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giovedì 9 febbraio 2017

Lavoro: Cgil, necessarie operazione verità su morti e misure adeguate per sicurezza

Da anni, insieme alle altre organizzazioni sindacali, chiediamo a Governo e enti preposti di avviare una grande operazione di verità sulle morti sul lavoro e di adottare misure adeguate per favorire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Non può che farci piacere, quindi, che un grande quotidiano come ‘la Repubblica’ si occupi di questo dramma. L’inchiesta pubblicata oggi sulle sue pagine conferma quanto da noi denunciato da tempo, ovvero la sostanziale sottovalutazione del fenomeno da parte delle statistiche Inail e, conseguentemente, dei decisori politici”. Così Sebastiano Calleri, responsabile Salute e Sicurezza della Cgil nazionale.
La Cgil – prosegue il dirigente sindacale – è pronta a fornire analisi e dati sulla situazione, descritta dalle migliaia di nostri delegati, Rls e Rsu che ogni giorno si battono per ottenere condizioni di lavoro civili e per affermare i valori della prevenzione, della salute, della sicurezza”.
È assolutamente necessario e urgente riaprire un dibattito sul lavoro e le sue condizioni, temi – conclude Calleri – su cui è incentrata la Carta dei diritti promossa dalla Cgil e sostenuta dal percorso referendario”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 3 ottobre 2016

Immigrazione: Cgil, no a muri, serve politica comune per fermare dramma dei profughi

Sono passati tre anni da una delle più grandi stragi di migranti dei nostri tempi, in cui morirono oltre 360 uomini, donne e bambini, ma continuiamo ad assistere ad uno stillicidio di persone che muoiono in mare nel tentativo di attraversare le frontiere di un’Europa sempre più fortezza, alla ricerca di una vita migliore di quella che si lasciano alle spalle, segnata da fame, persecuzioni e disperazione. La Cgil è indignata di fronte all’erigersi dei muri contro i migranti in Europa, e preoccupata per la totale mancanza di una politica europea comune in grado di intervenire in modo coeso e responsabile per fermare il dramma dei profughi”. 
È quanto si legge in una nota del dipartimento Immigrazione della Cgil nazionale, a firma Selly Kane e Kurosh Danesh, diffusa oggi in occasione della prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita in ricordo del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013.
L’Ue persevera nelle scelte sbagliate e l’Accordo con la Turchia, ne è la dimostrazione: chiediamo che questo venga stralciato e che vengano sospesi gli accordi esistenti con i Paesi terzi che non offrono adeguate ed effettive garanzie dei diritti, come quello siglato nei mesi scorsi tra l’Italia e il Sudan”, proseguono Kane e Danesh. Nella nota si sottolinea poi come “il minimo sforzo comune raggiunto nell’Agenda Junker del 2015 sulla ricollocazione di 120 mila profughi siriani, eritrei e somali dall’Italia e dalla Grecia, sia risultato disatteso”.
La Cgil – si legge nella nota – chiede all’Europa e all’Italia di riattivare le operazioni di ricerca e salvataggio, prevedere canali di ingresso umanitari e superare il Regolamento di Dublino, di predisporre un’accoglienza dignitosa e diffusa e chiudere tutti i centri di detenzione in cui vengono violati i diritti umani”. Per i dirigenti sindacali “solo così si potranno evitare altre stragi e si potrà

mercoledì 7 ottobre 2015

Infortuni sul lavoro a Brescia, un tragico bilancio

Con gli infortuni sul lavoro accaduti nel fine settimana scorso, durante il quale hanno perso la vita 2 lavoratori, salgono a 26 i morti sul lavoro nella nostra provincia nel corso del 2015. 
Venerdi 2 ottobre Aniello De Luca di 47 anni è rimasto dilaniato dalle lame del silos di mangimi per animali; sabato 3 ottobre Domenico Fontana, 55 anni, è morto a Piamborno, schiacciato dal trattore che stava guidando. Un dato che non può non allarmare, nel loro insieme, le istituzioni e la società civile.
Ad oggi la tragica statistica dei morti registra ben 26 morti a Brescia e provincia, cifra che non si raggiungeva dal 2012 (31 morti), un aumento del 44,5% rispetto al 2013 e 2014 che contarono ben 18 morti per ciascun anno.
Dei 26 tragici eventi ben 8 lavoratori sono morti per caduta dall'alto, 7 sono rimasti schiacciati dal mezzo o dallo strumento che usavano per il loro lavoro, 6 sono morti durante il tragitto casa lavoro cd. “infortuni in itinere”.
Riteniamo che tutto questo non sia una casualità o pura fatalità ma frutto di una caduta di attenzione sul tema della Salute e Sicurezza per lavoratrici e lavoratori negli ambienti di lavoro.
Sarebbe utile rivedere la formazione dei lavoratori sui principi della salute e sicurezza, approfittare degli sgravi per investire in tecnologie adeguate, e fare della cultura e rispetto delle norme la sola via percorribile per contrastare il dramma che sta vivendo la nostra provincia.

Ufficio Salute Sicurezza Cgil Brescia

giovedì 24 settembre 2015

Morti sul lavoro, a Brescia è stillicidio continuo

Dopo la pausa estiva, insieme alla ripresa dell' attività lavorativa, cresce l'elenco dei morti e dei gravi infortuni sul lavoro, nella nostra provincia.
L'11 Settembre si è verificato un infortunio gravissimo ad un giovane di 33 anni di Bassano Bresciano, Manuele Fregoni, che insieme al padre aveva finito i lavori di sistemazione di un cortile a Olmeneta provincia di Cremona. Il ragazzo nel pulire una piccola betoniera è rimasto folgorato e si è accasciato a terra. Deceduto dopo 10 giorni all'ospedale di Cremona.
Il 19 settembre a Concesio, Luciano Zanardelli, pensionato di 60 anni muore per il ribaltamento del trattore che guidava. Facendo registrare un'altra vittima sempre in elevata classe di età.
Ancora una volta l'agricoltura e l'edilizia si confermano i settori più colpiti e per le stesse dinamiche mortali ribaltamento del mezzo e cadute dall'alto.
Sicuramente la nostra provincia rappresenta una delle più martoriate, 24 i morti dall'inizio del 2015 (la tabella dei dati), di cui 3 accorsi a pensionati che utilizzavano il trattore nelle loro terre. Erano stati 18 gli infortuni mortali nell'anno 2014 e 18 nel 2013.
La recente pubblicazione dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre ci ricorda che i dati Inail per il settore Agricoltura a livello nazionale riportano per il 2014, ben 189 mortali di cui 121 per ribaltamennto del mezzo.
Dati che dimostrano sempre più quanto sia indispensabile occuparsi dell'emergenza. Valutando quanto siano importanti gli incentivi, come il bando Fipit dell'Inail per il sostegno al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con riferimento alla innovazione tecnologica nelle piccole e micro imprese dell'edilizia agricoltura e dell’estrazione e lavorazione dei materiali lapidei. Bando che non ha riscosso grande successo, riportando solo 85 ammissioni di aziende agricole in Lombardia a fronte di uno stanziamento regionale preventivato per l'agricoltura di 1.691.829 euro.

Ufficio Salute Sicurezza Ambiente Cgil Brescia
dal sito di Cgil Brescia

venerdì 11 settembre 2015

Sette mesi di morti sul lavoro, «dati agghiaccianti»

Sette mesi di morti sul lavoro in Italia per un bilancio agghiacciante in cui, da gennaio a luglio, si contano 643 vittime. Sono 171 i lavoratori che hanno perso la vita in itinere e 472 coloro che sono deceduti in occasione di lavoro, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 pari al 9,5 per cento.
A raccontare questa prima immagine dell’emergenza morti bianche è la più recente indagine dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base di dati Inail.
“Numeri complessivi terrificanti che narrano una morte quotidiana con una media di oltre 90 vittime al mese. Incomprensibile come ancora non vengano consegnate risposte concrete a questa che è una piaga sociale ‘conclamata’ – sottolinea Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio - dove le morti, molto spesso, non sono dovute ad una tragica fatalità, ma sono piuttosto la conseguenza più tremenda e visibile della scarsa diffusione della cultura della sicurezza”.
La Lombardia, come sempre, è la regione maggiormente colpita con 70 vittime in occasione di lavoro, seguita dalla Toscana (46), dalla Campania (43), dal Veneto (42), dal Lazio (39), dall’Emilia Romagna (36) dalla Sicilia (35) e dal Piemonte (33). Seguono: Puglia (29), Abruzzo (16), Marche (15), Trentino Alto Adige (14), Umbria (12), Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sardegna (8), Liguria (7), Basilicata (6) e Molise (5).
Sul fronte del rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa per macroaree, è il Nordest che continua a far rilevare il dato peggiore con un indice di 32,7 contro una media nazionale di 21,1. Seguono: il Sud (31,1), le Isole (23), il Nord Ovest (16,2) e il Centro (15,4).
A livello regionale, invece, nei primi sette mesi del 2015 è il Molise ad indossare la maglia nera

martedì 21 aprile 2015

FERMARE LA STRAGE CHE SI CONSUMA NEL MEDITERRANEO

L’immane tragedia che si è consumata nel Mediterraneo riapre la discussione sulla incapacità delle istituzioni europee – diretta conseguenza del cinismo con cui la maggioranza degli stati membri dell’Unione scaricano sull’Italia un drammatico problema continentale – ad intervenire in maniera efficace sul flusso ininterrotto della immigrazione dal Nord Africa.
Cgil, Cisl, Uil e Forum del Terzo Settore invitano i bresciani a partecipare ad una manifestazione che avrà luogo martedì 21 aprile alle ore 17 in Piazza della Loggia.
Un presidio silenzioso davanti alle centinaia di vittime di quest’ultimo naufragio della speranza per centinaia e centinaia di persone la cui unica colpa era quella di cercare un futuro lontano dalle guerre e dalla miseria.
Un silenzio che vuole farsi appello a tutti coloro che hanno responsabilità politiche e di governo, ad ogni livello, per una assunzione di responsabilità che disegni una vera strategia politica dell’Italia e dell’Europa in grado di mettere fine alle stragi dei nuovi schiavisti che usano l’emigrazione come strumento di pressione e di ricatto verso le democrazie europee.

Aderiscono all’iniziativa
Cooperativa Il Mosaico, ADL Zavidovici, K-Pax, Pax Christi.

lunedì 20 aprile 2015

Immigrazione: "Fermare la strage. Subito!". Domani mobilitazione nazionale a Roma

La Cgil parteciperà domani alla giornata di mobilitazione nazionale per chiedere di fermare la strage nel Mediterraneo. All'indomani del naufragio che ha causato la morte di oltre 700 persone, la confederazione di corso d'Italia, insieme a decine di associazioni, organizzazioni sindacali e Ong, promuove iniziative in tutta Italia e un presidio nazionale a Roma per sollecitare un intervento urgente del governo e delle istituzioni europee. Di seguito il comunicato congiunto firmato dai promotori.

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate. Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte.
Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi, come dimostra quest’ultima tragedia in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari

giovedì 19 marzo 2015

21 marzo 2015: Giornata della memoria in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia

Click su immagine per ingrandire locandina
Care compagne e cari compagni,
il giorno 21 marzo p.v. si celebrerà a Bologna, “La giornata della memoria” in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia, organizzata da Libera con l'adesione di CGIL-CISL-UIL. Alla Marcia (qui puoi scaricare il percorso)  parteciperà il Segretario Generale Susanna Camusso.
CGIL-CISL-UIL saranno presenti con uno striscione unitario (SE SAI CONTARE INIZIA A CAMMINARE) dietro al quale invitiamo i compagni e le strutture che intendono partecipare alla marcia, di collocarsi (muniti possibilmente di bandiere della CGIL).
Inoltre vi informiamo che in preparazione dell'evento CGIL-CISL-UIL dell'Emilia-Romagna, hanno organizzato per il 17 marzo p.v. un convegno sul tema delle infiltrazioni mafiose nell'economia e nelle istituzioni con particolare riferimento alla realtà regionale.
In allegato trovate il programma, la cartina del percorso e la locandina della iniziativa.
Un caro saluto

Per la Segreteria Nazionale
Gianna Fracassi Nino Baseotto

mercoledì 11 febbraio 2015

Strage migranti: Cgil, ripristinare Mare Nostrum

"Ripristinare Mare Nostrum, creare corridoi umanitari, rivedere il regolamento di Dublino e definire un Piano nazionale per l'accoglienza: sono le risposte necessarie che l'Europa, e prima di tutto l'Italia, devono dare all'ennesima tragica strage di disperati in fuga dalle violenze e dalla guerra". Queste le parole di Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, all'indomani della morte di ventinove migranti nel Canale di Sicilia, a poche miglia da Lampedusa.
"Il nostro Paese - prosegue Lamonica - non può abituarsi alle morti e le parole di cordoglio non bastano più. Il Mediterraneo non può continuare ad essere le frontiera più pericolosa del mondo, dove le persone vengono abbandonate al loro destino, nelle mani di scafisti senza scrupoli".
"Mare Nostrum era stata una straordinaria risposta di civiltà e umanità", sostiene la dirigente sindacale. "Averla chiusa - spiega - ha significato privare di possibilità di soccorso in mare, oltre il limite delle acque territoriali, e ha eliminato i filtri sanitari e di prima accoglienza che quella missione garantiva".
"C'è stata una incosciente ipocrisia nel fingere che Triton, operazione con l'esclusivo obiettivo di proteggere le frontiere, ne potesse prendere il posto". "Triton - continua Lamonica - è stata l'inutile risposta di una Europa che dopo ogni tragedia ammette che non si fa abbastanza, per poi continuare ad essere tranquillamente indifferente".
"L'Italia non può arrendersi al cinismo ed alla propaganda di chi specula su una delle più grandi tragedie del mondo moderno per cercare su questo fortune elettorali". La dirigente sindacale conclude chiamando in causa l'esecutivo: "Il governo deve assumersi le sue responsabilità con più forza, conducendo la battaglia in Europa e, al contempo, attivando tutti gli strumenti possibili per limitare l'orrore e salvare le vite in mare. Mare Nostrum è uno di questi".

Fonte: Ufficio stampa Cgil

mercoledì 14 gennaio 2015

27 GENNAIO: GIORNO DELLA MEMORIA.

27 GENNAIO 1945: Venivano aperti i cancelli di

Auschwitz-Birkenau,
 
il più grande dei campi di sterminio nazista. 

Veniva alla luce la più grande tragedia della STORIA:

6 milioni di ebrei, zingari, slavi, omosessuali, portatori di handicap, oppositori politici, sterminati in nome di un lucido progetto di eliminazione “industriale”, finalizzato alla costruzione del cosiddetto “Ordine nuovo” nazista e fascista internazionale con lo scopo di eliminare o schiavizzare popoli e “razze “considerate inferiori, per l’edificazione del dominio della “razza eletta”.

27 GENNAIO: GIORNO DELLA MEMORIA.

Istituito, anche nel nostro paese dalla legge dello Stato n. 211 del 20 luglio 2000 per
ricordare chi ebbe il coraggio di stare dalla parte della giustizia
 e del rispetto della dignità umana.
Opporsi oggi al razzismo e all’odio.
Promuovere una cultura della solidarietà e dell’integrazione 
contro i tentativi negazionisti/revisionisti 
ed i populismi nazionalistici.


Martedì 27 Gennaio 2015 ore 17.30

FIACCOLATA

da scuole C.Battisti di borgo Trento al monumento agli Internati in piazza Militari bresciani caduti nei lager di via V.Veneto (palazzo Sanità/ITIS) dove interverranno:

ALBERTO DALLA VOLTA
pronipote di Guido e nipote di Alberto scomparsi nel lager di Auschwitz

ILARIA LODA
studentessa Liceo Calini    


ANPI – FIAMME VERDI - ANED - ANEI – CGIL – CISL – UIL – Rete studenti medi

Anpi Borgo Trento - Acli - Parrocchia Cristo Re - Circolo Lavoratori - Botteghe di Borgo Trento 
Gruppo di quartiere Campo Marte - Fnp Cisl San Bartolomeo/Casazza
 Spi Cgil S. Eustacchio/Borgo Trento e San Bartolomeo/Casazza