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sabato 20 marzo 2021

Cgil, legalità pilastro per la ricostruzione

Anche quest’anno la Cgil partecipa attivamente alla Giornata nazionale in ricordo delle vittime di mafia. Come l’anno scorso non sarà possibile ritrovarsi nell’abbraccio collettivo della piazza, ma daremo comunque un messaggio forte in ricordo di chi ha sacrificato la vita per contrastare il potere mafioso e per affermare il nostro impegno quotidiano per la legalità”. 

Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafrain un video realizzato da Collettiva.it, in occasione della Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, giunta alla sua ventiseiesima edizione

In un momento in cui siamo tutti più fragili – prosegue Massafra – la legalità deve rappresentare il pilastro su cui poggiare la ripartenza e riprogettare la società che vogliamo. La legalità è presupposto fondamentale per affermare un lavoro di qualità e sicuro. Legalità per sconfiggere il caporalato e ogni forma di precarietà. Legalità nel sistema degli appalti che saranno uno strumento per la ricostruzione. La legalità – conclude – è anche lo strumento per riconsegnare al circuito dell’economia sana i patrimoni confiscati alle mafie. Per costruire un nuovo modello di sviluppo che ci faccia uscire dalle secche di questa crisi”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 7 dicembre 2020

Menapace: Landini, cordoglio per scomparsa, è parte nostra storia

“A nome di tutta la Cgil e mio personale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Lidia Menapace”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Proveniente dall’esperienza del mondo cattolico, partigiana, Lidia Menapace – aggiunge il numero uno della Cgil – è stata protagonista di primissimo piano, fin dall’inizio, della storia del Manifesto e in tutti questi difficili anni non ha mai fatto mancare il suo impegno, la sua passione, la sua intelligenza, per ridare voce e spessore alla sinistra italiana”.

Sentiamo Lidia Menapace – conclude Landini – parte della nostra storia per il contributo che ha sempre voluto dare alla lotta per l’emancipazine e la libertà’ del mondo del lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 29 aprile 2019

Primo maggio: Fnsi aderisce alla manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil a Bologna

La Federazione nazionale della Stampa italiana aderisce alla manifestazione nazionale del Primo Maggio indetta da Cgil, Cisl e Uil. L’adesione avviene nello spirito del patto di alleanza che lega il sindacato dei giornalisti italiani ai sindacati confederali. ”La difesa del lavoro e la lotta al precariato sono i punti qualificanti dell’azione delle nostre organizzazioni – ha scritto il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, in una lettera ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil -. In un’epoca caratterizzata dall’aumento delle diseguaglianze e dal tentativo di cancellare i corpi intermedi della società e il ruolo dei sindacati, occorre fare fronte comune per riportare al centro valori e ideali, a cominciare dal lavoro, sanciti dalla Costituzione”. 
Lavoro, libertà, diritti e stato sociale – ha scritto Lorusso- sono priorità da affermare in un contesto non soltanto nazionale, ma anche e soprattutto europeo. Il lavoro è scomparso dall’agenda politica dei governi da molti anni e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Riteniamo che sia necessario riportare al centro il lavoro, principale fattore di coesione sociale, insieme con i diritti ad esso connessi. Lo smantellamento del complesso di tutele e garanzie poste a fondamento dei rapporti di lavoro ha spalancato le porte a forme inaccettabili di precariato e di sfruttamento, nei confronti

mercoledì 10 ottobre 2018

Libertà di stampa: rispettare la Costituzione

Quando esponenti di un Governo della Repubblica attaccano pubblicamente la stampa, accusandola di “alterare la realtà”, si produce una crepa pericolosa nella tenuta democratica del Paese.” Così una nota della Segreteria Nazionale SLC CGIL.
La libertà di stampa è principio costituzionale ed è una delle pietre miliari su cui si fonda la democrazia in genere, e la nostra nello specifico, dopo un ventennio di riforme in senso restrittivo e penalizzante della libertà in questione tristemente rappresentate dalle disposizioni del Codice Rocco.”
Ora, proprio nel rispetto del principio della libertà di espressione, consideriamo grave l’evocazione del vice premier Di Maio della morte dei giornali e del licenziamento dei lavoratori che, come ben sa la nostra federazione, hanno semmai origini assai diverse dalla presunta “alterazione della realtà” imputata ad alcune testate nazionali – prosegue la nota. In generale riteniamo che l’informazione libera abbia assoluto diritto di critica, di lettura degli avvenimenti, di proposizione al dibattito pubblico di chiavi interpretative possibili relative a questioni che attengono la vita del paese.”
Per questo, oltre ad esprimere solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori del Gruppo Gedi, ci sentiamo di manifestare il nostro sostegno a chiunque eserciti, nel rispetto del dettato costituzionale e delle leggi, la libertà di espressione, di stampa e di informazione.”
Le libertà conquistate e definite nelle norme costituzionali debbono essere preservate e ci aspettiamo che chi rappresenta i cittadini, pro tempore, rivestendo ruoli primari negli organi esecutivi o legislativi del paese, dopo aver giurato di “osservare lealmente la Costituzione” abbia, come e più di qualunque cittadino, l’obbligo di rispettarne principi e disposizioni – conclude Slc Cgil nazionale.

martedì 12 gennaio 2016

Carta dei Diritti Universali del Lavoro: lunedì 18 gennaio conferenza stampa Camusso

Lunedì, 18 gennaio, alle ore 12.00, a Roma in Piazza dei Cinquecento, in un’area allestita nel parcheggio di fronte alla stazione Termini, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, terrà una conferenza stampa per presentare la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, ovvero un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Una raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo, che a partire dai prossimi giorni sarà al centro delle assemblee nei luoghi di lavoro e dei pensionati, per la consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti alla Cgil. L’obiettivo è ambizioso: far diventare la Carta una legge d’iniziativa popolare per ridare dignità a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici.
Con il nuovo Statuto la Cgil vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, perché inderogabili e universali. Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze. Per ricostruire un diritto del lavoro a tutela della parte più debole nel rapporto di lavoro.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 28 luglio 2015

Dopo i tagli alla Cultura e alla Sanità, la Cgil denuncia i tagli all’editoria

Barbara Apuzzo - Seg. Nazionale SLC
La Cgil continua a sollevare critiche nei confronti del governo Renzi e a smascherare ingiusti provvedimenti concreti dei suoi ministri. Qualche giorno fa aveva stigmatizzato i tagli al Fondo per la Cultura, operato dal ministro Franceschini. Ieri ha avanzato notevoli perplessità sul piano di presunte “razionalizzazioni” per dieci miliardi del fondo nazionale per la Sanità, elaborati dalla strana coppia Gutgeld-Lorenzin. 
Oggi denuncia con forza la decisione di tagliare i fondi per l’editoria, vecchio pallino del sottosegretario Lotti. Altri tagli sono previsti nella prossima legge di stabilità, in particolare ai Fondi strutturali per gli Atenei universitari pubblici, annunciati dalla ministra Giannini e agli Enti locali, previsti dal Tesoro. Se questo è un modo per fare cassa e vantare, da parte di Renzi e Padoan, un abbassamento della pressione fiscale, si tratta banalmente di un trucco contabile, che tuttavia, approfondirà le diseguaglianze e creerà maggiore povertà intellettuale in tutto il Paese.
La segreteria nazionale della Cgil, attraverso Barbara Apuzzo, della SLC, denuncia dunque i tagli all’editoria. “Mentre continua il martellamento mediatico sulla portata rivoluzionaria della annunciata riforma dell’editoria, l’unico fatto concreto del governo riguarda i tagli ai finanziamenti, che stanno causando la chiusura di storiche testate e la cancellazione di professionalità e posti di

giovedì 11 giugno 2015

Editoria: Slc Cgil, incontro su libertà di stampa

Slc Cgil prosegue l’impegno nell’ambito della campagna #menogiornalimenoliberi, che fin da febbraio vede coinvolte numerose associazioni del settore e le nostre sedi territoriali. L’imminente appuntamento di Taranto del 15 giugno segna una tappa importante di un cammino comune che attraversa tutta l’Italia.” Così Barbara Apuzzo, segretaria nazionale Slc Cgil, annuncia l’incontro dedicato alla libertà di stampa cui parteciperanno, fra gli altri, il presidente della Federazione Nazionale della stampa e di Libera Informazione, Santo Della Volpe e Maurizio Carbone, sostituto procuratore della Repubblica nonchè segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati.
Riforma dell’editoria, sostegno alla libera informazione e al non profit, certezza dell’assegnazione delle risorse, tutela dei lavoratori del settore: sono anni – prosegue Apuzzo – che una larga parte dell’opinione pubblica nonché gli operatori dell’informazione sono uniti a difesa del pluralismo e quindi della democrazia, messi a repentaglio dai tagli annuali alle risorse destinate al settore.”
Come già per la cultura e lo spettacolo, l’editoria e l’informazione sembrano essere l’ultima delle preoccupazioni dei governi che si sono succeduti negli anni, facendo così piombare l’Italia in fondo alle classifiche mondiali per settori che invece hanno non soltanto importanza strategica, ma sono volano di occupazione e di arricchimento culturale per tutti.

lunedì 12 gennaio 2015

Susanna Camusso: intervista al Corriere della Sera 11/01/2015

Dopo aver guidato la delegazione della Cgil alla fiaccolata di giovedì in piazza Farnese, sotto l’ambasciata di Francia, Susanna Camusso sceglie di essere intervistata nella sede romana del Corriere dove ribadisce l’impegno del sindacato contro ogni forma di terrorismo: «Il nostro cuore è a Parigi, con chi scende in piazza a difesa della libertà di stampa e di satira. Penso che in questo momento sia importante dire che non ci facciamo travolgere dalla paura e che la vera risposta a questo orrore è l’integrazione. Un valore che nel mondo del lavoro, nel sindacato pratichiamo da tempo».
Come?
«La Cgil ha numerosi dirigenti di categoria e di territorio di fede mussulmana e l’integrazione si è affermata nelle aziende non solo a parole ma attraverso i tanti accordi che garantiscono agli immigrati congrui periodi di ferie per poter tornare nei Paesi di origine o per assicurare le pause quotidiane per la preghiera. È anche grazie a questa integrazione che non ci sono tensioni rispetto alla condanna di questi atti di terrorismo».
Segretario, partiamo dallo sciopero generale del 12 dicembre. Non è servito a fermare il Jobs act del governo Renzi. Una sconfitta?
«No. Le manifestazioni e lo sciopero hanno cambiato lo scenario politico, riproposto la centralità del lavoro

lunedì 25 novembre 2013

25 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Ti aspettiamo lunedì 25 novembre 
ore 17-19 sotto la Loggia 
per riflettere, parlare, ascoltare, cantare insieme, 
fare proposte.
(dal blog di Se non ora quando di Brescia))
L’HO UCCISA PERCHÉ L’AMAVO. FALSO!

La violenza sulle donne è una forma insopportabile di violenza perché distrugge la parola come condizione fondamentale del rapporto tra i sessi.
Gli stupri, le sevizie, i femminicidi, i maltrattamenti di ogni genere che molte donne subiscono, si consumano nel silenzio brutale della spinta della pulsione, nell’umiliazione dell’insulto, dell’aggressione verbale. Aboliscono la legge della comunicazione, comandamento etico di ogni civiltà, legge che unisce le persone in un riconoscimento reciproco.
Questa legge afferma che gli esseri umani non possono godere di tutto, non possono sapere tutto, non possono avere tutto, non possono essere tutto.
Ciò che costituisce l’essere umano è l’esperienza del limite, la capacità di accettare il proprio limite quale condizione che rende possibile l’amore.
Per questo chiamare relazione il dominio della vita della partner, chiamare gelosia l’ansia del controllo perso e soprattutto chiamare amore il rifiuto violento di accettare la libertà dell’altra persona è un’insopportabile manipolazione delle relazioni tra le persone.
Se non ora quando? comitato di Brescia

Aderiscono all’iniziativa :
Casa delle donne di Brescia
Maschile Plurale
Il Cerchio delle donne Rovato
Consultorio familiare onlus Via Volturno
Colori e Sapori