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lunedì 11 novembre 2019

Manovra: Cgil, giusta direzione, ma risorse limitate

Nel disegno di legge di Bilancio sono contenute misure che indicano una giusta direzione, ma allo stesso tempo la limitatezza delle risorse ne depotenzia l’efficacia”. È quanto si legge nella premessa del documento illustrato quest’oggi dalla vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, in audizione presso le Commissioni bilancio di Camera e Senato.
Il nostro – ha dichiarato Fracassi – è un Paese fermo, con disuguaglianze sempre più profonde, una grave crisi industriale, e un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, molto alto rispetto alla media europea, dilaga il lavoro povero e impoverito. Un quadro aggravato dalle passate politiche italiane ed europee, e di cui scontiamo e sconteremo le conseguenze. Tra queste la necessità – da noi condivisa – di neutralizzare le clausole di salvaguardia, pena l’aumento dell’Iva con effetti regressivi su consumi e, quindi, condizioni dei cittadini. Un provvedimento che però lascia ben poche risorse per altre misure”.
Nell’analisi dell’articolato della legge di Bilancio, ci si sofferma su quanto contenuto in materia fiscale. La Confederazione rileva “segnali di cambiamento condivisibili”. “Primo significativo passo – si legge nel documento – l’intervento sull’imposizione tributaria sui lavoratori, che però dovrà essere raddoppiato nel 2021, e dovrà inserirsi in una complessiva riforma, per garantire maggiore equità fiscale e progressività sia sui lavoratori che sui pensionati”. La vicesegretaria generale della Cgil ha sottolineato anche come la

mercoledì 13 febbraio 2019

Cgil, nessuna autonomia senza solidarietà

Nessuna autonomia senza solidarietà, e senza garantire stessi diritti ai cittadini di tutte le Regioni, a partire da sanità, istruzione e formazione, lavoro e tutela dell’ambiente”. È quanto ribadito oggi dalla Cgil nel corso dell’iniziativa che si è tenuta a Roma presso la sede nazionale della Confederazione dal titolo ‘Quale autonomia differenziata?’, alla quale hanno dato il loro contributo, tra gli altri, Svimez e Confindustria (ascolta).
L’Italia – sottolinea la Cgil – è un Paese dalle forti e insostenibili diseguaglianze nella fruizione dei servizi pubblici e nell’esigibilità dei diritti fondamentali, che si accentuano drammaticamente nelle Regioni del Mezzogiorno. Una situazione che non si può fronteggiare – avverte – con l’attribuzione di maggiore autonomia ad alcuni territori, lasciandone indietro altri. Non si possono concedere più poteri e più risorse solo ad alcuni senza un quadro normativo comune e senza garantire la perequazione”.
Per ridurre le disparità e garantire l’uguaglianza dei diritti, il sindacato di corso d’Italia indica quindi alcune priorità: “innanzitutto – spiega – è necessario definire e garantire, in tutti gli ambiti, i Livelli Essenziali delle Prestazioni. È indispensabile definire sia leggi quadro sui principi fondamentali che fabbisogni standard connessi all’esigibilità della prestazione definita come essenziale, con il superamento graduale della spesa storica. Inoltre, non si può rompere il vincolo di solidarietà statuale e legare i

martedì 19 giugno 2018

Lavoro: Cgil, “Il peso delle diseguaglianze”

Le diseguaglianze nel lavoro si sono allargate durante la crisi e minacciano di condizionare lo sviluppo degli anni a venire. È stato questo uno dei temi fondamentali del convegno “Il peso delle diseguaglianze” svoltosi oggi a Roma.
Sono intervenuti: Fulvio Fammoni (Presidente Fondazione Di Vittorio), Carlo Buttaroni (Presidente Tecnè), Pier Giorgio Ardeni (Presidente Istituto Cattaneo), Massimiliano Tarantino (Segretario generale Fondazione Feltrinelli), Enrico Giovannini (Portavoce Asvis). A concludere i lavori il Segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
La disoccupazione ufficiale è alta (circa 2 milioni e 907 mila unità) e anche nel corso del 2018 difficilmente scenderà sotto la soglia dell’11%. Le persone che dichiarano ulteriormente di sentirsi in cerca di occupazione (condizione dichiarata nella rilevazione continua sulle Forze di lavoro dell’Istat) sono altre 2milioni e 597 mila, per un totale di circa 5 milioni e mezzo (dato confermato anche dal tasso di mancata partecipazione).
Le probabilità (Fonte Eurostat) per un disoccupato di trovare lavoro in Italia ci vedono al penultimo posto in Europa subito prima della Grecia.
La mancanza di lavoro è ovviamente il principale fattore di diseguaglianza, ma anche fra chi lavora le differenze sono rilevanti.
Gli occupati part time involontari sono 2 milioni 627 mila, passando dal 38,3% del totale p.t nel 2007 al 61% nel 2017.
Gli occupati temporanei non volontari (95,7% del totale temporanei nel 2017) sono 2 milioni 849

mercoledì 8 marzo 2017

8 Marzo: Cgil, oggi assemblee pubbliche e nei luoghi di lavoro per combattere la violenza contro le donne e le disuguaglianze

Oggi, in occasione dell’8 marzo, si svolgeranno assemblee pubbliche e in tutti i luoghi di lavoro scioperi, manifestazioni, spettacoli, flash mob, iniziative promosse dalla Cgil per dare seguito alla grande mobilitazione generale che vedrà le donne protagoniste in tante parti del mondo per combattere la violenza maschile e le crescenti disuguaglianze e discriminazioni nel lavoro, a partire dalla disparità salariale tra uomini e donne, in continuo aumento”. Così la responsabile delle politiche di genere della Cgil, Loredana Taddei.
Negli ultimi anni – sottolinea la dirigente sindacale – gli attacchi alla libertà delle donne si sono moltiplicati in molti Paesi. Negli ultimi 20 anni di storia, sul piano dei diritti e della condizione economica femminile abbiamo visto regredire pesantemente il nostro Paese. Riguardo la partecipazione economica la nostra arretratezza è evidente: nel confronto con 145 Paesi siamo 111esimi in classifica.
Inoltre, meno del 47% delle donne ha un impiego retribuito, contro il 65 degli uomini. Nel Mezzogiorno la disoccupazione femminile sfiora il 40% . Ma il vero gap è nel salario: secondo l’ultimo rapporto del World Economic Forum negli ultimi tre anni è rallentata la tendenza verso la parità salariale e di questo passo sarà effettiva fra 170 anni. Le donne italiane guadagnano in media il 16% in meno l’ora rispetto agli uomini e su base annua il divario raggiunge il 31%, considerando che il part-time, sempre più spesso involontario, è molto più diffuso tra le donne.
La scelta della Cgil di mettere al centro della propria azione contrattuale e sociale i temi della dignità e dei diritti nel lavoro, del superamento delle disuguaglianze e delle discriminazioni, contenuti nella Carta dei Diritti Universali – conclude Taddei – non si esaurisce con l’8 marzo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 5 luglio 2016

Ttip: Durante (Cgil), interrompere il negoziato

Se il Ttip saltasse, come paventa il ministro Calenda, non ci stracceremmo certo le vesti. Considerando il modo in cui se ne sta discutendo, senza partecipazione dei cittadini e in un contesto di deficit democratico, e i contenuti che si conoscono, specie su agricoltura e sicurezza alimentare oltre che sulle pretese delle multinazionali, è bene che il negoziato sia interrotto”. Così Fausto Durante, responsabile Politiche europee e internazionali della Cgil nazionale, a margine del convegno ‘Il Trattato commerciale Ue-Usa (Ttip): preoccupazioni e proposte di parti sociali e imprese’ tenutosi oggi alla Camera dei deputati.
Le logiche prevalenti sul commercio internazionale devono essere cambiate – sostiene Durante – per tornare a un’idea di crescita solidale e sostenibile di tutte le aree del mondo, in un quadro di diritti e di nuove opportunità per quelle meno sviluppate e di superamento di squilibri e disuguaglianze”.
Il Ttip – prosegue – non ha questa ambizione e tende, anzi, a riprodurre l’impianto di ispirazione neoliberista che ha già prodotto tante conseguenze negative per l’economia su scala globale”.
Servono, invece, trattati commerciali che portino vantaggi per i cittadini, per i consumatori e per i lavoratori – sottolinea il dirigente sindacale – ispirati da una cultura e da una volontà politica opposte a quelle che influenzano il negoziato in corso”.
Perciò, e su questo abbiamo opinioni convergenti con il sindacato degli Usa, – conclude Durante – il Ttip va fermato”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 10 novembre 2015

Amianto: domani presidio di sindacati e associazioni davanti a ministero Lavoro

Domani, mercoledì 11 novembre, CGIL, CISL, UIL, AFEVA (Associazione Familiari Vittime Amianto), AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto) e ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) manifesteranno davanti alla sede del ministero del Lavoro di via Veneto, a Roma.
Dalle ore 10 alle ore 16 si terrà un presidio per chiedere la modifica del decreto ministeriale del 4 settembre 2015 sull'accesso al Fondo Vittime dell'Amianto dei malati civili di mesotelioma.
Per i sindacati confederali, l'ANMIL e le Associazioni Vittime Amianto, il decreto emanato dal dicastero deve cambiare perché:

  • le risorse messe a disposizione non sono sufficienti a soddisfare le necessità e non vengono utilizzate appieno quelle già disponibili nel Fondo Nazionale delle Vittime dell’Amianto, istituito dalla legge 224 del 2007;
  • introduce nei trattamenti risarcitori differenze e disuguaglianze tra le vittime dell’amianto per attività lavorative e i cittadini contaminati ambientalmente.

Il provvedimento in questione, non avendo tenuto conto delle proposte rappresentate dalle Organizzazioni Sindacali e dalle Associazioni, crea ingiustizia e disuguaglianza tra i malati di mesotelioma vittime dell’amianto.
CGIL, CISL, UIL, AFEVA, AIEA e ANMIL manifesteranno quindi davanti al ministero del Lavoro e chiederanno un incontro con il Ministro Poletti per modificare e migliorare il decreto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 24 luglio 2015

Lo studio della Fisac Cgil: Salari fermi dal 1993

Ventidue anni fa il governo Ciampi firmava con le parti sociali il protocollo noto come 'il 23 luglio '93'. A distanza di ventidue anni il bilancio di quell'accordo vede i contratti aver difeso i salari dall'inflazione ma senza che siano cresciuti. I motivi? Fisco troppo pesante sul lavoro, non è cresciuta la produttività mentre a crescere sono state le diseguaglianze. Per questo c'è bisogno, oggi come allora, di un nuovo patto, un patto tra gli onesti contro l'evasione e uno straordinario piano per l'occupazione dei giovani”. La Fisac Cgil, la categoria dei lavoratori del credito della Cgil, ha presentato ieri a Milano il rapporto annuale sui salari, nella ricorrenza dei ventidue anni dalla firma del protocollo del 23 luglio '93.
Nel report della Fisac Cgil, frutto del lavoro dell'istituto di ricerca della categoria, l'Isrf Lab, si passa nello specifico in rassegna gli effetti che la 'grande crisi' dopo sette anni ha generato: dal 2008 al 2014 una perdita di Pil pari al -9,1% (contro una crescita mondiale del 20,5% e una flessione nell'Eurozona del -0,8%) che ha bruciato 160 miliardi di ricchezza, un crollo degli investimenti