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mercoledì 22 dicembre 2021

Lavoro: CGIL scrive a Orlando, prorogare ammortizzatori Covid

Con una lettera indirizzata quest’oggi al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, la CGIL chiede di “intervenire con una proroga degli ammortizzatori con causale Covid almeno fino al 31 marzo. Una richiesta di ulteriori tredici settimane che abbiamo già avanzato nella nostra proposta di emendamento alla legge di Bilancio”. 
Per la CGIL infatti “alla luce del perdurare delle difficoltà in alcuni settori produttivi riteniamo necessario continuare a tutelare le lavoratrici e i lavoratori. Pur non ignorando le importanti novità di carattere inclusivo introdotte dalla riforma degli ammortizzatori sociali, deve essere considerato che quasi certamente la sua operatività non sarà immediata e che potrebbe di conseguenza rendersi necessario, per una sua piena attuazione, un periodo seppur breve, di transizione”, conclude la Confederazione.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 28 ottobre 2021

Digitalizzazione in Poste Italiane, la lettera SLC CGIL all'a.d. Del Fante

Gent.mo Dott. Del Fante,
con il presente documento la Slc-Cgil intende sollecitare l’apertura di un confronto su alcuni temi di fondo del futuro prossimo di Poste Italiane e del Paese.
Prima di entrare nel merito degli argomenti oggetto del confronto riteniamo opportuno condividere con Lei alcune premesse. Come più volte sottolineato, anche nel corso delle recenti trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro del Gruppo Poste Italiane, la Slc-Cgil ritiene assolutamente urgente ed indispensabile trovare forme nuove e più cogenti di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle decisioni strategiche per il futuro dell’Azienda. In questo senso non possiamo che auspicare una partenza rapida e fattiva del confronto, così come previsto nelle more della rinnovazione contrattuale.
Il tema della partecipazione assume peraltro un valore, se possibile, ancora più rilevante in conseguenza del momento particolare che stiamo attraversando. La tragedia della pandemia ha prodotto un’enorme accelerazione di processi già in atto nel Paese, nella società, nel tessuto produttivo e, in ultimo, nell’organizzazione del lavoro. I drammatici giorni del lock down del 2020 hanno rappresentato un gigantesco stress test non solo per il Gruppo Poste Italiane, ma per tutto il Paese. Le case degli italiani si sono trasformate in uffici, scuole, ospedali e anche gli italiani più restii hanno dovuto fare i conti con la realtà dell’e-commerce, con la necessità di un approccio digitale alla PA, perfino con la socialità mediata dalla tecnologia finanche per mantenere i rapporti con le persone più care. Questo enorme

giovedì 2 settembre 2021

Lavoro: Cgil, Cisl, Uil a Draghi, occorre convocazione incontro su questioni aperte: Pnrr, salute e sicurezza lavoro, tutela occupazione

I Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri hanno inviato ieri sera una lettera al Premier Mario Draghi nella quale sottolineano che “l’incontro svolto lo scorso 2 agosto si era concluso con l’impegno della Presidenza del Consiglio a convocare per i primi giorni di settembre un apposito incontro per affrontare i temi relativi alla realizzazione del Protocollo con le parti sociali sul PNRR, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ad una verifica dell’intesa realizzata lo scorso 29 giugno sui temi della tutela dell’occupazione e dell’uso degli strumenti alternativi ai licenziamenti.
Nel confermarLe l’importanza di fissare tale incontro sottoponiamo alla Sua attenzione la necessità di un confronto preventivo su altre materie e riforme importanti per il Paese e per il mondo del lavoro”, aggiungono nella lettera i tre leader sindacali.

Ci riferiamo alla riforma fiscale, alla riforma delle pensioni, alla riforma della scuola e della pubblica amministrazione, ai provvedimenti relativi alla concorrenza, alla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, alle necessarie scelte di politica industriale, del sistema dei trasporti sostenibile e di rafforzamento dello Stato Sociale che intrecciandosi con gli investimenti previsti nel PNRR siano in grado di realizzare nuove filiere produttive e di servizi sociali e di creare lavoro stabile con particolare attenzione ai giovani e alle donne”.

“Confermiamo inoltre il nostro impegno affinché attraverso lo strumento della vaccinazione e

mercoledì 11 marzo 2020

Coronavirus: Landini, Furlan e Barbagallo scrivono ai presidenti delle associazioni datoriali e per conoscenza al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte

Di seguito riportiamo la lettera inviata da Cgil, Cisl e Uil a tutte le associazioni datoriali e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio alla luce del nuovo decreto della Presidenza del Consiglio.

Cari Presidenti,
la drammaticità della situazione e le misure urgenti, varate ieri dal Governo, per contenere la diffusione del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale, ci impongono di affrontare insieme una nuova situazione e valutare iniziative immediate a salvaguardia della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, in tutti i luoghi di lavoro e nel Paese. Ad oggi registriamo in molti luoghi di lavoro l’estrema difficoltà di rispettare le disposizioni previste dei diversi DCPM per il contenimento dell’infezione da coronavirus.
Fermo restando la diversità delle situazioni nelle singole Regioni e la necessità di garantire i servizi essenziali e le attività che si ritengono indifferibili, pensiamo sia il momento di concordare, ove ritenuto necessario, una riduzione modulata (dal rallentamento fino alla sospensione momentanea) della attività lavorativa manifatturiera e dei servizi, utilizzando al tal fine gli ammortizzatori sociali legislativamente disponibili o che saranno resi disponibili dai provvedimenti che sono in discussione e, ove se ne

martedì 8 ottobre 2019

COMUNICATO PER I LAVORATORI DI POSTE ITALIANE MERCATO PRIVATI ( Lettera inviata il 7 ottobre 2019 alla Direzione regionale e territoriale di Poste Spa )


Non è per noi confortante sapere che una grande azienda come Poste italiane ,con i bilanci in attivo, per affrontare le sfide del mercato porti avanti la strategia di ridurre i posti di lavoro chiudendo alcuni uffici e favorendo, con esodi incentivati, l'uscita del personale .
Tutto ciò sta creando una serie di difficoltà all'utenza, insoddisfatta del servizio che riceve e un forte malcontento tra operatori del recapito , sportellisti e Dup.
Non è nostro compito trovare la soluzione ad ogni male ma sicuramente non possiamo restare a guardare quanto sta accadendo .
Numerosi colleghi continuano a segnalarci le grandi difficoltà che trovano ogni giorno a causa della mancanza di personale e le gravi condizioni che vivono per garantire la quotidianità del servizio .
In ogni ufficio quotidianamente vengono distaccate una o più unità, per non parlare degli Up di gestione B ormai diventati a monoperatore e , se qualcuno osa ribellarsi , la Direzione di filiale minaccia di trasferirli ad altri uffici.
Spesso al mattino ,dopo aver iniziato l'attività nella propria sede ,tanti lavoratori ricevono

venerdì 12 aprile 2019

Sisma: Cgil, Cisl, Uil scrivono a Crimi e Farabollini, incontro urgente su ricostruzione

Cgil, Cisl e Uil con una lettera inviata quest’oggi al Sottosegretario con delega alla ricostruzione Vito Crimi e al Commissario straordinario Piero Farabollini richiedono un incontro urgente sullo stato della ricostruzione nelle aree colpite dai sismi 2009, 2016 e seguenti.
I segretari confederali delle tre Confederazioni Gianna Fracassi, Andrea Cuccello e Silvana Roseto, firmatari della missiva, esprimono preoccupazione per “la lentezza dell’uscita dall’emergenza in gran parte dei territori colpiti dal terremoto e della ricostruzione pubblica” e la necessità “di avere un quadro degli interventi che si intendono mettere in campo per accelerare tale processo”. 
In particolare al sottosegretario Crimi chiedono di intervenire “a partire dalla stabilizzazione del personale degli uffici speciali per la ricostruzione, dalla governance complessiva e dagli effetti sulla qualità del lavoro e la legalità anche in relazione a possibili interventi normativi annunciati”.
La lentezza – concludono Fracassi, Cuccello e Roseto – pregiudica non solo la ricostruzione fisica ma anche quella economica e sociale e quindi il lavoro in quei territori”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 20 settembre 2018

Lettera di sindacati e associazioni a capigruppo e Comm. Giustizia

ATTIVARE LA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA E DISCUTERE SUL DECRETO SICUREZZA
Associazioni e Sindacati scrivono ai capigruppo parlamentari e ai Presidenti della Commissione Giustizia di Camera e Senato Acli, Arci, Articolo 21, Avviso Pubblico, Centro Studi “Pio La Torre”, Cgil, Cisl, Uil, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Legambiente, Libera e Usigrai hanno inviato stamattina una lettera a tutti i capigruppo parlamentari e ai Presidenti della Commissione Giustizia di Camera e Senato per chiedere che sia istituita rapidamente la Commissione parlamentare antimafia ed un incontro per discutere dei contenuti del Decreto Sicurezza.
Gli scriventi fanno notare a senatori e deputati che con l’approvazione della legge 7 agosto 2018, n. 99, il Parlamento ha deliberato di istituire la Commissione parlamentare antimafia anche nella XVIII Legislatura ma che, ad oggi, l’organo parlamentare non è ancora stato attivato. 
“Si tratta di una mancanza su cui Vi invitiamo ad agire rapidamente per porvi rimedio – è scritto nella lettera – poiché le mafie non solo continuano ad esistere ma rappresentano, insieme alla corruzione, una seria, concreta e attuale minaccia alla nostra democrazia, alla nostra sicurezza e al nostro sistema  economico, come da tempo è scritto e documentato in relazioni ufficiali inviate al Parlamento”.
Le associazioni e i sindacati chiedono inoltre un incontro alle forze politiche per discutere di alcuni contenuti del Decreto Sicurezza, in particolare quelli afferenti ai beni e alle aziende sequestrate e

martedì 5 giugno 2018

Tim: sindacati scrivono a Ministro Di Maio

I Segretari generali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno scritto al ministro Di Maio sulla vertenza Tim, aperta dopo la richiesta di cigs ed esuberi da parte dell’azienda. Di seguito e da scaricare, il testo della lettera.

Egregio Ministro,
come Lei saprà, le scriventi OO.SS. sono impegnate al tavolo del Ministero del Lavoro per discutere della procedura di legge relativa alla CIGS – per riorganizzazione – aperta dall’azienda in data 17 maggio 2018 per 29736 lavoratori, evidenziando inoltre, che alla fine della stessa continueranno a persistere 4500 esuberi.
Inoltre le OO.SS. hanno più volte espresso inquietudine circa gli esiti finali del Piano Industriale, soprattutto a causa di ampi margini di incertezza sulla stabilita della Governance aziendale. Su questi temi vale la nota già inviata a tutti i Gruppi Parlamentari che alleghiamo alla presente.
La procedura scade il giorno 11 giugno 2018 al termine dei 25 giorni previsti dalla legge e il prossimo incontro in sede ministeriale è calendarizzato per il giorno 8 Giugno p.v.
Alla luce delle dichiarazioni da Lei rilasciate e degli obiettivi del programma di Governo, che prevede tra l’altro la riforma della legge Fornero e di conseguenza l’anticipo, in questo caso, del pensionamento per qualche migliaio di lavoratori, le OO.SS. Le chiedono un incontro per informarla sulla situazione aziendale e per ascoltare le Sue valutazioni sugli eventuali strumenti che possono essere utili alla risoluzione positiva della vertenza.
Le OO.SS. già nel precedente incontro, in assenza del Governo, hanno dichiarato la contrarietà alla CIGS chiedendo in alternativa l’utilizzo dell’art. 24 del dlgs 148/2015 (CDS) e prepensionamenti con l’art.4 legge Fornero che prevede oneri a carico dell’azienda e l’assorbimento totale degli esuberi. E’ chiaro che, se come ci auguriamo, il Governo si appresta alla rivisitazione della legge Fornero possiamo immaginare che possano cambiare tutti gli scenari fino ad oggi discussi ed anche la tipologia degli strumenti utilizzabili previsti dall’attuale legislazione.
L’occasione dell’incontro sarebbe utile anche per esprimerLe le nostre considerazioni su Tim anche alla luce dell’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti all’interno dell’azionariato.

mercoledì 6 settembre 2017

Fondi Politiche Sociali e Non Autosufficienza: Cgil, Cisl, Uil chiedono incontro al Ministro Poletti

Egregio Signor Ministro
a tre mesi dall’annuncio che Governo e Regioni avevano raggiunto un’intesa per restituire piena capienza al Fondo nazionale per le Politiche Sociali e a quello per la non autosufficienza, decurtati, nell’anno 2017, rispettivamente di 212 e 50 milioni di euro, constatiamo che la soluzione adottata per il Fondo nazionale politiche sociali non recupera nuove risorse ma utilizza parte del finanziamento (pari a 212 milioni di euro) già destinate al contrasto alla povertà, mentre “la partita di giro “dai Bilanci regionali al Fondo per la non autosufficienza in molte Regioni si sta trasformando in un alibi per giustificare corrispondenti tagli alla politica sociale. 
Restano in ogni caso soluzioni tampone - e circoscritte al solo anno 2017 - che non aggrediscono il nodo della certezza delle risorse stanziate in sede di leggi di bilancio alle politiche sociali, che restano quindi esposte al rischio di tagli conseguenti il mancato rispetto degli obiettivi di finanza pubblica da parte delle Regioni. 
Questa incertezza mina alla radice lo sforzo, che pure va riconosciuto, di potenziare politiche sociali che in questi anni sono state e restano, largamente insufficienti ai bisogni crescenti delle fasce più deboli della popolazione e non offrono prospettive all’avvio dei necessari processi di riforma. Questa incertezza ha peraltro ritardato il riparto delle quote del Fondo per la non Autosufficienza. 
Rileviamo inoltre che dopo avere costituito anche formalmente il tavolo per la Non autosufficienza (con Decreto Ministeriale del 31/05/2017) ed aver riconfermato, anche con il Decreto Legislativo recante disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto ala povertà, la definizione del Piano nazionale per le non autosufficienze, lo stesso non è più stato convocato. 
Né si hanno notizie della nomina della Commissione Tecnica che sarà incaricata di definire e classificare le disabilità gravi in base al fabbisogno assistenziale, passaggio fondamentale per approdare alla definizione dei Livelli essenziali della prestazioni socio assistenziali per i non autosufficienti. Le chiediamo quindi un incontro per valutare l’insieme delle questioni esposte. In attesa di riscontro, cordiali saluti 

                             Segreterie nazionali                                               Segreterie nazionali
                             CGIL - CISL - UIL                                                 SPI- FNP- UILP 

mercoledì 6 maggio 2015

Provvedimenti disciplinari: che fare?

Stiamo assistendo ad una vera e propria pioggia di contestazioni disciplinari comminate per le più svariate ragioni, la maggior parte delle quali causati dalla inosservanza di procedure, da consuetudini e prassi fino a ieri tollerate se non addirittura incoraggiate, dallo stress derivante dalle continue pressioni commerciali.
In diversi casi alle contestazioni sono seguiti anche licenziamenti.
E’ utile quindi ricordare quali sono le procedure da seguire, previste dallo Statuto dei Lavoratori e dal Contratto, a tutela dei propri diritti.
La materia è regolata dall’art. 7 dello statuto e daH’art. 55 del CCNL.
  1. Dalla data della lettera di contestazione il lavoratore ha tempo 5 giorni per le proprie giustificazioni.
  2. Il lavoratore può presentare le proprie giustificazioni, anche verbalmente, con l’assistenza di un rappresentante sindacale.
  3. La comunicazione del provvedimento deve essere invita per iscritto entro e non oltre 30 giorni.
Ne consegue che non c’è alcun obbligo di presentare per iscritto le proprie giustificazione né l’obbligo di sottoscrivere alcun verbale. Anzi, il consiglio è di presentare sempre verbalmente le proprie giustificazioni, soprattutto in presenza di contestazioni gravi.

Infine, nei casi di indagini condotte da organismi interni, quali il Fraud Management, l’Azienda utilizza la prassi di far sottoscrivere il verbale di audizione. Anche in questo caso non vi è nessun obbligo da parte del lavoratore di sottoscrivere alcunché, né può valere l’obbligo di sottoporsi a quel tipo di “interrogatorio”. Nel caso in cui si dovesse sottoscrivere un verbale chiedere sempre una copia.

In ogni caso non esitate a chiedere l’assistenza dei vostri rappresentanti sindacali.
Milano, 5 maggio 2015
SLC CGIL LOMBARDIA