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mercoledì 22 dicembre 2021

Lavoro: CGIL scrive a Orlando, prorogare ammortizzatori Covid

Con una lettera indirizzata quest’oggi al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, la CGIL chiede di “intervenire con una proroga degli ammortizzatori con causale Covid almeno fino al 31 marzo. Una richiesta di ulteriori tredici settimane che abbiamo già avanzato nella nostra proposta di emendamento alla legge di Bilancio”. 
Per la CGIL infatti “alla luce del perdurare delle difficoltà in alcuni settori produttivi riteniamo necessario continuare a tutelare le lavoratrici e i lavoratori. Pur non ignorando le importanti novità di carattere inclusivo introdotte dalla riforma degli ammortizzatori sociali, deve essere considerato che quasi certamente la sua operatività non sarà immediata e che potrebbe di conseguenza rendersi necessario, per una sua piena attuazione, un periodo seppur breve, di transizione”, conclude la Confederazione.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 9 agosto 2021

Lavoro: Landini, Paese non può più aspettare riforma ammortizzatori, confronto ancora interlocutorio

Un confronto ancora interlocutorio che non ha portato i significativi passi in avanti che ci saremmo aspettati”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e le parti sociali, sulla riforma degli ammortizzatori. “Il documento presentato dal ministro, di cui quasi tutti al tavolo hanno apprezzato l’evoluzione, – sottolinea il leader della Cgil – rappresenta un punto di equilibrio fra posizioni molto diverse e per la Cgil è un documento che è la base su cui innestare ulteriori correttivi e miglioramenti”.
Per la Cgil – prosegue Landini – non si può arretrare dall’obiettivo minimo della riforma, quello di includere tutti i lavoratori dipendenti e di garantire loro prestazioni a carattere universale e soprattutto fare un intervento che ampli le protezioni a tutti i lavoratori, anche i lavoratori autonomi, che ne sono stati esclusi, rafforzando le misure per tutti, in primis cassa ordinaria e straordinaria e contratti di solidarietà, decisivi per proteggere il lavoro nella trasformazione.
Gli ammortizzatori devono essere la strada da scegliere prima di aprire procedure di riduzione del personale. Questo il punto del disegno di riforma su cui non sono accettabili i tentennamenti che abbiamo ascoltato”.
“Una riforma – aggiunge il segretario della Cgil – che come proposta dovrà avere carattere assicurativo, superando le logiche delle misure emergenziali e che deve trovare anche da parte delle imprese, dopo un fase transitoria, graduali e adeguati finanziamenti per sostenere un impianto che deve rispondere a un tema di giustizia sociale e a cui tutti devono contribuire. Non possono e non devono essere i lavoratori a pagare il prezzo delle crisi e delle

giovedì 18 febbraio 2021

Inps: Cgil, dati indicano che bisogna dare continuità a misure di protezione lavoro

“Senza la cassa Covid e il blocco dei licenziamenti, che ci consentono di leggere l’unico dato positivo ossia il calo delle cessazioni dei rapporti di lavoro, avremmo dati ancora più drammatici”. Così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti commenta le rilevazioni dell’Inps di oggi, e aggiunge: “bisogna dare quindi continuità alle misure di protezione del lavoro”.

Da quanto diffuso dall’Istituto nazionale di previdenza sociale, Sacchetti evidenzia alcuni dati: “Sono oltre 650 mila in meno i rapporti di lavoro attivati nel 2020 rispetto al 2019, 30% in meno le assunzioni, crollano soprattutto tempi determinati, somministrazione e prestazioni occasionali. Drammatico anche il dato riferito ai lavoratori indipendenti”. Inoltre, prosegue nell’analisi la dirigente sindacale, “sono 4,2 miliardi le ore di cassa Covid autorizzate al 31 gennaio e, anche se si vede un decremento dell’utilizzo in quel mese, siamo ancora in una situazione di grande incertezza sulle prospettive future”.

Per Scacchetti occorre intervenire subito su più fronti. “Innanzitutto – sostiene – è necessario dare continuità alle misure di protezione del lavoro, dal rifinanziamento della cassa Covid alla proroga del blocco dei licenziamenti e ad una indennità per tutti i lavoratori non coperti dagli ammortizzatori; e allungare la copertura per i lavoratori che terminano la Naspi e la Discoll”. “Come discusso anche nel primo incontro con il ministro Orlando – prosegue la segretaria confederale della Cgil – bisogna avviare la discussione per la costruzione di un sistema di ammortizzatori sociali universale e inclusivo, fortemente collegato allo sviluppo delle politiche attive e con un ruolo centrale della formazione, poiché l’innalzamento dei livelli di istruzione, il diritto alla formazione permanente e la valorizzazione delle competenze sono decisivi nel mondo che cambia”.

“Non ultimo – aggiunge Scacchetti in conclusione – occorre condizionare le scelte di investimenti all’incremento dell’occupazione di qualità, che guardi soprattutto a giovani e donne e che deve vedere da subito scelte orientate alla generazione di nuove occasioni di lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 15 gennaio 2021

Lavoro: Cgil, bene avvio confronto su riforma ammortizzatori e decreto Ristori 5

Un confronto utile, che continuerà sia sulla riforma degli ammortizzatori sia sulle misure del decreto Ristori. Così la segretaria confederale della Cgil nazionale, Tania Scacchetti, commenta il tavolo di confronto oggi convocato dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. 

Abbiamo salutato positivamente – sottolinea la dirigente sindacale – la volontà di coinvolgere in maniera attiva le organizzazioni sindacali nel percorso di definizione di una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali che riteniamo non più rinviabile, stante il quadro economico complesso determinato dall’emergenza sanitaria e dalle profonde trasformazioni in atto nel sistema produttivo del Paese”. 

Particolarmente significativa – afferma Scacchetti – la volontà della ministra Catalfo di anticipare, già nel prossimo decreto Ristori 5, la revisione dell’istituto del contratto di solidarietà difensiva secondo linee d’intervento che come Cgil abbiamo da subito rivendicato, ritenendolo strumento necessario nella gestione dei processi di crisi che per noi devono salvaguardare l’occupazione”. 

Riguardo alla proposta di garantire ulteriori 18 settimane di cassa integrazione ‘Covid’ dopo la fine di marzo, – aggiunge la segretaria della Cgil – abbiamo chiesto che le stesse non siano differenziate per settori e che siano accompagnate dalla proroga generalizzata del blocco dei licenziamenti. Abbiamo,

giovedì 29 ottobre 2020

Inps: Scacchetti (Cgil), da dati emerge importanza di tutelare occupazione e favorire investimenti

“Le misure varate in questi mesi di pandemia e i dati relativi al mercato del lavoro descritti nel rapporto annuale Inps rendono evidente come in poco tempo sia cambiato completamente lo scenario di riferimento”. Ad affermarlo, in una nota, la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti che sottolinea “come le misure ‘argine’, bonus, indennità, congedi, cassa integrazione, ma anche il non citato blocco dei licenziamenti, hanno protetto e sostenuto, nonostante la frammentarietà, imprese e lavoratori ed evitato il crollo dei livelli occupazionali e dei redditi”.

Nel dettaglio la dirigente sindacale si sofferma sui dati relativi alla cassa integrazione: “Dodici milioni di prestazioni Cig in sette mesi per 6,5 milioni di lavoratori evidenziano – afferma – le difficoltà del nostro sistema produttivo, in particolare dei settori definiti non essenziali”. In merito alla riforma degli ammortizzatori sociali, Scacchetti condivide le riflessioni proposte da Tridico “è necessario superare una logica prettamente categoriale a favore di una riforma a carattere universale e inclusiva, a carattere assicurativo. Riforma che inevitabilmente dovrà affrontare il tema di una contribuzione generalizzata che ne garantisca la sostenibilità. Appare invece semplificatoria la proposta di superare la frammentarietà delle misure attraverso la sola estensione della Cigo”.

Inoltre, Scacchetti esprime preoccupazione per “il rovesciamento inevitabile del trend dei dati

venerdì 24 luglio 2020

Lavoro: Cgil a Catalfo, necessaria proroga ammortizzatori sociali e blocco licenziamenti

“Insieme a Cisl e Uil abbiamo chiesto al governo
certezze sulla tenuta dell’occupazione da attuare attraverso la proroga degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti. La crisi morde e continuerà a farlo ancora di più nelle prossime settimane, per questo bisogna tener vivo il confronto e accelerare l’iter di definizione del nuovo decreto”. 
Così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, al termine dell’incontro con la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Confronto che proseguirà nel merito dalla prossima settimana. 
La dirigente sindacale giudica: “Positiva l’intenzione del governo di prorogare le integrazioni salariali per ulteriori diciotto settimane. Anche se – aggiunge – non è ancora chiaro se tale impostazione sarà adottata anche per tutte le indennità previste dal decreto Rilancio, mentre è apprezzabile la volontà di prorogare Naspi e Dis-coll”. 
“Non mancano, però, pur nella vaghezza del quadro, – conclude Scacchetti – elementi di preoccupazione soprattutto rispetto a eventuali rimodulazioni o restrizioni del blocco dei licenziamenti che per la Cgil deve restare per tutti i lavoratori fino alla fine dell’anno”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 12 marzo 2020

Coronavirus: comunicato della segreteria nazionale Cgil

La Segreteria della Cgil ritiene imprescindibile assicurare la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro.  Questa deve essere la priorità di tutti in questo momento per dare più forza al contrasto alla diffusione del COVID – 19.
Il DPCM 11 marzo, emanato nella notte dal Governo, non può limitarsi a semplici raccomandazioni, ma va reso pienamente esigibile al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro.
In questo senso è positivo che il governo abbia accolto la richiesta unitaria di incontro, che a nostro parere deve avere come obiettivo la definizione di un protocollo nazionale di sicurezza anti contagio da applicare in tutti i luoghi di lavoro.
La sua definizione e applicazione non può prescindere da un confronto e da accordi fra le parti sociali ad ogni livello, coinvolgendo tra le altre anche le Rappresentanze sindacali dei lavoratori.
Laddove non ricorrano le condizioni per dare applicazione al protocollo di sicurezza si deve procedere alla riduzione delle attività produttive sino anche alla loro momentanea sospensione utile a determinare le condizioni di sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori.
Per realizzare tutto ciò, occorre fare ricorso a tutti gli strumenti contrattuali e agli ammortizzatori sociali esistenti o di prossima definizione per sostenere sia i processi di sanificazione e messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, sia per far fronte ad eventuali rallentamenti o sospensione delle attività produttive.
Solo garantendo la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro si può sconfiggere l’epidemia in corso: è questa l’unica condizione necessaria per determinare la salvaguardia dell’occupazione e la ripresa dello sviluppo del nostro Paese.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 23 gennaio 2020

Lavoro: Cgil, rivedere strutturalmente ammortizzatori sociali

Tania Sacchetti
“Il nostro sistema produttivo è seriamente in difficoltà. Serve rivedere in maniera strutturale, e non solo temporanea, alcune impostazioni troppo rigide del sistema degli ammortizzatori sociali”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta i dati sulla cassa integrazione 2019 diffusi oggi dall’Inps.
“Particolarmente preoccupante – sottolinea la dirigente sindacale – è l’aumento continuo delle domande di disoccupazione, +1,3% rispetto a novembre 2018”.
Per Scacchetti “sulla base delle proposte contenute nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, non è più rinviabile una discussione tra sindacati e Governo su come creare lavoro di qualità e rilanciare la crescita occupazionale. Una strada – conclude Scacchetti – che deve essere intrapresa attraverso investimenti e politiche che puntino sulla creazione di domanda, e non solo sui sistemi di incentivazione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 5 novembre 2019

Lavoro: Cgil, bene confronto, ora dare continuità a impegni

Un incontro utile e positivo dal quale è emersa la volontà di proseguire un confronto comune e, speriamo stabile nel tempo, sui temi del mercato del lavoro, in particolare su  ammortizzatori sociali, politiche attive e decreto dignità”. Lo afferma la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti al termine dell’incontro che si è tenuto quest’oggi al Ministero del Lavoro tra Cgil, Cisl e Uil e la Ministra Nunzia Catalfo.
Primo importante risultato – prosegue la dirigente sindacale – è l’istituzione di un tavolo tecnico specifico sugli ammortizzatori sociali per fronteggiare l’emergenza delle loro scadenze, e l’impegno della Ministra di verificare e assicurare che la proroga degli ammortizzatori sociali, per tutto il 2020, sia in legge di Bilancio. Inoltre, è stata data la disponibilità per individuare interventi di ordine strutturale di revisione della cassa integrazione e del Fondo integrativo salariale”.
È stato, inoltre, affrontato il nodo delle politiche attive con la promessa – prosegue Scacchetti – di aprire una riflessione sul tema della loro governance e sul tema degli organici e della stabilizzazione del personale Anpal, Anpal Servizi, Centri per l’impiego. Stessa sensibilità è stata poi espressa sul futuro occupazionale dei lavoratori socialmente utili e di quelli di pubblica utilità, così come sulla loro continuità salariale”.
Sul decreto dignità – aggiunge la segretaria confederale – la Ministra ha difeso i risultati finora ottenuti, dichiarandosi comunque disponibile a valutare in maniera condivisa con le organizzazioni sindacali le necessarie modifiche, eventualmente migliorative, della norma”.
“Infine, apprezziamo la preoccupazione che è stata espressa sullo stato di salute del nostro mercato del lavoro, la volontà di proseguire il confronto e la disponibilità di avviare, oltre a quello sugli ammortizzatori sociali, anche tavoli tecnici su decreto dignità e politiche attive”, conclude Tania Scacchetti.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 26 febbraio 2019

Lavoro: Cgil, Cisl e Uil chiedono a Di Maio apertura tavolo tecnico su ammortizzatori sociali

Preoccupano le stime sulla crescita e l’incremento delle ore di cassa integrazione che segnalano una frenata degli ordini ed un calo delle commesse, in particolare nel settore industriale”, così in una nota la Segretaria Confederale della Cgil Tania Scacchetti, il Segretario Generale Aggiunto della Cisl Luigi Sbarra e la Segretaria Confederale della Uil Ivana Veronese.
Ed è in momenti come questi – proseguono – che grazie a robusti ammortizzatori sociali si garantisce al nostro sistema d’impresa una maggiore tenuta sia produttiva che sociale, assicurando il mantenimento dell’occupazione e la garanzia del salario”.
Per questo, spiegano i tre dirigenti sindacali “chiediamo al Ministro del Lavoro di aprire con le organizzazioni sindacali un tavolo di confronto sugli ammortizzatori sociali che, con le ultime riforme, hanno subito profonde modifiche, non sempre condivisibili e che nel tempo hanno mostrato tutti i propri limiti”.
Si tratta di misure volte a fornire un adeguato sostegno in favore delle tante imprese in situazioni di ristrutturazione non concluse, prossime all’uscita dalla crisi, ovvero – sottolineano i tre dirigenti sindacali – interessate da procedure concorsuali: tutte questioni in parte affrontate, ma che dovrebbero essere affinate, consolidate e soprattutto rese strutturali”.
Riteniamo sia necessario dopo più di tre anni dalla introduzione delle riforme del Jobs Act, fare le verifiche su quali misure hanno funzionato e quali invece hanno la necessità di essere corrette o

lunedì 1 ottobre 2018

Lavoro: Cgil, positivo incontro su ammortizzatori. Ottenuto tavolo tecnico

Un incontro importante, durante il quale abbiamo ricevuto buone rassicurazioni sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, sul sostegno alle politiche attive e sulla possibilità di proseguire la discussione con un tavolo tecnico”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti al termine dell’incontro che si è tenuto quest’oggi tra il ministro del Lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio e le organizzazioni sindacali sugli ammortizzatori sociali.
È chiaro – sottolinea Scacchetti – che la promessa di rifinanziamento degli ammortizzatori senza un quadro di politiche di sviluppo non è sufficiente. Abbiamo quindi sollecitato un confronto sulla legge di Bilancio che, per quello che abbiamo finora letto, rischia di essere una legge che non contiene misure positive e sufficienti su lavoro, sviluppo, e nuove opportunità occupazionali. Inoltre – prosegue – abbiamo sollecitato il ministro a rimettere mano al Fis”.
Nell’incontro – ha concluso Scacchetti – non è stato affrontato nel merito il tema del reddito di cittadinanza, ma Di Maio ha annunciato che non sarà una misura in concorrenza con gli ammortizzatori sociali, e che troverà un nuovo finanziamento e nuove possibilità di intervento”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 15 febbraio 2018

Documento Ammortizzatori Sociali FIOM-FLAI-SLC


Sono trascorsi più di tre anni dal Jobs Act e dai decreti attuativi che hanno radicalmente peggiorato la materia degli ammortizzatori sociali attraverso una riduzione della durata, degli importi, della ridefinizione delle causali e della possibilità di ricorso per alcuni particolari casi di crisi di impresa, determinando la restrizione nell’utilizzo degli stessi ammortizzatori sociali.
In diverse situazioni, soprattutto a causa della lentezza della ripresa produttiva, molte lavoratrici e lavoratori dei diversi contesti lavorativi non hanno accesso ad una copertura adeguata e, nelle situazioni di crisi, non trovano la necessaria tutela rispetto al rischio del licenziamento.
Una delle profonde anomalie riguarda il fatto che il ricorso ai licenziamenti, sia quelli individuali ma soprattutto quelli collettivi, da parte delle imprese ha un costo inferiore rispetto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali di tipo conservativo. Tutto questo porta le imprese ad un calcolo di mera convenienza economica a discapito dell’occupazione.

Inoltre, il definitivo superamento dell’istituto dell’indennità di mobilità, previsto dalla legge 92 del 2012, le nuove regole in materia di età pensionabile entrate in vigore dal 2012 e gli interventi in materia di cassa integrazione, hanno sensibilmente ridotto lo spazio di azione delle politiche passive del lavoro. I recenti strumenti introdotti dalla legge di Stabilità 2018, pur offrendo in alcuni casi uno spiraglio di soluzione, non sono adeguati alle necessità.

Occorre sottolineare come le misure introdotte dalla Legge di stabilità abbiano

martedì 26 settembre 2017

Cgil, aperture governo su ammortizzatori

Riteniamo necessario costruire un sistema di ammortizzatori sociali universale, e per questo abbiamo disapprovato l’impianto previsto dal Jobs act. Il governo ha ribadito la propria indisponibilità a modificarlo, ma apprezziamo la sua volontà di affrontare una serie di criticità che denunciamo da mesi”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta l’esito degli incontri tecnici di questi giorni con il ministero del Lavoro.
Le proposte dell’esecutivo - spiega Scacchetti - riguardano la possibilità di interventi di natura amministrativa sul Fis per garantirne maggior fruibilità e la volontà di prevedere anche per il 2018, a parità di risorse, la possibilità di allungare di 12 mesi la cigs nelle aree di crisi complessa”. Inoltre, il governo si è detto disponibile "a ragionare sulla flessibilità della durata della cassa integrazione per specifici casi di crisi legate a piani di ristrutturazione valutati al ministero”.
La dirigente sindacale sottolinea di aver "sollecitato la necessità di ragionare su interventi che aumentino il costo dei licenziamenti e rivedano il costo di attivazione della cassa integrazione, poiché riteniamo indispensabile porre rimedio a una situazione in cui per le imprese è più facile licenziare che attivare strumenti conservativi”. Allo stesso modo per la Cgil è "indifferibile un intervento di allargamento, anche transitorio, delle risorse per Naspi e mobilità, di modo da evitare il disagio sociale di migliaia di lavoratori indotto dalla fine delle coperture”.
Per Scacchetti “le aperture dimostrate rendono evidente il fatto che anche per il governo alcuni correttivi siano indispensabili per affrontare una condizione del sistema produttivo che ancora non ha superato la crisi. Non è però possibile farlo unicamente con i risparmi derivanti dal mancato utilizzo di risorse disponibili. Solo di fronte alle proposte concrete di modifiche al sistema degli ammortizzatori e con gli opportuni finanziamenti potremo esprimere una valutazione complessiva”.
Fonte: Rassegna.it

giovedì 31 agosto 2017

Lavoro: Cgil, dati non entusiasmanti

Saremo chiamati gufi, ma è davvero difficile entusiasmarsi davanti ai dati diffusi quest’oggi da Istat e Inps, e non riusciamo a capire come si possano definire decisive per la crescita riforme come quella del Jobs Act”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
Nel dettaglio, la dirigente sindacale sottolinea “una crescita del tasso di occupazione molto lenta, estremamente precaria, dalla quale i giovani ne sono quasi completamente esclusi a favore degli over 50. Dell’aumento di nuovi posti di lavoro (+ 580mila nei primi 6 mesi del 2017 rispetto al 2016) la stragrande maggioranza (500mila) sono attivazioni a termine, mentre il tempo indeterminato mostra un dato negativo”.
Il calo dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, da analizzare – spiega Scacchetti – all’interno delle scelte di restrizione del loro perimetro e utilizzo, evidenzia ancora un quadro di forte variabilità, ed è accompagnato da una crescita delle domande di disoccupazione di poco inferiore al 4%. Ciò dimostra che, in molti casi, si preferiscono i licenziamenti agli strumenti conservativi, segno delle difficoltà sia del sistema produttivo che nell’avvio delle politiche attive”.
In questo contesto, tutt’altro che positivo, i giovani e coloro che si collocano nelle fasce centrali di età – aggiunge la segretaria confederale – continuano ad essere soggetti deboli all’interno di una debolezza strutturale del mercato del lavoro, stretti fra negazione del diritto al lavoro, precarietà, ricattabilità e abusi quali l’uso del tirocinio. L’aver dequalificato e precarizzato il lavoro è una delle

venerdì 10 giugno 2016

Lavoro: Cgil, altra occasione mancata per correggere errori Jobs act

Si continua sulla strada sbagliata, sul metodo e sul merito: il Governo da un lato avvia il confronto con le parti sociali e dall’altro presenta un decreto che contiene già alcune scelte di cui avremmo voluto discutere e che a nostro parere non vanno bene”. Così la Cgil nazionale, in una nota, commenta l’esito del Consiglio dei Ministri di oggi.
Per quanto riguarda i voucher – spiega il sindacato – si introduce la tracciabilità senza ripristinare i limiti ai settori in cui si possono utilizzare e al reddito percepibile, inoltre si mantiene un regime diverso per l’agricoltura per rispondere alle esigenze delle aziende, senza aver cura di cosa questo comporterà per i lavoratori”.
Sugli ammortizzatori sociali poi – prosegue la nota – siamo alla farsa: non si correggono gli errori che rendono difficile la gestione delle crisi con la cassa integrazione riformata dal Jobs act, non si interviene sulla Naspi per gli stagionali e si costruisce una norma per i contratti di solidarietà che non risponde a nessuna logica in favore dei lavoratori“.
Infine, sul fronte delle politiche attive per la Cgil “siamo ancora al palo sull’Anpal, si cambia nome all’Isfol ma nulla si dice sulle sue risorse, sui suoi lavoratori e sugli strumenti”.
“Vedremo il testo nel dettaglio – conclude la nota – ma considerando l’incontro già programmato per martedì prossimo, il Governo avrebbe potuto discutere con le parti sociali e verificare la possibilità di interventi altrettanto mirati ma in grado di evitare ulteriori pasticci”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 10 marzo 2016

L’ordine del giorno presentato a nome del Governo sul tavolo dei call center

Il giorno 9 marzo 2016, presso il Ministero dello Sviluppo  Economico, sono state convocate le organizzazioni dei lavoratori e  delle imprese che operano nel settore call center per un’analisi delle criticità presenti e l’individuazione delle possibili soluzioni.
L’incontro segue i colloqui bilaterali promossi dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con i rappresentanti dell’offerta, della domanda e degli operatori dello specifico servizio.
Premesso che il Governo ha già posto in essere una serie di misure volte a fronteggiare le numerose criticità che interessano il settore, tra cui la riduzione dell’aliquota IRAP (Legge di Stabilità per il 2015), che ha risposto all’esigenza di riduzione del costo del lavoro, la definizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa come criterio prevalente e la clausola sociale per i cambi d’appalto del settore, restano comunque altre significative criticità che necessitano di interventi in ambiti diversi, sia istituzionali che di natura privatistica.
Ciò premesso, al termine dell’incontro, presieduto dal Viceministro On. Teresa Bellanova, è stata data lettura del presente documento.

SITUAZIONE DI SETTORE
Il settore, che occupa circa 80.000 lavoratori, si caratterizza per due fattori distintivi: l’eccessiva frammentazione (circa 2.000 soggetti imprenditoriali) ed il forte impatto del costo del lavoro (circa il

venerdì 24 aprile 2015

Guida agli ammortizzatori sociali.

lunedì 13 febbraio 2012

Proposta CGIL per la riforma degli ammortizzatori sociali

Un sistema che poggia su due istituti: uno per le difficoltà temporanee o strutturali dell'impresa, in pratica l'attuale cassa integrazione però unificata rispetto allo strumento “ordinario” e “straordinario”, un altro per il sostegno al reddito delle persone il cui rapporto sia stato risolto, con l'unificazione delle attuali indennità di mobilità e di disoccupazione ordinaria. Sono questi le basi su cui si fonda la proposta della CGIL di riforma degli ammortizzatori sociali dati tratti inclusivi, equi ed economicamente sostenibili (anche perché non si può costruire uno strumento universale senza risorse).
Un contributo alla discussione che può essere fondamentale in questi giorni in cui si delinea, come priorità del governo, una revisione degli ammortizzatori sociali. La proposta presentata dalla CGIL alla fine del 2010, infatti, mantiene intatto tutto il suo rigore ed efficacia, anche per smascherare il facile gioco di chi dipinge corso d'Italia come il sindacato del “no”. Ma soprattutto si caratterizza per il fatto che consentirebbe di estendere la platea di dei beneficiari (soprattutto coloro che svolgono lavori precari e con basse qualifiche) di oltre 400 mila lavoratori, passando dal 50,4% dei lavoratori tutelati al 73,3%.
Nel dettaglio dello studio, elaborato dall'Ires e dal dipartimento del mercato del lavoro, si mette fine alle disposizioni in deroga e il connesso obbligo contributivo esteso a tutti i settori. E qui, come spiega il responsabile del mercato del lavoro, Claudio Treves, si aprono gli “aspetti problematici” dovuti alla nuova prospettiva: chi ha beneficiato dell'ammortizzatore in deroga, pagato dalla fiscalità generale, non sarà felice che questa condizione finisca ma è altrettanto chiaro come questo sia un passaggio obbligato per associare al