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mercoledì 10 ottobre 2018

Libertà di stampa: rispettare la Costituzione

Quando esponenti di un Governo della Repubblica attaccano pubblicamente la stampa, accusandola di “alterare la realtà”, si produce una crepa pericolosa nella tenuta democratica del Paese.” Così una nota della Segreteria Nazionale SLC CGIL.
La libertà di stampa è principio costituzionale ed è una delle pietre miliari su cui si fonda la democrazia in genere, e la nostra nello specifico, dopo un ventennio di riforme in senso restrittivo e penalizzante della libertà in questione tristemente rappresentate dalle disposizioni del Codice Rocco.”
Ora, proprio nel rispetto del principio della libertà di espressione, consideriamo grave l’evocazione del vice premier Di Maio della morte dei giornali e del licenziamento dei lavoratori che, come ben sa la nostra federazione, hanno semmai origini assai diverse dalla presunta “alterazione della realtà” imputata ad alcune testate nazionali – prosegue la nota. In generale riteniamo che l’informazione libera abbia assoluto diritto di critica, di lettura degli avvenimenti, di proposizione al dibattito pubblico di chiavi interpretative possibili relative a questioni che attengono la vita del paese.”
Per questo, oltre ad esprimere solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori del Gruppo Gedi, ci sentiamo di manifestare il nostro sostegno a chiunque eserciti, nel rispetto del dettato costituzionale e delle leggi, la libertà di espressione, di stampa e di informazione.”
Le libertà conquistate e definite nelle norme costituzionali debbono essere preservate e ci aspettiamo che chi rappresenta i cittadini, pro tempore, rivestendo ruoli primari negli organi esecutivi o legislativi del paese, dopo aver giurato di “osservare lealmente la Costituzione” abbia, come e più di qualunque cittadino, l’obbligo di rispettarne principi e disposizioni – conclude Slc Cgil nazionale.

martedì 16 febbraio 2016

Poste, errore sottovalutare strumentalizzazioni mediatiche e demotivazione

In questi ultimi giorni gli organi di stampa sembrano particolarmente interessati ad evidenziare inefficienze e malversazioni nel settore postale e logistico di Poste Italiane.
L’attenzione mediatica non ci stupisce seppure, in taluni casi, ci pare evidente la strumentalità delle notizie pubblicate.
Ciò che troviamo intollerabile è il clima ingeneratosi in azienda.
Mano a mano che le nostre strutture territoriali prendono visioni delle contestazioni di addebito ai lavoratori dipendenti, ci pare si definisca un quadro che suggerisce un sistema complesso e sedimentato che, come già dicemmo nel precedente comunicato, rendeva prassi aziendale e disposizione gerarchica formale una pratica evidentemente irregolare.
Le contestazioni numericamente più consistenti insistono sui livelli medi e medio bassi della filiera.
Continuiamo a nutrire perplessità sulla corretta individuazione della gerarchia delle responsabilità, specie laddove constatiamo che sono oggetto di contestazioni anche pratiche regolari,in taluni casi obbligatorie, che una indagine interna forse imprecisa non ha saputo distinguere dalle pratiche irregolari.
In questo senso auspichiamo una rapida rivisitazione dei provvedimenti di contestazione di addebito

martedì 28 luglio 2015

Dopo i tagli alla Cultura e alla Sanità, la Cgil denuncia i tagli all’editoria

Barbara Apuzzo - Seg. Nazionale SLC
La Cgil continua a sollevare critiche nei confronti del governo Renzi e a smascherare ingiusti provvedimenti concreti dei suoi ministri. Qualche giorno fa aveva stigmatizzato i tagli al Fondo per la Cultura, operato dal ministro Franceschini. Ieri ha avanzato notevoli perplessità sul piano di presunte “razionalizzazioni” per dieci miliardi del fondo nazionale per la Sanità, elaborati dalla strana coppia Gutgeld-Lorenzin. 
Oggi denuncia con forza la decisione di tagliare i fondi per l’editoria, vecchio pallino del sottosegretario Lotti. Altri tagli sono previsti nella prossima legge di stabilità, in particolare ai Fondi strutturali per gli Atenei universitari pubblici, annunciati dalla ministra Giannini e agli Enti locali, previsti dal Tesoro. Se questo è un modo per fare cassa e vantare, da parte di Renzi e Padoan, un abbassamento della pressione fiscale, si tratta banalmente di un trucco contabile, che tuttavia, approfondirà le diseguaglianze e creerà maggiore povertà intellettuale in tutto il Paese.
La segreteria nazionale della Cgil, attraverso Barbara Apuzzo, della SLC, denuncia dunque i tagli all’editoria. “Mentre continua il martellamento mediatico sulla portata rivoluzionaria della annunciata riforma dell’editoria, l’unico fatto concreto del governo riguarda i tagli ai finanziamenti, che stanno causando la chiusura di storiche testate e la cancellazione di professionalità e posti di

giovedì 11 giugno 2015

Editoria: Slc Cgil, incontro su libertà di stampa

Slc Cgil prosegue l’impegno nell’ambito della campagna #menogiornalimenoliberi, che fin da febbraio vede coinvolte numerose associazioni del settore e le nostre sedi territoriali. L’imminente appuntamento di Taranto del 15 giugno segna una tappa importante di un cammino comune che attraversa tutta l’Italia.” Così Barbara Apuzzo, segretaria nazionale Slc Cgil, annuncia l’incontro dedicato alla libertà di stampa cui parteciperanno, fra gli altri, il presidente della Federazione Nazionale della stampa e di Libera Informazione, Santo Della Volpe e Maurizio Carbone, sostituto procuratore della Repubblica nonchè segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati.
Riforma dell’editoria, sostegno alla libera informazione e al non profit, certezza dell’assegnazione delle risorse, tutela dei lavoratori del settore: sono anni – prosegue Apuzzo – che una larga parte dell’opinione pubblica nonché gli operatori dell’informazione sono uniti a difesa del pluralismo e quindi della democrazia, messi a repentaglio dai tagli annuali alle risorse destinate al settore.”
Come già per la cultura e lo spettacolo, l’editoria e l’informazione sembrano essere l’ultima delle preoccupazioni dei governi che si sono succeduti negli anni, facendo così piombare l’Italia in fondo alle classifiche mondiali per settori che invece hanno non soltanto importanza strategica, ma sono volano di occupazione e di arricchimento culturale per tutti.

lunedì 12 gennaio 2015

Susanna Camusso: intervista al Corriere della Sera 11/01/2015

Dopo aver guidato la delegazione della Cgil alla fiaccolata di giovedì in piazza Farnese, sotto l’ambasciata di Francia, Susanna Camusso sceglie di essere intervistata nella sede romana del Corriere dove ribadisce l’impegno del sindacato contro ogni forma di terrorismo: «Il nostro cuore è a Parigi, con chi scende in piazza a difesa della libertà di stampa e di satira. Penso che in questo momento sia importante dire che non ci facciamo travolgere dalla paura e che la vera risposta a questo orrore è l’integrazione. Un valore che nel mondo del lavoro, nel sindacato pratichiamo da tempo».
Come?
«La Cgil ha numerosi dirigenti di categoria e di territorio di fede mussulmana e l’integrazione si è affermata nelle aziende non solo a parole ma attraverso i tanti accordi che garantiscono agli immigrati congrui periodi di ferie per poter tornare nei Paesi di origine o per assicurare le pause quotidiane per la preghiera. È anche grazie a questa integrazione che non ci sono tensioni rispetto alla condanna di questi atti di terrorismo».
Segretario, partiamo dallo sciopero generale del 12 dicembre. Non è servito a fermare il Jobs act del governo Renzi. Una sconfitta?
«No. Le manifestazioni e lo sciopero hanno cambiato lo scenario politico, riproposto la centralità del lavoro