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giovedì 12 dicembre 2019

Lavoro: Cgil, Cisl, Uil, 12 dicembre seconda giornata di mobilitazione a Roma

Per il rinnovo dei contratti pubblici e privati, per il superamento dei contratti pirata, per una riforma e un piano di assunzioni nella Pubblica Amministrazione, il 12 dicembre Cgil, Cisl, Uil saranno di nuovo in piazza Santi Apostoli a Roma, a partire dalle ore 9.30, per il secondo appuntamento della mobilitazione nazionale per il lavoro, dopo quello di ieri (10 dicembre) sulle crisi industriali.
I protagonisti della manifestazione assemblea saranno le lavoratrici e i lavoratori che racconteranno la loro condizione, i loro problemi, e avanzeranno le loro proposte: dai settori della scuola e della ricerca, alla sanità, alla pubblica amministrazione. Dal palco inoltre interverranno anche i segretari generali di Cisl e Uil Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, e la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
Intanto, in tutta Italia proseguono iniziative, attivi e presidi nei luoghi di lavoro e nei territori. Terzo e ultimo appuntamento nazionale martedì 17 dicembre a Piazza Santi Apostoli sui temi dello stato sociale, la rivalutazione delle pensioni, la riforma fiscale e la legge sulla non autosufficienza. Prevista la partecipazione dei segretari generali delle tre Confederazioni.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 15 dicembre 2017

Di Ceglie (Slc Cgil), Poste: “assuma personale per garantire e sviluppare i propri servizi”

“Poste Italiane, in adeguamento alle proprie linee di business, ha necessità di personale non solo per sviluppare la propria rete logistica, ma anche per garantire i servizi universali all’interno degli Uffici Postali”, risponde così Nicola Di Ceglie, segretario nazionale Slc Cgil, alle affermazioni di Matteo Renzi nel corso della trasmissione Piazza Pulita.
“Il nostro convegno del 13 dicembre, alla presenza dei segretari Cgil Vincenzo Colla e Tania Scacchetti, ha messo in luce come sia cambiata la modalità di lavoro all’interno di questa azienda e quanto siano cambiate le condizioni di lavoro. Per questo, come sindacati, abbiamo ribadito la necessità di dare seguito al verbale sottoscritto in azienda lo scorso 30 novembre grazie a cui, attraverso 6000 assunzioni a tempo indeterminato, far fronte ai disagi che vivono quotidianamente i lavoratori in Poste Italiane.”
“La carenza di personale rischia di minare qualsiasi Piano Industriale venga varato dal Cda – ricorda Di Ceglie – non mettendo i lavoratori nelle condizioni di perseguire quegli obiettivi di business individuati dall’azionista.”
“Si rendono pertanto necessarie nuove assunzioni dal mercato esterno – conclude il sindacalista – partendo prima dai lavoratori che hanno già prestato servizio per Poste, con contratti a termine o attraverso aziende in appalto, che hanno pertanto acquisito quelle stesse professionalità di cui ora l’azienda ha bisogno.

lunedì 26 settembre 2016

Lavoro: FDV Cgil, nei primi sette mesi 2016 assunzioni a termine pari 71% totale


Studio della FondazioneSintesi
Nel settore privato, nei primi sette mesi del 2016, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 744 mila. 379 mila in meno ( – 33,7%) rispetto allo stesso periodo del 2015 e inferiori anche rispetto allo stesso periodo del 2014 e 2013.
Le assunzioni a termine, nei primi sette mesi del 2016, sono state, invece, circa 2,1 milioni e rappresentano ben il 71% dei nuovi rapporti di lavoro.
Sempre nei primi sette mesi del 2016, sono stati acquistati in Italia quasi 85 milioni di voucher, con un incremento rilevante rispetto allo stesso periodo del 2015 (61,9 milioni) e del 2014 (35,8).
Anche le trasformazioni in tempo indeterminato (179 mila) nei primi sette mesi del 2016 sono calate rispetto allo stesso periodo del 2015 ( ‑ 102 mila) e del 2014 ( ‑ 39 mila).
E’ quanto emerge da uno studio della Fondazione Di Vittorio, che rielabora i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps.
Per la Fondazione della Cgil, dunque, “Il lavoro precario e instabile si conferma nel 2016 la forma assolutamente predominante di accesso al mercato del lavoro e le nuove attivazioni a tempo indeterminato, inferiori non solo al 2015 ma anche al 2014, dimostrano in maniera evidente che l’elemento predominante per le scelte delle aziende è stato quello degli incentivi”.
Dallo studio della Fondazione sui dati Inps sulle assunzioni relative ai primi sette mesi del 2016, emerge che il saldo occupazionale complessivo (attivazioni/cessazioni) del tempo indeterminato (incluse le trasformazioni che però riguardano rapporti di lavoro già esistenti) resta, invece, positivo

mercoledì 18 maggio 2016

Lavoro: Cgil, Governo cambi verso e corregga errori Jobs act

Che fine hanno fatto i milioni di posti di lavoro creati con il Jobs act?”. Questa la domanda posta dalla segretaria confederale della Cgil Serena Sorrentino alla luce dei dati diffusi oggi dall’Osservatorio precariato dell’Inps, accompagnata dall’hastag #Polettirispondi.
“Potremmo commentare che a noi i conti tornano, visto che avevamo stimato sia l’effetto doping del Jobs act che il decalage delle assunzioni”, dichiara Sorrentino. “Avevamo infatti previsto – spiega – che l’occupazione sarebbe cresciuta di circa la metà rispetto a quanto annunciato dal Governo e che ci sarebbe stato un considerevole rallentamento con la riduzione degli incentivi, calcolo confermato oggi dall’Inps, che nel primo trimestre registra un calo delle assunzioni su base annua pari al 12,9%, da imputare soprattutto al crollo verticale dei tempi indeterminati”. 
“Ma avere ragione – prosegue – non è una soddisfazione perché parliamo di circa 15 miliardi di risorse pubbliche investite male e di tante speranze deluse per milioni di giovani italiani”.
Il Governo, come diciamo da mesi, può correggere gli errori e cambiare sia il meccanismo della decontribuzione che le norme del Jobs act”. La segretaria confederale della Cgil sottolinea quindi gli interventi prioritari per il sindacato di corso d’Italia: “l’abolizione dei voucher, che continuano a crescere in virtù della liberalizzazione (nel trimestre gennaio-marzo sono aumentati del 45,6% rispetto allo stesso periodo del 2015), la regolazione del tempo determinato e la modifica al sistema

lunedì 18 aprile 2016

Garanzia giovani: molta propaganda, poche assunzioni

Tanto rumore per (quasi) nulla. Solo pochi giorni fa il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha espresso per l'ennesima volta la propria soddisfazione per il successo di Garanzia giovani, ma i dati sembrano dimostrare l’esatto opposto. La distorsione propagandata dal governo, che furbamente si sofferma soltanto sulle percentuali dei presi in carico e non sulle assunzioni vere e proprie, oscura la mancata partecipazione al progetto che già dall’inizio ha coinvolto meno della metà del bacino potenziale. L’enorme sforzo economico – tra i più significativi di sempre nelle politiche di attivazione del nostro paese – sembra dunque essersi tradotto esclusivamente in ulteriori finanziamenti alle imprese, sia nella forma del bonus occupazionale, sia nel pagamento di manodopera sottopagata in forma di tirocinio, sempre di più una delle frontiere “estreme” del precariato.
Se l’impatto dal punto di vista occupazionale è del tutto trascurabile, emerge chiaramente il profilo di un “mercato delle aspettative” con migliaia di giovani disoccupati. Le numerose inefficienze e i ritardi tratteggiano un quadro complessivo di difficoltà delle politiche di attivazione che si conferma – anche in questa occasione – come il vero tasto dolente del welfare italiano. Possiamo dunque affermare che gli obiettivi non sono stati raggiunti, né rispetto al periodo della transizione al lavoro ancora incredibilmente distante dai quattro mesi ipotizzati, né per gli esiti occupazionali. L’inadeguatezza organizzativa, ma soprattutto la forte frammentazione

lunedì 7 settembre 2015

Telecom: Azzola (Slc Cgil), accordo separato inutile e nocivo per il futuro dell’azienda

Solo in Italia un’azienda può riempire i giornali dichiarando la necessità di dover assumere 4000 giovani prima, per poi sottoscrivere un accordo su 3330 esuberi. E solo nel nostro Paese si può realizzare un accordo in sede Ministeriale certificando esuberi che nella realtà non esistono e di cui nessuno conosce collocazione e ambito di attività.” Così Michele Azzola, segretario nazionale di Slc Cgil, commenta l’accordo sottoscritto dal Ministero, Cisl e Uil.
Null’altro se non arroganza può portare a dichiarare di voler gestire gli esuberi con i contratti di solidarietà quando il recente decreto di riforma degli ammortizzatori sociali non chiarisce se per un’azienda che ne ha già usufruito per quattro anni consecutivi vi sia ancora disponibilità di utilizzo, nè valutare gli impatti della riforma che incidono pesantemente sulla retribuzione dei lavoratori.”
Non è la trama di un film surreale ma sono i contenuti dell’accordo quadro sottoscritto oggi al Ministero dello Sviluppo Economico. Talmente surreale che lo stesso Ministero non ha sottoscritto l’intesa, firmata solo dalle parti, limitandosi a redigere un verbale d’incontro, forse per evitare di dover certificare esuberi per i quali non è stata affrontata la discussione prevista dalla legislazione vigente impedendo ogni approfondimento sulle motivazioni e sugli interventi necessari a

martedì 12 maggio 2015

Lavoro: Sorrentino (Cgil), no vera svolta ma regalo a imprese e meno diritti a lavoratori

Non ci troviamo di fronte ad una vera svolta, ma ad un grande regalo alle imprese e a meno diritti per i lavoratori”. Così il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, commenta i numeri dell’Inps.
Il dirigente sindacale sottolinea come “nel 2014 i rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono stati nel primo trimestre 379.508, di cui 117.711 effetto di trasformazione di contratti a termine e 24.620 da apprendistato”.
Se compariamo questi dati con quelli dei primi tre mesi del 2015 (Su 470.785 contratti a tempo indeterminato, 122.645 sono trasformazioni da contratti a termine e 26.396 da apprendistato) - aggiunge Sorrentino - ci accorgiamo che alla fine il saldo netto non è una ‘vera svolta’, considerando anche che i dati si riferiscono ai mesi in cui ha vigenza l’esonero contributivo della legge di stabilità e non il Jobs act”.
Per la segretaria della Cgil, “non occorreva, dunque, cancellare diritti per far aumentare il tempo indeterminato” e le domandi da porsi sono: “Se basteranno i soldi e se le imprese che beneficiano di questo ‘doping’ renderanno veramente stabili questi rapporti di lavoro o se finito l’incentivo torneranno a licenziare, visto che il governo non ha reso selettivi gli incentivi”.
La Cgil - conclude Sorrentino - aveva chiesto da subito che gli incentivi fossero condizionati all’occupazione aggiuntiva, mentre vediamo che la maggioranza sono trasformazioni. Il governo corregga l’errore nella legge di stabilità 2015”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil