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mercoledì 7 luglio 2021

Alleanza contro la Povertà: presentate a Ministro Orlando richieste di modifica RdC

Il Reddito di Cittadinanza ha costituito un importante argine al diffondersi della povertà, ma deve essere aggiornato per rispondere a vecchi e nuovi bisogni. Occorre ampliare la platea dei beneficiari; investire nei percorsi di inclusione sociale e lavorativa; superare la trappola della povertà”. Sono queste le richieste di modifica al RdC presentate ieri al Ministro Orlando dall’Alleanza contro la Povertà dopo i primi risultati della ricerca che sta svolgendo il cartello di soggetti sociali, tra cui la Cgil, e che sarà terminata il prossimo autunno. → Primi risultati ricerca

Per l’Alleanza, come si legge nel documento consegnato al Ministro e nel comunicato stampa è necessario migliorare l’efficacia della misura “superando penalizzazioni per le famiglie numerose con figli minori e quelle composte da stranieri” e intervenire sui percorsi di inclusione sociale, “implementandoli attraverso l’analisi preliminare per la presa in carico multidimensionale dei beneficiari”, e sui percorsi di inclusione lavorativa, che vanno rafforzati per affrontare l’impatto della pandemia.

Evitare la trappola di povertà nel Reddito di Cittadinanza” è l’ultimo punto affrontato nel documento, in cui si chiede di “favorire un adeguato sostegno economico che permetta di fuoriuscire da una condizione di povertà con la progressiva emancipazione per chi ha redditi bassi e irregolari” e di “garantire nel medio periodo il cumulo tra reddito da lavoro e beneficio di RdC”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


martedì 4 febbraio 2020

Cgil: il documento approvato dal Comitato Direttivo

Il Comitato Direttivo della Cgil, riunitosi nelle giornate del 3 e 4 febbraio, ha approvato a larghissima maggioranza, con quattro voti contrari e un astenuto, il documento che riportiamo qui di seguito.
Documento finale Comitato Direttivo Cgil 3-4 febbraio 2020 
Il Comitato Direttivo nazionale della Cgil riunito il 3 e 4 febbraio 2020 approva la relazione del Segretario Generale, le conclusioni e assume il dibattito. I mesi che abbiamo alle spalle ci consegnano sul versante politico, anche alla luce dei recenti esiti elettorali, un quadro che è caratterizzato da una progressiva polarizzazione e una forte mobilità del voto ma anche da una rinnovata partecipazione collettiva. 
Le piazze si sono riempite in questi mesi di tanti cittadini e cittadine, giovani e non solo che hanno con forza chiesto un profondo cambiamento: dai temi ambientali, all'antirazzismo, contro la violenza sulle donne, alla difesa dei diritti civili e per ultimo ad un politica che si richiami ai valori democratici e della solidarietà. 
La narrazione politica basata sull'odio e la paura, sul razzismo comincia ad evidenziare qualche

mercoledì 25 settembre 2019

Ambiente: Cgil, Cisl, Uil presentano ‘Per un modello di sviluppo sostenibile, lavoro, ambiente, clima, territorio’

“Concertazione e negoziazione, con un ampio mondo di attori istituzionali, imprenditoriali e del terzo settore, sono strumenti imprescindibili per un modello di sviluppo sostenibile”. È quanto si legge nel documento che Cgil, Cisl e Uil hanno presentato e discusso quest’oggi nel corso di un’iniziativa che si è tenuta a Roma nella sede nazionale della Cgil, e durante la quale sono intervenuti la vice segretaria generale Cgil Gianna Fracassi, il segretario confederale Cisl Angelo Colombini e la segretaria confederale Uil Silvana Roseto.
Inoltre, nel documento unitario dal titolo ‘Per un modello di sviluppo sostenibile, lavoro, ambiente, clima, territorio’ si sottolinea la necessità di “iniziative innovative per l’economia verde e, in particolare, di una nuova politica industriale che preveda un incremento programmatico degli investimenti nazionali, infrastrutture ambientali ed energetiche, la messa in sicurezza del territorio, la prevenzione antisismica e idrogeologica, oltre che sviluppare misure credibili per il raggiungimento di target sull’energia rinnovabile, salvaguardando i livelli occupazionali, a partire della prossima legge di Bilancio”.
A tale proposito, Cgil, Cisl e Uil chiedono “la costituzione di una Cabina di Regia, sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il coinvolgimento delle parti economiche e sociali, per coordinare le politiche di sviluppo sostenibile e la riconversione ecologica delle produzioni, e per sostenere i lavoratori coinvolti nell’emergenza climatica”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 27 marzo 2018

Cgil, Piattaforma sviluppo sostenibile per tenere insieme ambiente e lavoro

Lo sviluppo sostenibile è un nuovo orizzonte per l’azione contrattuale. Per questo la Cgil Nazionale ha presentato oggi a Roma, nel corso di un’iniziativa tenutasi nella sede della Confederazione, la ‘Piattaforma Integrata’, una vertenza multilivello per tenere insieme tutela dell’ambiente, legalità e creazione di lavoro.“Per migliorare la qualità dell’ambiente e del territorio, la prospettiva di vita di chi lo abita e fare da leva per l’occupazione, favorendone qualità e quantità, abbiamo elaborato una strategia integrata”, ha dichiarato il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra nel corso del convegno. “Strategia che, partendo dal nostro Piano del Lavoro, prova a indicare la strada per uscire dalla crisi e definire un nuovo modello di sviluppo sostenibile: più investimenti pubblici per riqualificare il territorio, l’industria e i servizi”.
Il documento illustrato quest’oggi, ha spiegato la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi, “è stato elaborato sulle tre direttrici aria, terra, acqua, e su temi relativi alle città sostenibili”. “È una piattaforma multilivello integrata – ha sottolineato la dirigente sindacale – che partendo dal Lavoro intende costruire obiettivi vertenziali a livello nazionale e territoriale con tutte le nostre categorie, e affrontare le emergenze della transizione ambientale e della transizione tecnologica. Sono questi sono gli obiettivi e le sfide dei prossimi trent’anni”.
Per la Cgil, infine, servono “investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, energie rinnovabili ed efficienza energetica e prevenzione sul territorio”. Le risorse necessarie vanno recuperate attraverso una “riforma fiscale ambientale che orienti il mercato verso produzioni e consumi sostenibili, una green tax o carbon tax, l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili e ambientalmente dannosi”.
– Su Rassegna.it l’approfondimento: ‘La sfida dello sviluppo sostenibile
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 15 febbraio 2018

Documento Ammortizzatori Sociali FIOM-FLAI-SLC


Sono trascorsi più di tre anni dal Jobs Act e dai decreti attuativi che hanno radicalmente peggiorato la materia degli ammortizzatori sociali attraverso una riduzione della durata, degli importi, della ridefinizione delle causali e della possibilità di ricorso per alcuni particolari casi di crisi di impresa, determinando la restrizione nell’utilizzo degli stessi ammortizzatori sociali.
In diverse situazioni, soprattutto a causa della lentezza della ripresa produttiva, molte lavoratrici e lavoratori dei diversi contesti lavorativi non hanno accesso ad una copertura adeguata e, nelle situazioni di crisi, non trovano la necessaria tutela rispetto al rischio del licenziamento.
Una delle profonde anomalie riguarda il fatto che il ricorso ai licenziamenti, sia quelli individuali ma soprattutto quelli collettivi, da parte delle imprese ha un costo inferiore rispetto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali di tipo conservativo. Tutto questo porta le imprese ad un calcolo di mera convenienza economica a discapito dell’occupazione.

Inoltre, il definitivo superamento dell’istituto dell’indennità di mobilità, previsto dalla legge 92 del 2012, le nuove regole in materia di età pensionabile entrate in vigore dal 2012 e gli interventi in materia di cassa integrazione, hanno sensibilmente ridotto lo spazio di azione delle politiche passive del lavoro. I recenti strumenti introdotti dalla legge di Stabilità 2018, pur offrendo in alcuni casi uno spiraglio di soluzione, non sono adeguati alle necessità.

Occorre sottolineare come le misure introdotte dalla Legge di stabilità abbiano

lunedì 20 novembre 2017

Documento Fondazione Di Vittorio e Slc Cgil su Rai

Si stanno discutendo contemporaneamente, in modo completamente scollegato, diversi provvedimenti decisivi per il futuro della RAI. Gli stanziamenti da canone nella legge di bilancio, il contratto di servizio, una risoluzione della Commissione di vigilanza sulla pubblicità.
La legge di bilancio stanzia risorse per il canone fino al 2019, il contratto di servizio dura invece 5 anni ma prevede, per alcuni dei punti più rilevanti, tempi di scelta da 6 mesi ad 1 anno, ed entrambi i provvedimenti dovrebbero essere approvati entro quest’anno. Contemporaneamente, l’attuale CDA scade a metà del 2018 e il nuovo entrerà successivamente in carica per 5 anni.
Si delinea quindi una evidente sfasatura di tempi e modalità.
Il contratto di servizio prevede obblighi da parte della Rai che dovrebbero ovviamente essere legati alle risorse disponibili per tutti e cinque gli anni della sua validità. Attualmente –però- non si può che decidere fino al 2019.
Anzi, gli stanziamenti della legge di bilancio decideranno o almeno devono coincidere con gli obblighi del contratto di servizio per non creare rilevanti problemi economici all’azienda.
La risoluzione sulla pubblicità, se approvata nel testo attuale, ridurrà gli introiti pubblicitari della RAI. Non tanto per quanto riguarda eventuali elementi di dumping, che in quanto tali devono essere eliminati sia per il servizio pubblico che per i privati, ma per il meccanismo previsto sugli affollamenti, peraltro in contraddizione con norme ancora vigenti.
Tutto questo, al netto di considerazioni di qualità su quanto previsto nella bozza di contratto di servizio, ad esempio: chi e come verificherà i concetti di pluralismo non solo politico ma soprattutto

mercoledì 20 settembre 2017

Previdenza: Cgil, Cisl e Uil presentano proposta unitaria a Governo

Cgil, Cisl e Uil hanno presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali una proposta unitaria sui temi al centro del confronto della fase due sulla previdenza. Le proposte intendono superare le attuali rigidità e favorire il turn over generazionale per rendere più equo l’attuale sistema previdenziale.
Cgil, Cisl e Uil chiedono il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita, previsto per il prossimo 2019, e che al contempo si avvii un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori.
Per sostenere le future pensioni dei giovani, i sindacati propongono l’utilizzo di uno strumento che, valorizzando la storia contributiva dei lavoratori, ne sostenga il futuro reddito previdenziale e, contemporaneamente, che si superino gli attuali criteri previsti nel sistema contributivo, una vera e propria penalizzazione per i lavoratori con redditi più bassi.
È necessario porre fine alle disparità di genere che ancora penalizzano le donne nel nostro Paese. Un intervento sul solo meccanismo dell’Ape sociale è riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne.
È fondamentale il rilancio delle adesioni della previdenza complementare estendendo la fiscalità incentivante, prevista per i lavoratori privati, anche a quelli del settore pubblico.
Occorre operare, finalmente, una separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale al fine di dimostrare che la spesa per pensioni, in Italia, è sotto la media europea.
Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell’Inps e dell’Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato.
Cgil, Cisl e Uil chiedono, infine, il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni introducendo un nuovo paniere e recuperando quanto perso in questi anni.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 11 luglio 2017

Servizi: documento coordinamento nazionale

Si è riunito in data odierna il Coordinamento Nazionale Area Servizi. I lavori sono stati aperti dalla relazione del compagno Nicola Di Ceglie, il quale ha illustrato la situazione politico-sindacale che sta interessando il settore in queste ultime settimane. In particolare il Segretario, nella sua relazione, si è soffermato sull’andamento dell’ultimo incontro tenuto in azienda, che ha sancito una nuova rottura delle trattative cui è seguito l’ennesimo rinvio del confronto sul Contratto.
Ha sottolineato inoltre il fatto che l’avvio di una fase di agitazione sindacale, per rivendicare un subitaneo rinnovo del CCNL, si pone allo stato dell’arte come prioritario, ed ha illustrato le linee che la Segreteria Nazionale intende suggerire per tale mobilitazione.
Il Coordinamento, condividendo appieno la necessità di mobilitarsi per il rinnovo del CCNL, che si ricorda essere scaduto da troppi mesi, conferisce pieno mandato alla Segreteria Nazionale nell’approntare le azioni che si rendono necessarie per un forte coinvolgimento dei Lavoratori nella rivendicazione sia del Contratto, che del PdR e di tutti i temi dei conflitti aperti su 19 regioni frutto, il più delle volte, di un degrado nelle relazioni industriali e di un abuso del ricorso all’art.2 del CCNL, senza dimenticare il protocollo sulle Politiche Attive del Lavoro. Inoltre chiede alla struttura nazionale di riprendere il tema di una nuova configurazione dello sciopero in Poste Italiane, alla luce

martedì 18 aprile 2017

Audizione preliminare all’esame del DEF 2017

Premessa: una prima valutazione del DEF e della manovra 
L’11 aprile 2017 il Consiglio dei ministri n. 23 ha approvato sia il Documento di economia e finanza (DEF) 2017, pubblicando tutti i documenti che lo compongono, sia un Decreto legge contenente “disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi in favore delle zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”, la cui analisi appare indispensabile per delimitare le politiche economiche dei prossimi mesi, prima ancora che quelle del 2018 e degli anni successivi delineate dalle diverse misure elencate nel DEF che verranno tradotte nella prossima Legge di Bilancio, a fine anno. Eppure, il testo del decreto non risulta ancora pubblicato. Per l’analisi delle misure che definiscono la manovra correttiva si farà, dunque, riferimento al comunicato stampa del sopracitato Consiglio dei ministri. 
Il quadro macroeconomico: restiamo in coda, ma più diseguali e più disoccupati 
Il DEF 2017, attraverso soprattutto il Programma di Stabilità (PS) e il documento di Analisi e tendenze della finanza pubblica (AFP), descrive una programmazione economica per i prossimi anni senza alcuna ambizione di recuperare i livelli di crescita e occupazione pre-crisi – oltre che di tracciare la rotta di un nuovo modello di sviluppo più “intelligente, inclusivo e sostenibile” (EU2020). Anzi, le politiche economiche del Governo si inseriscono esplicitamente “nel solco della strategia finora adottata” (p. II della Premessa a tutti i documenti). Il quinto DEF – ultimo- di questa legislatura è quindi caratterizzato dalla continuità delle politiche messe in campo che non hanno avuto quel tratto espansivo necessario a far ripartire il paese. Sul versante della crescita, tutti gli ultimi dati Istat sui conti nazionali e sulla produzione mostrano solo rimbalzi alternati evidenziando che l’economia italiana non è ancora sulla via della ripresa effettiva. (...)
Qui trovi il testo integrale dell'audizione
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 1 marzo 2017

Rai: bene gettito costante del canone proposto da AgCom

Apprendiamo dalla stampa i punti salienti di un documento AgCom presentato al Governo in merito alla concessione Stato-Rai. Accogliamo con favore la proposta, da sempre sostenuta dalla nostra Organizzazione Sindacale ed esplicitata da ultimo nel documento pubblico del 18 febbraio 2017, relativa alla certezza del medesimo importo derivante dal canone per almeno 5 anni.” Così una nota della segreteria nazionale Slc Cgil. “Ciò al fine di garantire la pianificazione industriale di un’azienda importante quale é la Rai e a tutela della sua autonomia dalle ingerenze della politica, quale condizione di preservazione del pluralismo.”
Ovvio che riteniamo imprescindibile che l’importo del canone sia congruente con lo svolgimento delle attività di servizio pubblico richieste alla Rai.”
Leggiamo anche il suggerimento del Garante di addivenire ad una separazione funzionale delle attività finanziate o meno dal canone – prosegue il comunicato. Non si parla quindi nè di separazione societaria nè di separazione proprietaria ma si evidenzia un tema su cui una decisione non è più procrastinabile; ovviamente ci riserviamo di esprimere un giudizio compiuto sul tema della perimetrazione del servizio pubblico a lettura del testo definitivo della concessione.”
Nell’occasione spiace constatare che, nonostante le reiterate richieste, non si sia ancora dato corso da parte del Governo alla doverosa audizione delle organizzazioni sindacali sui temi attinenti la concessione del servizio pubblico radiotelevisivo – conclude la nota di Slc Cgil.
Auspichiamo e sollecitiamo dunque un confronto di merito sia con il Governo che con la Commissione Parlamentare di indirizzo e vigilanza del sistema radiotelevisivo prima della discussione governativa sullo schema di concessione, cui seguiranno la convenzione ed i contratti di servizio.”

lunedì 16 gennaio 2017

Poste: Documento Esecutivo Slc Nazionale

Il 16 gennaio 2017, si è riunito l’esecutivo dell’Area Servizi composto dai Segretari/Coordinatori Regionali responsabili del Settore Poste. Tale organismo ha natura consultiva e non sostitutiva del Coordinamento Nazionale, ed intende rafforzare il ruolo di quest’ultimo attraverso una consultazione più immediata dei responsabili dei territori.
Il Segretario ha relazionato relativamente alla situazione politica ed ha prospettato alcune proposte di tipo organizzativo.
Relativamente alla situazione politica vengono presentati i seguenti argomenti:

  • CCNL: possibilità di chiusura dei lavori in tempi più brevi rispetto alle prospettive di tavolo relazionale, con inserimento di protocolli su “politiche attive del lavoro” e “molestie sessuali”. Rinvio al secondo livello dell’applicazione di istituti inerenti le forme contrattuali delineate in linea di principio nel CCNL.
  • PCL: necessità di riapertura delle procedure di conflitto e verifica di ricompattare il fronte sindacale, qualora ve ne siano le condizioni. Coinvolgimento della Confederazione e della Federconsumatori, nelle battaglie sindacali a supporto delle vertenze di Poste Italiane.

Per quanto concerne le questioni organizzative:

  • Proselitismo: necessità di lanciare una campagna di proselitismo: si attuerà una specifica convocazione di un Coordinamento Nazionale del Settore per analizzare i dati e pianificare

venerdì 17 giugno 2016

Servizi: Documento Esecutivo unitario

Poste Italiane è la più grande azienda di servizi del nostro paese, che si qualifica come tale non soltanto per le sue dimensioni, i suoi asset strategici e i suoi primati produttivi, ma anche e soprattutto per la sua autentica funzione sociale. Funzione sociale che costituisce un elemento
imprescindibile di garanzia e sviluppo all’interno del sistema paese e delle relazioni che intercorrono tra Azienda, istituzioni, cittadini, e corpi intermedi. In una parola, tutte le decisioni, politiche e di mercato, che attengono a Poste Italiane attengono anche, inevitabilmente, ai cittadini e alle loro tutela. Per questo, le recenti decisioni, l’una di matrice aziendale attinente alla riorganizzazione del settore PCL, e l’altra di matrice governativa attinente al piano di privatizzazione di Poste, impongono un necessario bilanciamento di interessi tra esigenze di mercato e tutela della funzione sociale dell’Azienda. 
Ad imporlo non è solo la ragionevolezza che deve essere insita in ogni sistema di confronto democratico e di relazioni industriali ma, ancor prima, il nostro sistema

mercoledì 30 marzo 2016

Cgil, Cisl e Uil, politiche attive vera scommessa di cambiamento

Mercoledì 30 marzo, a Roma, presso l’Auditorium di via Rieti, Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto un’iniziativa nazionale unitaria sulle politiche attive del lavoro dal titolo ‘Rete dei Servizi per il Lavoro: proposte del Sindacato Confederale per qualificare politiche e servizi per il lavoro alla luce del decreto 150/15’. Qui il documento ‘Politiche attive: una necessità urgente per il lavoro, per i lavoratori, per il Paese!
L’appuntamento di oggi è stato importante innanzitutto perché, grazie all’impulso dei sindacati confederali, si è di fatto riunita per la prima volta la Rete dei Servizi per il lavoro prevista dal decreto”, sostengono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Serena Sorrentino, Gigi Petteni e Guglielmo Loy. Infatti, oltre ai delegati e alle strutture territoriali delle organizzazioni sindacali, hanno partecipato il professor Maurizio Del Conte presidente Anpal e Commissario di Italia Lavoro; il professor Stefano Sacchi, presidente Isfol; il dottor Gianfranco Simoncini della Conferenza delle Regioni; il professor Marco Leonardi, consulente per la Presidenza del Consiglio dei Ministri; e il dottor Agostino Di Maio, direttore di Assolavoro.
Nel corso del seminario Cgil, Cisl e Uil e i delegati hanno ribadito la necessità di investire sul tema delle politiche attive, e indicato le criticità registrate allo stato attuale sulla definizione del nuovo

martedì 23 febbraio 2016

Cgil, per cambiare politica economica europea, cambiare anche quella italiana

Ieri 22 febbraio il Governo ha redatto, in lingua inglese, il Documento italiano per l'Europa, con cui presenta la “Proposta strategica dell’Italia per il futuro dell’Unione Europea: crescita, lavoro e stabilità”. In questo documento ci sono importanti novità, ma molte contraddizioni.
La prima evoluzione che sembra compiere il Governo è nell'analisi. Si nota maggiore consapevolezza della debolezza dell'economia, italiana ed europea, soprattutto dinnanzi alla sfavorevole congiuntura internazionale, contando anche gli svantaggi della deflazione. Si pone l'accento sulla necessità di politiche più espansive per aumentare la crescita e per la creazione di lavoro, anche attraverso investimenti pubblici, in ragione della stessa sostenibilità dei conti pubblici. Si sottolinea l'importanza di sostenere la domanda interna per ritrovare la ripresa e recuperare la crescita potenziale, cioè il pieno impiego di tutti i fattori produttivi (capitale, lavoro e la migliore combinazione dei due per la produttività totale dei fattori, “di sistema”). Si evidenziano i limiti delle sole politiche monetarie intraprese dalla BCE di fronte alla durata e all'intensità della crisi, argomentando la necessità di politiche di bilancio che utilizzino tutti i margini di flessibilità possibili, anche all'interno dei Trattati esistenti. Si fa appello all'integrazione, al coordinamento e alla cooperazione tra Stati membri e tra istituzioni per rinnovare lo spirito europeo e presentare la stessa Unione come soluzione alla crisi, e non come problema, contrastando le spinte populistiche
e distruttive. Tutto ciò conferma l'analisi della CGIL. Purtroppo, però, il cambiamento nella prospettiva del Governo appare ancora troppo parziale.
Nel documento non c'è alcun riferimento alle cause della crisi e all'errore nell'aver scelto la linea

lunedì 25 gennaio 2016

Cgil, Cisl, Uil e Confindustria siglano accordo su violenza nei luoghi di lavoro

Care compagne, oggi finalmente è stato siglato l'accordo con Confindustria che recepisce l’Accordo Quadro europeo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro del 26 aprile 2007.
Ci sono voluti ben nove anni e tanta perseveranza da parte nostra perchè venisse recipito questo accordo, che riconferma l'importanza del dialogo sociale e il necessario impegno delle parti sociali su questo tema. Di seguito il testo del comunicato congiunto:

Roma, 25 gennaio - In data odierna Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, hanno siglato un'intesa che recepisce l’Accordo Quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro raggiunto il 26 aprile del 2007 dalle rispettive rappresentanze a livello europeo Businesseurope, CEEP, UEAPME e ETUC.
In coerenza con i principi enunciati nell'Accordo Quadro, l’intesa riafferma che le molestie o la violenza nei luoghi di lavoro sono inaccettabili e vanno denunciate, sottolineando che le imprese e i lavoratori hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali.
Cgil, Cisl, Uil e Confindustria si impegnano a dare ampia diffusione all'accordo, affidando alle parti sociali sul territorio il compito di individuare le strutture che possano assicurare una adeguata assistenza a coloro che siano stati vittime di molestie o violenza nei luoghi di lavoro. Ferma restando la facoltà delle singole imprese di adottare ulteriori specifiche soluzioni.
Tale intesa riconferma l'importanza del dialogo sociale a livello europeo e del ruolo delle parti sociali nel combattere il fenomeno della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro.

Qui in allegato il testo dell'Accordo Quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro.

mercoledì 9 dicembre 2015

Ippica: documento Slc, Fisascat, UilCom

Il quadro generale che caratterizza il settore ippico, in assenza di tempestivi interventi, prospetta l’anno 2016 come l’anno nel quale potrebbe essere celebrato il funerale dell’ippica italiana.
Pesante è la responsabilità delle Istituzioni (MIPAAF e MEF in primo luogo) che a distanza di anni dall’azzeramento della struttura di governo del settore (UNIRE prima e ASSI successivamente) non sono stati in grado o non hanno voluto mettere in campo un progetto credibile di risanamento, consolidamento e rilancio dell’intero comparto.
Continua a leggere il documento qui: ippica riflessioni_09-12-2015

martedì 10 novembre 2015

Scuola: mercoledì le 32 associazioni de "La scuola che cambia il Paese" riaprono confronto con Parlamento


Mercoledì prossimo, 11 novembre, tornano in Parlamento i firmatari dell'appello "La scuola che cambia il Paese", la piattaforma che raccoglie 32 associazioni di studenti, insegnanti, genitori, forze sociali, sindacali e del terzo settore. L'appuntamento con i parlamentari e con la stampa è previsto alle ore 10 presso la sala Salvadori della Camera dei Deputati (via degli Uffici del Vicario 21, Roma) e sarà l'occasione per presentare alle Camere e al Governo idee e proposte di cambiamento della scuola italiana e di modifica della legge 107/2015.

Durante il percorso parlamentare de “La Buona Scuola" il dialogo con le VII Commissioni di Camera e Senato ha contribuito a migliorare il testo iniziale, ma la scelta di approvare la legge senza un autentico confronto di merito con l'ampio dissenso espresso nel mondo della scuola, della cultura e della società civile ha impedito una conclusione condivisa.
I 32 promotori de "La scuola che cambia il Paese" tornano quindi in campo con un documento che contiene le proposte per una modifica dell'impianto della legge approvata a luglio, convinti che sia decisivo per l'Italia innalzare i livelli di istruzione e di competenza dei cittadini e contrastare le gravi diseguaglianze socio-culturali e territoriali che condizionano gli esiti scolastici.
Nonostante l’investimento di risorse attivato con "La Buona Scuola", i firmatari dell’appello ritengono infatti che manchi una visione organica di riforma a medio-lungo termine. Non si prevede

lunedì 29 giugno 2015

RINNOVO DEL CCNL 2016 - 2018

Documento del Coordinamento Territoriale SLC /CGIL di Brescia

In data 29 giugno 2015 il Coordinamento territoriale SLC/ CGIL del Settore Poste ha affrontato una prima discussione sui temi del rinnovo del CCNL e delle linee guida espresse nel documento nazionale .
Il Coordinamento assume in positivo il documento emerso dal Coordinamento regionale SLC di Poste Lombardia del 9 giugno u.s. e in particolare invita a chiedere all'azienda un forte recupero salariale da inserire nella parte diretta ( minimi tabellari ) e nella parte indiretta. ( Fondo Poste ,Ticket , Fondo sanitario )
Esprime la necessità di porre particolare attenzione ai corsi per la formazione del personale da praticare in modo serio e coerente con le reali esigenze dei lavoratori .
Manifesta inoltre forte preoccupazione per l'intenzione aziendale di introdurre modalità di controllo a distanza del personale, con conseguente possibiltà di condizionare pesantemente l'organizzazione del lavoro .
Per quanto sopra impegna le strutture nazionali di SLC / CGIL a sostenere le proposte territoriali e regionali della Lombardia per la costruzione di una piattaforma unitaria che , tenendo conto delle nostre proposte , si possa presto presentare nelle assemblee a tutti i lavoratori di Poste italiane .


Coordinamento Territoriale
Poste Italiane
SLC / CGIL di BRESCIA

martedì 3 settembre 2013

Sindacati e Confindustria: ecco il documento congiunto - Fonte: Bianca di Giovanni su L'Unità

La governabilità assume un significato concreto solo se genera adesso soluzioni ai problemi reali del Paese. 
È quanto emerge da un documento sottoscritto oggi a Genova da Giorgio Squinzi, presidente Confindustria, Susanna Camusso, segretario Cgil, Raffaele Bonanni, segretario Cisl e Luigi Angeletti, segretario Uil, e presentato alla festa nazionale del Pd. 
Confindustria e sindacati chiedono al Governo un preciso impegno fin dalla programmazione della Legge di Stabilità su: politiche fiscali, politiche industriali e revisione degli assetti istituzionali ed efficienza della spesa pubblica. 

martedì 26 febbraio 2013

L'AZIENDA POSTE DENUNCIA 9.273 ESUBERI DI PERSONALE ALLA DATA DEL 31 OTTOBRE 2012


Le proposte in un documento consegnato alle OO.SS. in data 20 Febbraio 2013

Il documento contiene una serie di proposte di riorganizzazione dei servizi unitamente ad un prospetto analitico sulle entità degli esuberi di personale che – a detta dell'Azienda – alla data del 31 Ottobre 2012 ammonterebbero a 9.273 unità.
Per la Lombardia gli esuberi dichiarati ammontano a 1.276 unità.
Le OO.SS hanno già espresso un parere negativo su tutto il documento dichiarandolo “irricevibile”, tuttavia, nell'ipotesi che l'Azienda Poste intenda adottare gli strumenti di esodo espressi a pagina 12 del documento stesso, riteniamo opportuno dare alcune spiegazioni ai nostri iscritti – anche per contrastare le solite illazioni più o meno strumentali e fare chiarezza circa le future intenzioni aziendali per risolvere il problema degli esuberi.

1° - Proposta aziendale

Proseguire con gli esodi incentivati sulla scorta di accordi individuali sottoscritti volontariamente da entrambe le parti.
Su questo argomento, trattandosi di una iniziativa unilaterale dell'Azienda Poste spa, le OO.SS ribadiscono che non esiste alcun accordo sindacale nel merito e, pertanto, la norma non può essere inserita in un verbale ufficiale.

2° - Proposta aziendale

Attuare quanto previsto dall'art. 4 della legge 92/2012 per il “personale anziano” in possesso dei requisiti richiesti che consentano il pagamento della