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venerdì 7 settembre 2018

Lavoro: Cgil, bene che idea lavoro dignitoso entri in dibattito Confindustria

Apprezziamo e ci conforta non solo che l’idea del lavoro dignitoso sia uno degli architravi del pensiero di Papa Francesco e della cultura sociale della Chiesa, ma che questo tema cominci ad entrare nel dibattito interno a Confindustria”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale a commento dell’intervista esclusiva de Il Sole 24 Ore di oggi al Santo Padre.
Il ruolo strategico del lavoro, del lavoro dignitoso, per un futuro di crescita economica nel solco della sostenibilità: questo il pensiero di Papa Francesco, che condividiamo e su cui quotidianamente basiamo il nostro impegno come sindacato”, sostiene la Cgil. “L’attenzione dedicata oggi a questi temi dal quotidiano di Confindustria – prosegue – ci fa sperare in una sempre maggiore sensibilità da parte del mondo delle imprese”.
Proprio sui punti affrontati nell’intervista – si ricorda nella nota – a maggio di quest’anno Ediesse, casa editrice della Cgil, ha pubblicato il volume ‘Il lavoro è dignità’, in cui vengono raccolti e commentati gli interventi più significativi del Papa sul lavoro”. Il libro è curato da padre Giacomo Costa e Paolo Foglizzo, rispettivamente direttore e redattore di Aggiornamenti sociali, la rivista mensile della Fondazione culturale San Fedele di Milano.
Da tempo – conclude la nota – sosteniamo che il lavoro competente e dignitoso, in un contesto di grande innovazione, competizione globale e vincoli di sostenibilità ambientale e sociale sempre più forti, sia l’asse strategico per lo sviluppo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 22 maggio 2018

Rai: Governance prova fondamentale per il futuro governo

La formazione del nuovo governo coincide temporalmente con il rinnovo del consiglio di amministrazione della Rai. E’ assolutamente necessario che in questa nuova legislatura non si perpetui il copione secondo il quale la Rai diventa un bottino per la spartizione di poltrone, un’impresa da tenere al guinzaglio per motivi economici o per la sua capacità di indirizzare l’opinione pubblica.
Il servizio pubblico di nuova generazione dovrà svolgere una funzione essenziale, per condurre una nuova alfabetizzazione degli italiani nell’era digitale, far vivere nel presente la memoria audiovisiva e sonora, contribuire al rilancio del cinema e della radio, parlare del paese e del mondo e, finalmente, aprirsi all’estero diffondendo informazione e contenuti.
Nella stagione delle fake news, l’informazione di qualità sarà cruciale. Non solo. La vicenda dell’uso improprio dei dati degli utenti, esploso con il caso Facebook, interpella proprio la sfera della cosa pubblica, cui spetta il compito di porsi come interlocutore autorevole rispetto agli oligarchi degli algoritmi, ai potenti mercanti delle identità personali, recuperando credibilità e autorevolezza nei confronti dei cittadini.
Gli investimenti in nuove tecnologie, le sinergie con altre imprese per l’utilizzo delle nuove piattaforme, il passaggio al Dvb-t2, il miglioramento della presenza sul Web, sono tutti temi che competono anche al Governo e alle sue scelte di politica industriale per il nostro paese.
La valorizzazione dei territori dovrà inoltre diventare un asse strategico per il rilancio del servizio

venerdì 4 maggio 2018

Depressione post-Davos

Partecipo fin dal 1995 all'annuale conferenza del World Economic Forum a Davos, in Svizzera – dove la cosiddetta élite globale si riunisce per discutere dei problemi del mondo. Non me ne sono mai andato via più scoraggiato di quest'anno. Il mondo è afflitto da problemi quasi ingestibili. La disuguaglianza sta crescendo soprattutto nelle economie avanzate. La rivoluzione digitale, malgrado il suo potenziale, porta anch'essa seri rischi per la privacy, la sicurezza, l'occupazione e la democrazia – rischi aggravati dal crescente potere monopolistico di pochi giganti dei dati americani e cinesi, compresi Facebook e Google. Il cambiamento climatico sta determinando una minaccia esistenziale per l’intera economia globale.
Ma, forse, più scoraggianti di tali problemi sono le soluzioni che vengono messe in campo. A Davos, i CEOs di tutto il mondo hanno infarcito la maggior parte dei loro discorsi con affermazioni sull'importanza dei valori. Le loro attività, proclamano, sono volte non solo a massimizzare i profitti per gli azionisti, ma anche a creare un futuro migliore per i loro lavoratori, per le comunità in cui vivono e più in generale per il mondo. Ma la verità è che, una volta ascoltati i loro discorsi, viene meno ogni illusione sui valori che li motivano. Questi CEOs sembrano più preoccupati del contraccolpo di natura populista contro il tipo di globalizzazione che hanno plasmato e che ha dato loro immensi benefici.
Non sorprendentemente, queste élite economiche a mala pena percepiscono la dimensione del fallimento di questo sistema nei confronti di larghi strati di popolazione in Europa e negli Usa,

venerdì 17 novembre 2017

Ue: Cgil, bene Pilastro europeo diritti sociali, sia inizio per cambio di rotta

La Cgil accoglie con favore la proclamazione del Pilastro europeo dei diritti sociali, avvenuta oggi a Goteborg in occasione del Summit sociale dei capi di stato e di governo dell’Ue. Ci auguriamo che questa firma non si limiti ad essere un segnale, ma l’inizio di un cambio radicale di rotta delle politiche dell’Unione Europea”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale.
“Se da un lato i contenuti del Pilastro, seppur con alcuni limiti, sono ampiamente condivisibili, dall’altro – sottolinea la Confederazione – occorre che l’Ue cambi radicalmente le sue politiche economiche e il modello di governance”.
Per la Cgil “è quanto meno schizofrenico, e per alcuni aspetti inconciliabile, proporre la ratifica del Fiscal Compact, sia che essa avvenga attraverso una Direttiva che nei Trattati, e allo stesso tempo perseguire ambiziose politiche sociali come enunciato nel Pilastro”.
Occorre quindi – si legge nella nota – armonizzare le politiche economiche e quelle sociali e rimettere al centro dell’agenda politica il lavoro e la sua qualità, il miglioramento delle condizioni di vita, un piano europeo sull’immigrazione ispirato al rispetto dei diritti umani, il dialogo sociale e il ruolo del sindacato e della contrattazione collettiva che dovrebbe essere favorita ad ogni livello”.
Insieme alla Confederazione Europea dei Sindacati (Ces/Etuc) saremo impegnati nei prossimi mesi a vigilare affinché il Pilastro sia implementato e le proposte che ne derivano siano vincolanti per i Paesi membri e – conclude la Cgil – conducano ad un’effettiva maggiore convergenza, a partire dalla lotta al dumping salariale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

sabato 15 luglio 2017

FDV Cgil e Tecnè: Camusso, indagine conferma quanto ci viene rappresentato nei luoghi di lavoro

L’indagine della Fondazione Di Vittorio e Tecnè, conferma sul tema delle diseguaglianze, della vulnerabilità sociale e della fiducia economica, il clima che costantemente ci viene rappresentato nei luoghi di lavoro”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
Gli effetti di una crisi lunghissima e ancora non conclusa – aggiunge il leader della Cgil – hanno fatto sedimentare nelle persone e nei lavoratori un senso di incertezza e di sfiducia. Per ribaltare questo stato di cose, non serve né l’ottimismo di maniera né interventi spot, ma un’azione coordinata e stabile che punti a rafforzare lo sviluppo e a dare certezze per il futuro. Servono anzitutto investimenti produttivi, a partire da quelli pubblici anche come forma di traino verso quelli privati, da non computare nel fiscal compact. Questo è il vero contenzioso economico da aprire in Europa e che vedrebbe concordi molti altri paesi europei”.
Per Camusso è necessario “Un lavoro stabile e di qualità che guardi alle trasformazioni tecnologiche e future. E’ troppo grande, infatti, l’area di chi non lavora in Italia e di chi ha un lavoro precario. Per questo, collegato agli investimenti, serve un piano per il lavoro e un corredo di diritti

martedì 6 dicembre 2016

Comunicato Cgil sull’esito del referendum

Il referendum sulla riforma costituzionale ha dato un esito inequivocabile, con una netta maggioranza di NO, ancor più significativa in considerazione di un numero di votanti oltre il 68%, al di là delle più ottimistiche previsioni.
La Segreteria della CGIL ringrazia i dirigenti, i delegati ed i militanti per l’impegno profuso a sostegno delle posizioni di merito che hanno motivato l’indicazione di voto da parte della CGIL, nel rispetto delle scelte individuali di singoli dirigenti e militanti.
È stato importante aver scelto una posizione scevra da logiche di schieramento e di contrapposizione, bensì tesa a rimarcare come la riforma proposta, pur proponendo titoli giusti, fosse profondamente sbagliata nel suo svolgimento, nella sua impostazione di accentramento dei poteri dell’Esecutivo.
La Segreteria della CGIL sottolinea altresì come la battaglia comune condotta con ANPI e ARCI abbia in modo determinante contribuito a far conoscere a tante e tanti il merito della riforma e le ragioni di una posizione che aveva ed ha come unico scopo quello di difendere la Costituzione nata dalla Resistenza.
La CGIL continuerà con fermezza la propria battaglia per la piena attuazione della Carta costituzionale, per un allargamento degli spazi democratici di partecipazione dei cittadini e per una coerente riduzione dei costi della politica, senza nulla concedere al qualunquismo, al populismo di chi cavalca l’antipolitica che è anzitutto nemica della democrazia.
In particolare, la CGIL impegna tutte le proprie Strutture ed i propri delegati e militanti a sviluppare una ancora più forte iniziativa a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare ‘Carta dei

martedì 18 ottobre 2016

Caporalato: Camusso, finalmente una legge buona e giusta

Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo il via libero definitivo della Camera al disegno di legge di contrasto al caporalato.
Una legge – aggiunge – fortemente voluta dalla Cgil, conquistata a prezzo di dure battaglie, di morti e di centinaia se non migliaia di uomini ridotti in condizioni di vera e propria schiavitù”.
“Ringraziamo il Parlamento – conclude il segretario della Cgil – per il lavoro svolto in aula e nelle Commissioni di Camera e Senato che, con grande impegno, hanno elaborato, discusso e portato al voto un’ottima legge”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 4 aprile 2016

Cgil, incentivi non hanno effetti duraturi su occupazione, Governo corregga il tiro

Il doping dell’esonero contributivo non ha avuto effetti duraturi sul mercato del lavoro, i dati di oggi lo dimostrano e quello che preoccupa di più è il tasso di occupazione in calo”. Così Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, commenta i dati provvisori dell’Istat su occupati e disoccupati diffusi oggi.
Il tasso di occupazione a febbraio cala di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente, attestandosi al 56,4% – specifica Sorrentino – e l’Istituto registra 97 mila occupati in meno, soprattutto nella fascia tra i 25-49enni. Significa che, come diciamo da sempre – sottolinea la dirigente sindacale – dare alle imprese soldi a pioggia e a fondo perduto senza nessuno stimolo alla crescita e all’occupazione stabile e di qualità non produce effetti positivi ma distorsivi sul mercato del lavoro, e a farne le spese sono i lavoratori e il Paese”.
Per Sorrentino “è immotivato l’entusiasmo di chi in queste ore commenta positivamente il fatto che, a fronte di 16 miliardi di euro investiti nella stabilizzazione dei contratti, il saldo annuo superi di poco le 200 mila unità. Un dato – spiega – assolutamente in linea con quelli del 2014, quando l’esonero contributivo non c’era e non erano stati cancellati diritti fondamentali ai lavoratori, come fatto con il Jobs act”.
La segretaria confederale della Cgil chiarisce poi che “il calo di 22 mila dipendenti a termine può essere certamente un dato sensibile alle variazioni stagionali, ma la diminuzione di 92 mila lavoratori permanenti preoccupa, e molto, così come il fatto che salgano i tassi di disoccupazione (+0,1% su