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lunedì 4 novembre 2019

Svimez: Cgil, investimenti per contrastare divari territoriali e disuguaglianze

Nuova battuta d’arresto dell’economia meridionale in un quadro di stagnazione nazionale. Le preoccupanti spaccature socio-economiche tra Nord e Sud, ma anche tra aree interne e resto del Paese vanno saldate attraverso il rilancio degli investimenti pubblici affrontando le sfide della transizione ecologica e dell’innovazione digitale”. Così la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi commenta il Rapporto Svimez.
In particolare la dirigente sindacale evidenzia alcuni nodi contenuti nel rapporto: “si diffonde il lavoro povero, soprattutto tra giovani e donne, diminuiscono i servizi, peggiorano i dati sull’abbandono scolastico, mentre il fenomeno delle migrazioni sanitarie è costante. Ciò rende chiaro – spiega – come sia prioritario garantire i livelli essenziali delle prestazioni, invece di continuare a parlare di regionalismo differenziato. Permane poi un divario infrastrutturale e dei servizi di mobilità, una limitazione del diritto per i cittadini meridionali a muoversi, e un grande freno allo sviluppo dei territori”.
Il rilancio infrastrutturale e in generale degli investimenti può realizzarsi – sottolinea Fracassi – solo attraverso un intervento deciso e urgente sulla capacità amministrativa della PA e sulla governance delle politiche pubbliche impoverite di personale e competenze da dieci anni di blocco del turnover, soprattutto al Sud. Per questo occorre un piano straordinario di assunzioni qualificate accompagnato da investimenti maggiori sulla formazione”.
Inoltre, prosegue la vicesegretaria generale “il nostro Paese non ha una vera politica industriale, come dimostra il moltiplicarsi delle crisi, mentre la frammentazione dei soggetti e degli strumenti genera spesso sovrapposizioni e inefficacia. Chiediamo che venga istituita un’Agenzia per lo Sviluppo, un nuovo soggetto unico che governi le politiche di sviluppo industriale e coordini gli altri attori”.
L’unica prospettiva reale di crescita per il Mezzogiorno e l’Italia intera è tornare ad investire. Per farlo l’iniziativa privata non è sufficiente, occorre – conclude – rilanciare l’intervento pubblico orientando gli investimenti anzitutto al rafforzamento delle reti sociali di cittadinanza, scuola e sanità”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 5 settembre 2016

Istat: Cgil, Italia ferma, per ripartire serve creare lavoro

“L’andamento dell’economia italiana conferma purtroppo la correttezza delle nostre previsioni, scevre da ogni pregiudizio: l’Italia non è ripartita, non siamo di fronte ad una vera ripresa. 
Serve una terapia shock, serve creare lavoro”. Così Danilo Barbi, segretario confederale Cgil, commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Istat.
Le previsioni del Governo, secondo Barbi, “non erano assolutamente credibili, perché l’atteso aumento delle esportazioni – spiega – non teneva conto delle nuove tensioni economiche internazionali, e quello dei consumi del persistere dei rischi di deflazione”. “Inoltre – prosegue il segretario confederale – erano infondate anche le stime su una crescita significativa dei consumi privati e su un incremento duraturo della produzione industriale”.
Per Barbi “è sempre più evidente la necessità di cambiare la politica economica”. “Occorre affrontare le grandi emergenze sociali, rappresentate dalla disoccupazione giovanile e femminile, creando direttamente lavoro. Per questo – conclude il dirigente sindacale – serve un piano straordinario, e noi lo presenteremo il 13 settembre prossimo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 17 maggio 2016

Pil: Cgil, dati Istat auspicabili, ma difficilmente realizzabili senza cambio politica economica

Previsioni, quelle dell’Istat, auspicabili, ma purtroppo difficilmente realizzabili senza un vero cambiamento della politica economica nazionale ed europa. E’ quanto si evince dal quinto numero dell’Almanacco della Cgil nazionale che, alla luce delle prospettive di crescita 2016 diffuse quest’oggi dall’Istituto nazionale di statistica, analizza l’andamento dell’economia dall’inizio dell’anno.
Ad oggi, con “l’economia della rassegnazione del Governo”, le previsioni dell’Istat rischiano di risultare “troppo ottimistiche”, così come ci indicano alcune stime: “l’inedita spinta degli investimenti fissi lordi +2,7% e dei consumi privati +1,4% sembra irrealizzabile senza un importante contributo della domanda pubblica, che però dovrebbe crescere solo dello 0,2% nel 2016, dopo anni di segno meno. Non a caso – prosegue il rapporto – le previsioni indicano un tasso di disoccupazione ancora pari all’11,3% a fine anno”.
Intanto, nei primi mesi del 2016, si legge nell’Almanacco, “la crescita globale ha perso slancio e l’economia del nostro Paese ha segnato solo un rimbalzo, classificandosi all’ultimo posto per la crescita del Pil fra tutte le principali economie industrializzate”.
Nel dettaglio si evidenzia una variazione del Pil del primo trimestre 2016 maggiore rispetto al trimestre precedente (+0,3% contro +0,1%), ma più contenuta rispetto allo stesso periodo del 2015 (+1,0% anziché +1,1%). Infatti l’andamento degli indicatori della produzione, del fatturato e degli

martedì 27 ottobre 2015

Crisi: Cgil e Fdv, da rapporto Ilo dati impressionanti su lavoro

Oltre 200 milioni di disoccupati nel mondo, 30 milioni in più dall'inizio della crisi, migliaia di miliardi di dollari di Pil globale perso a causa di una maggiore disoccupazione e salari più bassi. Sono solo alcuni dei preoccupanti dati emersi nel corso dell'iniziativa promossa dalla Cgil e dalla Fondazione di Vittorio che si è tenuta questa mattina a Roma, durante la quale è stato presentato da Raymond Torres, direttore Ilo, il 'World Employment and Social Outlook 2015' elaborato dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro.
Un lavoro di importanza straordinaria per un'organizzazione tripartita formata da governi, sindacati e associazioni di impresa” ha dichiarato Fulvio Fammoni, Presidente della Fondazione di Vittorio. Quanto proposto e affermato dall'Ilo, ha proseguito Fammoni “è in evidente controtendenza con le politiche di austerità e deregolazione di questi anni, per questo è importante che tali elaborazioni vengano fatte conoscere e diventino sempre più un punto di riferimento per l'iniziativa europea”.
Il rapporto evidenzia gli effetti numerici e sociali della grande crisi sul lavoro: oltre 200 milioni di disoccupati nel mondo, 30 milioni in più dal 2008, e l'irrisolto problema della creazione di ulteriore occupazione per coloro che ogni anno entrano nel mercato del lavoro globale. Tutto questo provoca

lunedì 31 agosto 2015

Lavoro nero: una questione di Dna

mercoledì 17 settembre 2014

Governo: Cgil, nel discorso Renzi economia assente, su lavoro solo spunti allusivi

Roma, 16 settembre - “Dall'illustrazione del secondo programma del governo Renzi, quello dei mille giorni, svolta oggi in Parlamento, continuano a mancare indicazioni precise su quali saranno le misure economiche che l'esecutivo intende adottare non tra tre anni, ma nelle prossime settimane, per rilanciare l'economia del Paese, contrastare la disoccupazione, rendere il sistema produttivo e amministrativo italiano moderni, competitivi e dinamici”. E' quanto si legge in una nota della Cgil, che aggiunge: “La grande assente dal discorso del Presidente del consiglio è stata, infatti, l'economia che invece doveva essere quella su cui avrebbe dovuto incentrare il suo discorso. Nelle sue parole non si sono viste né il progetto a lungo termine, né sono state delineate le misure a breve”.
“Anche sul lavoro - prosegue la nota di corso d'Italia - il Presidente del consiglio non ha fornito che spunti allusivi. Sul lavoro il governo continua a dare messaggi contrastanti: da un lato i proclami sulla lotta al precariato, dall’altro il decreto sulla liberalizzazione dei contratti a termine. Ora si torna ad affermare la necessità di cancellare le differenze tra lavoratori garantiti e non. È quanto chiediamo da anni. Il governo sia coerente superi il decreto Poletti e faccia una riforma vera cancellando le troppe forme contrattuali che precarizzano il lavoro”.
“Sugli ammortizzatori scopriamo che la riforma si farà con la legge di stabilità e che si supererà la cassa integrazione. Ancora una volta sono dichiarazioni oscure che lasciano dubbi sulla reale direzione riformista che il governo intende adottare. L'unica cosa condivisibile è che non c'è tempo da perdere per dare una scossa all'economia e al lavoro ma se la ricetta non cambia saremmo alle solite. Non è più possibile che a pagare il costo dei gravi errori che i governi precedenti hanno commesso siano ancora una volta i giovani, i disoccupati e i lavoratori. Non è più accettabile una politica e un governo che continui a ridurre le tutele destinando a chi lavora un unico campionato in serie B. La Cgil si augura che non si vogliano riproporre politiche sbagliate e inutili ai fini della ripresa economica e occupazionale, di riduzione e sottrazione dei diritti, per altro con decreto legge, cancellando qualsiasi possibilità di discussione”, conclude la nota.

martedì 3 settembre 2013

CGIL BRESCIA ORGANIZZA: "APERITIVI VERDI E PENSANTI" 6-7-8 SETTEMBRE 2013


Aperitivi verdi e pensanti
occasioni d'incontro di pensiero e parole
per una economia sensata 
e solidale in contrasto alla crisi 
e all'impoverimento

6-7-8 Settembre 2013
Camera del lavoro di Brescia
cortile di Via Folonari 20

giovedì 2 maggio 2013

“CHI NON SI ASPETTA L'INASPETTATO NON SCOPRIRA' NULLA” Eraclito

Cari compagne e compagni
vi invio queste mie poche righe per una necessità che credo la situazione pone in campo.
Lo stato di crisi in cui siamo immersi non lascia molti spazi alla immaginazione, cosa quest'ultima che male si accorda con la stringente necessità. I conti che alla fine del mese devono tornare non sono un ditirambo greco.
Ma, per fortuna, possiamo ancora cercare di trovare soluzioni o proporne di già in atto per, almeno, diminuire la pressione che lo stato delle cose propone.
Chiedo quindi, o meglio, propongo, che si apra una riflessione libera, laica, e franca sull'argomento.
Un brainstorming sul tema di quale soluzione/i si possa/no mettere in atto per fronteggiare il presente; quale futuro e come costruirlo, quale lavoro e di che tipo, quale economia e di che modello. E' sostenibile l'idea di un lavoro ridotto in orario e in emolumento in cambio di una garanzia al posto di lavoro. E' lecito, possibile, creare debito per sopravanzare la crisi?
In somma un ragionamento con idee nostre, vostre, sul tema del lavoro.
Chiedo poi che questi spunti vengano posti in comunione tra noi e che, di volta in volta, ognuno, facendo l'avvocato del diavolo, metta in crisi il sistema prodotto.
La logica e di dividere le nostre esperienze e di crearne di nuove per fare proposte: non meno utili delle proteste ma solitamente più difficili da eludere.
Grazie e buon lavoro a tutti.
Rebuschi Romano

sabato 6 ottobre 2012

Legalità: parte campagna 'Io riattivo il lavoro'.

Riparte dal basso con una vasta campagna popolare a difesa della legalità e del lavoro la battaglia della Cgil contro le mafie e l'economia criminale.
Con l'iniziativa 'corale' di ieri, 4 ottobre, presso la Fnsi, la Cgil e le 8 associazioni che hanno aderito al suo appello per rendere le aziende sequestrate e confiscate presìdi di legalità economica e democratica -Associazione nazionale magistrati, Libera, Acli, Arci, Legacoop, Sos Impresa, Avviso pubblico e Centro studi Pio La Torre, ma l'elenco potrebbe allungarsi- inaugurano una nuova stagione di contrasto alla criminalità e di tutela dei lavoratori coinvolti nelle attività produttive.
E scelgono lo strumento di una legge di iniziativa popolare su cui raccogliere la sottoscrizione di giovani, donne, cittadini, lavoratrici e lavoratori per pesare nei prossimi mesi sulle scelte delle forze politiche, del futuro Parlamento e del Governo che assumerà le sorti del Paese.
E se è vero, come dice lo slogan della campagna, che “le aziende confiscate sono un bene di tutti”, a chiarire meglio le finalità della proposta intervengono le parole della leader della Cgil: “Oggi lanciamo una proposta di legge sulla quale parte la raccolta di firme per fare in modo che le imprese confiscate ai clan non rimangano fallite o chiuse, come purtroppo succede nel 90 p.c. dei casi, (dato l'Anbsc) ma tornino ad essere

mercoledì 18 gennaio 2012

Sindacati a governo: "Cambi politica Serve svolta su lavoro ed equità sociale" - su Repubblica

Cambiare la politica economica del governo e attuare politiche che favoriscano la crescita, il lavoro, l'equità fiscale e sociale: è questo il passaggio principale del documento unitario varato oggi da Cgil, Cisl e Uil, contenente le proposte che saranno inviate al governo nelle prossime ore in vista del confronto sulla riforma del mercato del lavoro. Il documento è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dai segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti al termine della riunione delle segreterie unitarie.
Il giudizio dei sindacati sull'operato dell'esecutivo è netto: "Si e' realizzato un intervento volto solo a fare cassa, prelevando ingenti risorse dai lavoratori e dai pensionati, determinando così gravi ripercussioni anche sul mercato del lavoro, stante l'attuale situazione di difficoltà occupazionale".
La gravità della crisi economica e le conseguenze negative che colpiscono in particolare famiglie, giovani, lavoratori e pensionati impongono un "cambiamento" nella politica economica del governo, si legge nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati confederali sollecitano ora l'apertura di un "negoziato vero" che favorisca la crescita, senza la quale è impossibile dare risposte anche al tema dell'occupazione.
"L'obiettivo prioritario - aggiungono i sindacati - è far ripartire la crescita e invertire la pericolosa tendenza recessiva in atto da alcuni mesi. Bisogna poi sostenere una svolta coerente della politica economica europea verso obiettivi di sviluppo e occupazione". Per quanto riguarda i tempi della convocazione delle parti sociali da parte del governo il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha detto: "non abbiamo idea di quando saremo convocati". Il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, ha riferito che "ci hanno detto che l'incontro è imminente".
Liberalizzazioni. Nell'ambito delle proposte di Cgil, Cisl e Uil per la crescita ci sono le liberalizzazioni, ma