, facendo l'avvocato del diavolo, metta in crisi il sistema prodotto.
La logica e di dividere le nostre esperienze e di crearne di nuove per fare proposte: non meno utili delle proteste ma solitamente più difficili da eludere.
Grazie e buon lavoro a tutti.
Rebuschi Romano