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giovedì 9 gennaio 2020

Istat: Cgil, confermati ritardi nostro mercato del lavoro

“I dati apparentemente positivi, in particolare quelli relativi a giovani e donne, diffusi oggi dall’Istat, non devono sottacere i gravi ritardi del nostro mercato del lavoro”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta le ultime rilevazioni Istat su ‘occupati e disoccupati’.
Per la dirigente sindacale “la stima mensile non è sufficiente a dare significative indicazioni di tendenza. Quanto rilevato a novembre evidenzia una sostanziale stagnazione, così come il 2019”. “In Italia – prosegue Scacchetti – il lavoro è precario per più di 3 mln di persone; la disoccupazione continua, oramai da quasi dieci anni, ad essere il terzo tasso più alto d’Europa, dopo Spagna e Grecia; pesantissimo il divario di genere (gli uomini occupati sono il 70%, mentre le donne il 50%), drammatico quello territoriale (divario occupazionale Nord-Sud è di quasi il 30%, con alcune regioni settentrionali sopra il 75%, e alcune meridionali appena sopra il 40%. Tutto ciò con una marcata ripresa della CIG)”.
“Chiediamo quindi al Governo un’iniziativa più vigorosa, in cui il buon lavoro – aggiunge Scacchetti – diventi una priorità, un’ossessione. Vanno invertite quelle politiche che negli anni hanno generato precarietà, flessibilità, riduzione dei diritti, impedendo al Paese di crescere. Serve quindi un Piano del Lavoro, che crei occupazione attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati. È necessario rafforzare ed estendere tutele e diritti a tutte le lavoratrici e i lavoratori così come proponiamo con la Carta dei diritti. Infine – conclude la segretaria confederale – occorre il riconoscimento della reale rappresentanza sindacale che metta fine ai contratti ‘pirata’, responsabili di dumping salariale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 30 gennaio 2019

Cgil e Fdv, report ‘Le anomalie del mercato del lavoro fra Italia e Europa’

Nonostante un lieve recupero, nel 2018, i principali parametri dell’occupazione italiana restano ancora molto distanti dalla media dell’Eurozona e in alcuni casi il divario aumenta”. È quanto afferma il Presidente Fondazione Di Vittorio Fulvio Fammoni commentando il report curato dalla Fondazione su Le anomalie del mercato del lavoro fra Italia ed Europa.
Nel dettaglio, spiega Fammoni “il tasso di occupazione italiano è più basso di 8,6 punti percentuali e, simmetricamente, il tasso di inattività più alto di 7,7 punti rispetto alla media europea. Il tasso di disoccupazione – prosegue – è “solo” 2,3 punti superiore a quello dell’Eurozona, ma come è noto, una quota di disoccupati è statisticamente riscontrabile all’interno dell’inattività”. Per il presidente Fdv un altro dato “di rilievo” è la sostanziale differenza nella situazione italiana dovuta alla condizione geografica, “il Nord – sottolinea Fammoni – ha tassi di occupazione in linea con quelli europei, mentre il Sud registra un ritardo di oltre 20 punti percentuali”. In conclusione avverte il Presidente di Fdv “la qualità del lavoro in Italia è peggiorata. Lo dimostra la crescita dei lavori a tempo determinato e del part-time involontario”. Infatti come riportato nella ricerca il numero di occupati full-time nel 2018 è pari a quasi 19 milioni (sostanzialmente ai livelli del 1993, primo anno disponibile nella serie

mercoledì 9 gennaio 2019

Lavoro: Cgil, il Paese è fermo

Il mercato del lavoro è ormai da troppi mesi immobile. Il Paese è fermo, anzi, dai dati diffusi quest’oggi dall’Istat su ‘occupati e disoccupati’ si intravede, ancor più distintamente, l’avvicinarsi del rischio recessione, un rischio aggravato ulteriormente dalla stagnazione della produzione industriale”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
La dirigente sindacale esprime particolare preoccupazione per il dato sugli occupati (58,6%), e sottolinea: “si ripete sostanzialmente dalla scorsa primavera. Tra gli occupati, su base annua, crescono solo gli ultracinquantenni e calano tutte le altre fasce di età. Diminuisce l’occupazione femminile e quella dipendente. Cala la disoccupazione, ma solo a fronte dell’aumento degli inattivi e dell’esaurirsi dei tempi degli ammortizzatori sociali, e il dato sull’occupazione giovanile ristagna, ormai da troppo tempo, al 31,6%”.
Il futuro del Paese, e le rilevazioni di oggi lo dimostrano, ha bisogno di ingenti investimenti per la creazione di lavoro, a partire dalle infrastrutture materiali e immateriali. Purtroppo – conclude Scacchetti – la manovra economica del Governo non va in questa direzione: diminuiscono gli investimenti e si depotenziano le già esigue iniziative e misure in materia di politiche attive. Per questo il 9 febbraio saremo in piazza a Roma, insieme a Cisl e Uil, per un’importante manifestazione nazionale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 1 novembre 2018

Lavoro: Cgil, quadro preoccupante, ma nessun intervento adeguato nella Manovra

Accelerano i processi di precarizzazione e di peggioramento della qualità del lavoro. È imbarazzante il rimpallo delle responsabilità della politica, che continua a non affrontare i nodi strutturali della debolezza del mercato del lavoro. Anche questa legge di Bilancio non contiene misure forti a favore dell’occupazione, a partire da giovani e donne, della crescita e di investimenti pubblici e privati”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti a commento dei dati provvisori Istat su occupati e disoccupati diffusi oggi.
Le rilevazioni – sottolinea la dirigente sindacale – confermano le difficoltà di un mercato del lavoro che soffre da tempo di tassi di crescita inferiori alla media europea, in cui rimane un’incidenza drammatica della disoccupazione giovanile, che riguarda un giovane su tre e che ha alimentato negli ultimi anni un processo di forte emigrazione verso l’estero”.
Un mercato del lavoro definito da Scacchetti “debole e frammentato”, in cui, come la Cgil ha più volte denunciato, “il recupero occupazionale è quasi tutto concentrato nei settori a più basso valore aggiunto e sulle fasce più mature dell’occupazione, anche in ragione dell’allungamento della permanenza al lavoro per le sbagliate riforme previdenziali, oltre che caratterizzato da molte meno ore lavorate rispetto al periodo pre-crisi”.
Questo quadro per Scacchetti “non fa che aumentare la nostra preoccupazione e il nostro giudizio di inadeguatezza sulla manovra, priva di interventi a favore di occupazione e crescita e, se

martedì 18 settembre 2018

Cgil, Cisl, Uil sollecitano tavolo a Di Maio

Cgil Cisl e Uil rinnovano, con una lettera inviata oggi, al Ministro Di Maio la richiesta di apertura di un tavolo di confronto sugli interventi in materia di mercato del lavoro.
Pensiamo sia necessario, anche alla luce dei singoli provvedimenti che si stanno definendo in queste ore, avviare un confronto sistemico su quelle che, per parte nostra consideriamo urgenze che devono trovare risposte, a partire dagli interventi che saranno definiti nella prossima legge di stabilità.
In particolare la situazione di perdurante difficoltà di parte del sistema produttivo rende necessario da una parte  superare le rigidità di una normativa sugli ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro che ha ridotto le coperture per misura e per durata e, contestualmente, attivare adeguati investimenti sul sistema delle politiche attive del lavoro, dando garanzia di attuazione ai livelli essenziali delle prestazioni, rafforzando ruolo e operatività dei centri per l’impiego, e dando stabilità e certezza  al sistema delle agenzie e degli istituti che costituiscono il sistema delle politiche attive.
Su tali scelte riteniamo sia utile il confronto con le organizzazioni sindacali confederali , con l’obiettivo, pensiamo condiviso, di affrontare i problemi del Paese, ripartendo dalla centralità del ruolo del lavoro.”
Leggi il documento

martedì 31 gennaio 2017

Lavoro: Cgil, disoccupazione giovanile vera emergenza sociale

La disoccupazione giovanile al 40% è la vera emergenza sociale del nostro Paese. Nessun commento ottimistico può accompagnare i dati sugli occupati e sui disoccupati di dicembre 2016 diffusi oggi dall’Istat”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
“Incrementi di qualche migliaio di occupati a mesi alterni – sottolinea Scacchetti – che si distribuiscono volta per volta tra giovani, donne e over 50, rendono drammaticamente evidente che il nostro mercato del lavoro è fermo”.
La riduzione degli sgravi e delle decontribuzioni a pioggia – aggiunge la segretaria della Cgil – sta facendo, mese per mese, calare le attivazioni di nuovi contratti a tutele crescenti. Queste restano positive, ma in forte diminuzione rispetto all’esplosione del 2015. Inoltre, più del 75% delle nuove attivazioni è a tempo determinato, segno che anche quando si creano nuovi posti di lavoro questi sono fragili ed incerti”.
Questa situazione – prosegue Scacchetti – non può essere affrontata solo sollecitando politiche a favore della occupabilità. Serve, come la Cgil propone da mesi, un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, anche con creazione diretta di posti di lavoro. Sono necessarie – aggiunge – scelte di politica industriale, e occorre valorizzare il ruolo della contrattazione per affrontare una fase ancora critica della nostra economia. Fase che, con la riduzione degli ammortizzatori sociali, nei prossimi mesi porterà ad un incremento dei licenziamenti nelle realtà produttive più deboli”.
Insieme a Confindustria – ricorda la segretaria confederale – lo scorso settembre abbiamo sottoscritto un avviso comune su questi temi, ora sarebbe utile che il Governo attivasse un’interlocuzione per affrontare i tanti problemi in campo”.
“I dati di oggi – conclude Scacchetti – rafforzano le ragioni della campagna a favore della Carta dei diritti e dei referendum che la sostengono. Quella dell’indebolimento dei diritti e della spinta verso forme di lavoro sempre meno tutelate è una strada che si è dimostrata fallimentare. 
Ripartire dal lavoro e dal lavoro di qualità è l’unica via per invertire una tendenza negativa e consentire crescita e sviluppo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil